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23 Settembre 2026

Investimenti globali: Italia supera Spagna e Svizzera, Europa al top

Le imprese fuori dall’UE vedono l’Europa al primo posto per investire, con l’Italia al quarto classificato.

Investimenti globali: Italia supera Spagna e Svizzera, Europa al top

Una recente indagine commissionata da Deutsche Bank ha raccolto le opinioni di 1.200 dirigenti di aziende provenienti da tredici paesi extraeuropei. L’obiettivo era capire come le imprese internazionali valutano l’attrattività dell’Unione Europea per i loro Investimenti futuri. I partecipanti, già presenti sul territorio o intenzionati a entrare, hanno offerto una panoramica inedita sul clima di fiducia verso il Vecchio Continente.

I risultati mostrano che il 35% degli intervistati individua l’Europa come la regione più attraente al mondo per il proprio business, superando l’Asia-Pacifico (esclusa la Cina) e il Nord America. Questo dato colloca l’UE in prima posizione, una percezione nettamente più ottimistica rispetto al dibattito interno, spesso dominato da critiche sulla crescita debole e sulla burocrazia.

Europa al primo posto nella percezione degli investitori extraeuropei

Il sondaggio evidenzia che 74% dei responsabili aziendali ritiene le opportunità di crescita offerte dal mercato europeo superiori a quelle di altre regioni. Parallelamente, il 71% attribuisce all’Europa una forte capacità di innovazione soprattutto quando si tratta di intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. La stessa percentuale percepisce il continente come resiliente di fronte a tensioni economiche e geopolitiche, un elemento chiave per chi desidera stabilità a medio-lungo termine.

Quando si analizzano le intenzioni di investimento, il 81% delle imprese dichiara che l’Europa è diventata più importante nelle proprie decisioni rispetto a tre anni fa. Inoltre, il 61% delle aziende già presenti prevede di ampliare le proprie attività entro i prossimi cinque anni, mentre un ulteriore 33% sta valutando un ingresso nel mercato continentale.

L’Italia si afferma tra le destinazioni europee più ambite

All’interno del continente, l’Italia emerge come la quarta destinazione preferita, con 33% delle aziende intervistate che prevede di investire nel Paese. Il gradimento è particolarmente marcato tra gli investitori degli Emirati Arabi Uniti (54%), dell’Arabia Saudita (46%) e degli Stati Uniti (41%). Per le imprese messicane, l’Italia è la seconda meta europea più attraente, subito dopo la Germania.

Le motivazioni che spingono verso l’Italia includono la posizione strategica nel Mediterraneo, la presenza di settori tradizionali ad alta specializzazione e la crescente capacità di attrarre capitali per la ricerca e sviluppo. Il 33% degli intervistati cita specificamente il potenziale di innovazione italiano, soprattutto nei settori agroalimentare, design e tecnologie verdi.

Fattori di attrattiva e criticità del continente

Nonostante il clima di fiducia, lo studio mette in luce alcune barriere ancora rilevanti. Il 43% degli imprenditori segnala difficoltà nei rapporti transfrontalieri all’interno del Mercato Unico, mentre il 42% ritiene che queste difficoltà incidano significativamente sull’attrattività dell’UE. Altre criticità riguardano il costo del lavoro (42%), il regime fiscale (44%) e i costi energetici e la lentezza delle autorizzazioni, entrambi intorno al 47%.

Queste carenze creano un paradosso: da un lato l’Europa appare come una 

destinazione di crescita e innovazione

 da molti investitori esterni; dall’altro, le rigidità strutturali rischiano di trasformare l’interesse in reale capitale impiegato. Le imprese, infatti, avvertono che le procedure burocratiche “lente” e i costi “elevati” possono erodere il vantaggio competitivo rispetto ad altre regioni più snelle.

Guardando al futuro, la maggior parte dei partecipanti prevede che l’Europa manterrà o accrescerà il proprio ruolo nei prossimi tre-cinque anni. Il 92% considera il continente fondamentale per la produzione, la ricerca e sviluppo e la stabilità delle catene di approvvigionamento, con oltre la metà che lo giudica “molto importante”. Se le autorità riusciranno a semplificare l’accesso al mercato e a ridurre gli ostacoli operativi, il potenziale attrattivo evidenziato dall’indagine potrà tradursi in flussi di investimento più consistenti e sostenibili.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.