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15 Luglio 2026

Export italiano, il Rapporto SACE 2026: crescita fino a oltre 690 miliardi entro il 2028

L'export italiano continua a mostrare solidità anche in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e fragilità delle catene di approvvigionamento.

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È quanto emerge dal Rapporto Export 2026 di SACE, intitolato “RE-Agire: l’Italia alla sfida dell’export globale”, presentato il 2 luglio a Roma, a Palazzo Wedekind.

Alla presentazione hanno partecipato il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e la Sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano.

Secondo le stime contenute nel rapporto, l’export italiano di beni crescerà del 2% nel 2026, del 2,5% nel 2027 fino a raggiungere quota 675 miliardi di euro e del 2,8% nel 2028, superando i 690 miliardi. Un percorso che avvicina l’obiettivo dei 700 miliardi di esportazioni, sostenuto dalla diversificazione dei mercati e dal nuovo Piano Strategico SACE50 per il triennio 2026-2028.

 

“RE-Agire significa trasformare la complessità in competitività attraverso decisioni strategiche anche in condizioni di incertezza”, ha dichiarato il presidente di SACE, Guglielmo Picchi, sottolineando come il rapporto evidenzi prospettive positive ma anche la necessità di un approccio sempre più coordinato alla crescita internazionale.

Per l’amministratore delegato Michele Pignotti, la competitività italiana dovrà passare attraverso una maggiore diversificazione geografica, la sicurezza delle forniture e una più forte integrazione nelle filiere globali del valore. “L’obiettivo dei 700 miliardi di export è raggiungibile grazie al contributo congiunto di imprese e istituzioni”, ha affermato.

Sul fronte geografico, l’Asia-Pacifico si conferma una delle aree più dinamiche, con esportazioni che nel 2025 hanno raggiunto 60,3 miliardi di euro e una crescita prevista del 3,5% nel 2026. Dopo la frenata legata alla crisi nel Golfo, il Medio Oriente dovrebbe tornare a crescere nel biennio successivo con un incremento medio del 5,3%, mentre l’America Latina registra prospettive di crescita del 2% nel 2026 e del 3,1% medio tra il 2027 e il 2028.

Opportunità emergono anche dall’Africa, grazie anche al Piano Mattei, soprattutto nei comparti dei macchinari, delle tecnologie e dei beni intermedi. L’Europa avanzata rimane il principale mercato di destinazione dell’export italiano, mentre l’Europa centro-orientale e il Nord America mostrano prospettive di sviluppo superiori alla media.

Il rapporto individua inoltre sedici Paesi strategici, tra cui India, Cina, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Messico, Brasile, Vietnam e Marocco, che potranno trainare una crescita media del 4,4% nel biennio 2027-2028, portando il valore complessivo dell’export verso queste destinazioni a 92 miliardi di euro.

Ampio spazio è dedicato anche al tema delle materie prime critiche, fondamentali per le transizioni digitale ed energetica. La forte concentrazione dell’offerta e le restrizioni commerciali rendono infatti sempre più importante garantire approvvigionamenti sicuri per il sistema manifatturiero italiano.

Infine, il Rapporto evidenzia il ruolo delle filiere globali del valore: oggi il 41% della produzione manifatturiera italiana è collegata ai processi produttivi internazionali, mentre le filiere rappresentano oltre metà del fatturato nazionale e mostrano una propensione all’export pari al 32%, contro una media nazionale del 15%.

Autore

Redazione