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14 Giugno 2026

Giovani, casa e tasse: le ipotesi sulla manovra e i numeri dei mutui urbani

Il governo lavora su riduzioni di Irpef e Iva per sostenere i giovani in affitto e l'acquisto della prima casa, mentre i dati notarili mostrano una crescita delle compravendite e dei mutui nelle principali città italiane, trainata dagli under 35

Giovani, casa e tasse: le ipotesi sulla manovra e i numeri dei mutui urbani

Negli ultimi sviluppi sul fronte fiscale e immobiliare emergono due filoni paralleli: da una parte le ipotesi che circolano nell’elaborazione della manovra, dall’altra i numeri che certificano una ripresa delle compravendite e dei mutui nelle grandi città italiane. Il quadro combina proposte concrete — come l’allargamento della seconda aliquota Irpef e l’ipotesi di ridurre l’Iva per gli affitti destinati ai giovani — con indicatori di mercato che vedono gli under 35 protagonisti nelle transazioni e nelle richieste di finanziamento.

Proposte fiscali: Irpef, Iva sugli affitti e riordino delle agevolazioni

Tra le misure al centro del dibattito c’è l’idea di estendere la fascia che paga il 33% di Irpef fino a 60.000 euro, con l’obiettivo di alleggerire il peso fiscale sul cosiddetto «ceto medio». Questa operazione ha un costo stimato intorno a 3 miliardi di eurorisorsa che verrebbe attinta in parte dal riordino delle tax expendituresovvero la razionalizzazione di deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta. Parallelamente si valuta la possibilità di ridurre l’aliquota Iva dal 10% al 5% sugli affitti forniti direttamente dai costruttori ai giovani che si trasferiscono per la prima volta, una misura pensata per sostenere sia chi cerca casa sia il mercato del nuovo.

Il percorso non è privo di limiti: la disponibilità di coperture finanziarie e il rispetto dei vincoli di bilancio sono condizioni imprescindibili. Inoltre, il taglio delle tax expenditures è tecnicamente complesso: la normativa comprende centinaia di misure eterogenee e ogni intervento selettivo rischia di provocare tensioni politiche e opposizioni da parte dei beneficiari.

Il mercato immobiliare urbano: compravendite e mutui in ripresa trainati dai giovani

I riscontri empirici mostrano un mercato residenziale cittadino in espansione. Le grandi città hanno registrato incrementi significativi nelle compravendite e nei finanziamenti ipotecari: Milano e Roma spiccano come poli principali, con dinamiche diverse ma entrambe solidamente positive. In molte realtà locali la componente giovanile è diventata il motore della domanda, con percentuali elevate di acquirenti under 35 che usufruiscono delle agevolazioni per la prima casa e che richiedono mutui.

Milano e Roma: volumi e caratteristiche delle erogazioni

A Milano la crescita delle compravendite si accompagna a un forte aumento dei mutui, con particularità come la crescita delle fasce di finanziamento più elevate (ad esempio mutui tra 450.000 e 500.000 euro). A Roma, oltre a un aumento delle transazioni, emerge un fenomeno di forte mobilità sul fronte dei mutui: le surroghe — cioè la portabilità del finanziamento verso condizioni migliori — segnano un balzo importante, testimonianza della ricerca di condizioni più favorevoli da parte delle famiglie.

Torino e il ruolo delle università

Torino ha registrato una crescita marcata delle compravendite, sostenuta in larga parte dalla domanda giovanile attratta dall’offerta universitaria e da un tessuto produttivo innovativo. Nel capoluogo piemontese oltre il 35% degli acquirenti che ha usufruito delle agevolazioni prima casa rientra nella fascia 18-35 anni, mentre il numero di nuovi mutuatari under 35 è aumentato sensibilmente, con effetti concreti sul capitale erogato e sugli atti notarili complessivi.

Implicazioni per famiglie, imprese e settore edile

Le proposte fiscali puntano a ridurre i costi per giovani in affitto e contribuenti a reddito medio, ma l’impatto sul mercato dipenderà dall’effettiva capacità di reperire risorse. Sul versante dell’offerta, in molte città il comparto delle nuove costruzioni è ancora debole a causa della scarsità di aree edificabili e dei prezzi elevati al metro quadro: ciò genera uno sbilanciamento verso il mercato dell’usato e verso acquisti orientati anche all’investimento a fini locativi.

Inoltre, la combinazione di misure fiscali mirate e di una maggiore accessibilità al credito potrebbe consolidare la domanda giovanile, ma richiederà attenzione sul fronte delle regole dell’Iva europea (che impone limiti alle soglie applicabili) e sulla gestione delle risorse pubbliche. Il confronto politico e tecnico nei prossimi mesi sarà decisivo per trasformare le ipotesi in interventi concreti nella prossima manovra.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.