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29 Maggio 2026

G7 digitale: l’appello del Tech7 per regole comuni su ai, cloud e dati

Le principali associazioni del digitale dei Paesi del G7 e della UE lanciano una dichiarazione congiunta che chiede ai governi coordinamento pubblico-privato e misure operative su intelligenza artificiale, cybersicurezza, governance dei dati e tecnologie emergenti per sostenere innovazione e resilienza.

G7 digitale: l'appello del Tech7 per regole comuni su ai, cloud e dati

Alla vigilia della riunione dei ministri digitali del G7, le associazioni rappresentative del settore tecnologico dei Paesi del G7 e dell’Unione Europea hanno reso pubblica una dichiarazione congiunta che sollecita un aumento della cooperazione internazionale su temi chiave come intelligenza artificiale, cybersicurezza, infrastrutture cloud e tecnologie quantistiche. Il documento sottolinea come la digitalizzazione sia ormai centrale per la sicurezza economica, la competitività industriale e l’influenza geopolitica degli stati avanzati, invitando a tradurre principi condivisi in programmi e investimenti concreti.

Otto priorità per un’agenda digitale condivisa

La dichiarazione individua otto temi strategici considerati prioritari: cybersicurezza e resilienza delle infrastrutture critiche, governance dei dati, applicazione dell’intelligenza artificiale nei settori strategici, sviluppo delle tecnologie quantistiche, sicurezza delle supply chain digitali, salute digitale, competenze per il futuro del lavoro e sostegno alle PMI nella transizione tecnologica. Ogni voce è proposta come ambito in cui è necessaria una cooperazione più stretta tra governi e industria, per definire standard interoperabili e accelerare il trasferimento tecnologico dal laboratorio al mercato.

Dal principio all’implementazione

Le associazioni chiedono di passare dalla mera enunciazione di principi a piani d’azione attuabili, con risorse finanziarie dedicate e scadenze temporali. In particolare, per l’adozione industriale dell’intelligenza artificiale il documento promuove piani nazionali coordinati con il settore privato e investimenti nelle infrastrutture abilitanti come cloud, edge computing e reti a bassa latenza, insieme a misure di incentivazione rivolte alle PMI per ridurre la frammentazione normativa che limita l’accesso transfrontaliero ai dati.

Proteggere reti e dati: dalla crittografia post-quantistica alle supply chain

Un’attenzione particolare è dedicata alla protezione delle reti industriali e delle infrastrutture pubbliche: il documento promuove il principio del secure-by-design nei processi di appalto e l’istituzione di una possibile iniziativa di cooperazione G7 per la resilienza informatica, pensata per lo scambio in tempo reale di informazioni su rischi e incidenti tra autorità nazionali e partner privati. Sul fronte tecnologico si raccomanda inoltre di accelerare la migrazione verso sistemi di crittografia post-quantistica basati su standard internazionali per contrastare strategie come il cosiddetto “store now, decrypt later”.

Supply chain e infrastrutture di comunicazione

La sicurezza degli approvvigionamenti digitali viene presentata come condizione imprescindibile per la continuità operativa: il documento invita a armonizzare i controlli sulle esportazioni di software, servizi cloud e modelli di AI, bilanciando la necessità di proteggere tecnologie sensibili con l’obiettivo di non ostacolare la competitività degli alleati. Per le infrastrutture di comunicazione, si sollecita un allineamento su 5G, 6G e integrazione con sistemi satellitari non geostazionari, oltre a una gestione coordinata dello spettro radio e di reti in fibra ottica resilienti per il trasporto sicuro dei dati.

Governance dei dati, salute digitale e competenze

Uno dei punti chiave è il rafforzamento del principio Data Free Flow with Trust: superare requisiti eccessivi di localizzazione dei dati e ridurre la divergenza tra regimi di privacy nazionali richiede la definizione di standard tecnologici condivisi e l’adozione di Privacy Enhancing Technologies. Nel settore sanitario la dichiarazione evidenzia come la maggior parte dei dati clinici risulti ancora sottoutilizzata, proponendo l’adozione di standard aperti come Hl7 Fhir e International Patient Summary per migliorare diagnostica e ricerca in modo sicuro e interoperabile.

Formazione e strumenti per le PMI

Per colmare il divario di competenze digitali si richiede il potenziamento di partenariati pubblico-privati che coinvolgano scuole, università e fornitori di formazione, con percorsi di riqualificazione continua per i lavoratori. Le associazioni propongono inoltre l’introduzione di misure pratiche per facilitare l’operatività transfrontaliera delle piccole imprese, tra cui l’idea del G7 Digital Business Passport per il reciproco riconoscimento della conformità normativa tra giurisdizioni alleate e un approccio regolatorio proporzionato agli oneri amministrativi delle startup e delle PMI.

La dichiarazione, firmata da realtà come Anitec-Assinform, Bitkom, techUK, DIGITALEUROPE e ITI, individua nel vertice di Parigi un’opportunità per consolidare il coordinamento internazionale sulle politiche digitali e rafforzare una leadership condivisa. L’appello finale è rivolto ai capi di Stato e di governo affinché le decisioni politiche traducano le ambizioni in programmi finanziati e scadenzati, riconoscendo gli investimenti in cybersicurezza, infrastrutture di calcolo, migrazione crittografica e formazione come elementi infrastrutturali strategici per la prosperità e la sicurezza delle economie del G7.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.