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6 Settembre 2026

Digitalizzazione, Zes e sostenibilità: il bilancio dei porti italiani dopo il Pnrr

I porti italiani hanno superato i target del Pnrr in tre aree chiave: elettrificazione delle banchine, investimenti nelle Zes e digitalizzazione della catena logistica. Scopri i dettagli

Digitalizzazione, Zes e sostenibilità: il bilancio dei porti italiani dopo il Pnrr

I porti italiani hanno compiuto passi da gigante grazie agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). A fine 2026, il bilancio tracciato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rivela risultati che superano le aspettative iniziali, con particolare attenzione all’elettrificazione delle banchine agli investimenti infrastrutturali nelle Zone Economiche Speciali (Zes) e alla digitalizzazione della catena logistica.

Questi progressi non solo migliorano l’efficienza degli scali marittimi, ma contribuiscono anche alla sostenibilità ambientale e alla competitività economica del Paese. Vediamo nel dettaglio come sono stati raggiunti questi obiettivi.

Elettrificazione delle banchine: il cold ironing

Uno dei progetti più significativi è stato l’elettrificazione delle banchine nota come cold ironing. Questo sistema riduce le emissioni nelle aree portuali, migliorando la qualità dell’aria e la sostenibilità degli scali. Il target iniziale prevedeva il completamento dei lavori e l’accettazione dei preventivi di connessione per almeno 15 impianti in 10 porti entro il 30 giugno 2026.

I risultati, però, hanno superato le aspettative: sono stati realizzati 22 impianti in 17 porti, con una potenza complessiva superiore ai 220 MW. Le risorse assegnate ammontano a 317,6 milioni di euro sui 400 milioni stanziati, di cui 195 milioni destinati a nuovi progetti. Questo investimento non solo ha ridotto l’impatto ambientale, ma ha anche posizionato i porti italiani all’avanguardia nella lotta al cambiamento climatico.

Investimenti nelle Zes: collegamenti e resilienza

Un altro ambito di intervento fondamentale è stato quello degli investimenti infrastrutturali nelle Zone Economiche Speciali (Zes). Questi interventi includono collegamenti di ultimo miglio con porti e aree industriali, digitalizzazione della logistica, urbanizzazione, efficientamento energetico e rafforzamento della resilienza dei porti. Il target era il completamento di almeno 46 interventi entro il 30 giugno 2026.

Anche in questo caso, i risultati sono stati eccellenti: sono stati completati 50 interventi su 52 finanziati, per una spesa totale di 888,8 milioni di euro. Di questi, 625,5 milioni sono stati assegnati alle Autorità di sistema portuale, 193,6 milioni al Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio e 69,7 milioni a Rfi. Questi investimenti hanno migliorato la connettività e l’efficienza logistica, rendendo i porti italiani più competitivi a livello internazionale.

Digitalizzazione della catena logistica

La digitalizzazione della catena logistica è stata un altro pilastro fondamentale del Pnrr. Con un investimento di 176 milioni di euro, suddivisi in tre componenti principali, sono stati finanziati progetti che hanno rivoluzionato la gestione dei porti. Trenta milioni sono stati destinati alla Piattaforma Logistica Nazionale oggi operativa, mentre 45 milioni sono stati utilizzati per la digitalizzazione delle Autorità di sistema portuale e degli interporti.

In particolare, sono stati sviluppati i Port Community System in tutte le 16 Autorità di sistema portuale e i Freight Village System in 15 interporti, superando il target iniziale di 12 realtà. Inoltre, 101 milioni sono stati destinati al bando Login Business che ha incentivato 850 imprese di trasporto e logistica con un valore di 83,3 milioni di euro. Questi investimenti hanno reso i processi logistici più efficienti e interoperabili, migliorando la competitività del sistema portuale italiano.

L’elettrificazione delle banchine, gli investimenti nelle Zes e la digitalizzazione della catena logistica hanno posizionato i nostri scali marittimi all’avanguardia, pronti a affrontare le sfide del domani.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.