Nel panorama dei mutui in Piemonte, i primi cinque mesi del 2026 hanno visto emergere alcune tendenze interessanti. In particolare, il Verbano-Cusio-Ossola si è distinto per gli importi medi richiesti, superando tutte le altre province della regione. Ma non è l’unica novità: anche le scelte relative ai tassi di interesse stanno subendo cambiamenti significativi.
La domanda di mutui per l’acquisto della casa in Piemonte ha mostrato segnali positivi, con una richiesta media che ha raggiunto i 125.038 euro, in aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2026. Tuttavia, questo dato regionale rimane inferiore alla media nazionale, che si attesta a 139.230 euro.
Le province piemontesi con gli importi medi più alti
Secondo i dati raccolti, il Verbano-Cusio-Ossola ha registrato l’importo medio più elevato per un mutuo, pari a 133.928 euro. A seguire, Cuneo con 129.693 euro e Torino con 128.174 euro. Novara si posiziona al quarto posto con 125.117 euro, in linea con la media regionale. Chiudono la classifica Asti (114.917 euro), Alessandria (105.917 euro), Vercelli (104.782 euro) e Biella (100.188 euro).
L’età media dei richiedenti e il valore degli immobili
Un altro dato significativo riguarda l’età media dei richiedenti, che è scesa da quasi 40 anni e mezzo nel 2026 a 39 anni nel 2026. Anche il valore medio degli immobili oggetto di mutuo è diminuito dell’1,3%, arrivando a 179.167 euro. Questi cambiamenti riflettono una tendenza verso richieste più giovani e importi leggermente inferiori rispetto all’anno precedente.
La preferenza per i tassi variabili e l’impatto delle decisioni della Bce
Nonostante il tasso fisso rimanga la scelta preferita dai piemontesi, la quota di chi opta per un tasso variabile o misto è aumentata significativamente, passando da meno dell’1% a quasi l’8% in un anno. Questo cambiamento è in parte dovuto alle offerte più convenienti disponibili sul mercato. Ad esempio, per un finanziamento da 126.000 euro con un piano di ammortamento di 25 anni, il tasso variabile offre un Tan a partire dal 2,32% e una rata iniziale di 554 euro, rispetto ai 611 euro del tasso fisso.
Tuttavia, l’ultima decisione della Banca Centrale Europea di aumentare i tassi potrebbe ridurre questo vantaggio. Gli esperti consigliano di non limitarsi a guardare solo il tasso, ma di considerare tutte le variabili e, se necessario, di rivolgersi a un consulente esperto per identificare la soluzione più adatta.
Le scelte dei piemontesi, sia in termini di importi richiesti che di tipologia di tasso, riflettono una maggiore attenzione alle opportunità di risparmio e alle condizioni di mercato.



