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4 Settembre 2026

Crif rivela: il 60,7% degli italiani ha almeno un finanziamento attivo

Nel 2026, oltre 30 milioni di italiani hanno almeno un finanziamento attivo. Scopri come il credito sta diventando una parte integrante della gestione delle spese delle famiglie italiane.

Crif rivela: il 60,7% degli italiani ha almeno un finanziamento attivo

Nel primo semestre del 2026, il 60,7% della popolazione maggiorenne italiana ha almeno un contratto rateale attivo. Questo dato, che rappresenta un aumento dell’1,8% rispetto al 2025, riflette una tendenza in crescita da diversi anni. La rateizzazione è diventata una strategia comune per gestire le spese, non solo per affrontare acquisti immediati, ma anche per preservare la liquidità.

L’aumento dell’indebitamento medio

L’esposizione residua pro capite, ovvero quanto resta da rimborsare sui finanziamenti in essere, ha raggiunto i 32.899 euro, con un incremento del 4%. Questo dato emerge dall’aggiornamento della mappa del credito di Mister Credit di Crif. La crescita della domanda di finanziamenti si accompagna a una maggiore rata mensile, che nei primi sei mesi del 2026 è stata di 285 euro, il 2,5% in più rispetto al primo semestre del 2025.

Le finalità del credito e la sostenibilità del debito

Il credito viene utilizzato principalmente per esigenze legate alla casa, che rappresentano il 42,8% del totale. Seguono l’acquisto di mezzi di trasporto (30,6%) e di elettronica ed elettrodomestici (17,9%). La rata media dei mutui rimane stabile, poco sotto i 600 euro, con un’esposizione residua che supera i 99.500 euro. Per i prestiti finalizzati, la rata sale leggermente a 139 euro, mentre per i prestiti personali è di 259 euro.

La distribuzione per età e genere

Il ricorso ai finanziamenti è concentrato soprattutto nelle fasce d’età centrali: oltre quattro persone su cinque tra i 41 e i 50 anni hanno almeno un finanziamento in corso. Gli uomini rappresentano il 59% degli utilizzatori, contro il 41% delle donne. Tuttavia, le donne raggiungono il 45,7% tra i titolari di mutui. In tutte le tipologie di finanziamenti, gli importi medi delle rate sono leggermente più bassi per le donne rispetto agli uomini.

La ripresa del mercato immobiliare

A luglio 2026, le richieste di mutuo sono aumentate dell’8,95% rispetto allo stesso mese del 2025. L’importo medio richiesto è arrivato a 125.987 euro, il livello più elevato degli ultimi dodici mesi. La ripresa è distribuita sul territorio nazionale, con il Centro che registra un incremento del 18,7% e il Mezzogiorno del 16,6%. Tra le grandi città, Roma ha visto un aumento del 25% rispetto a luglio dello scorso anno.

Il ruolo delle nuove generazioni

La Generazione Z registra un’accelerazione del 37,7% su base annua e arriva a rappresentare il 19,5% delle richieste di mutuo. Sommando anche i Millennials, in crescita del 10%, le due generazioni raggiungono complessivamente il 47,2% del mercato. Questo indica come l’accesso alla casa continui a rappresentare un obiettivo centrale anche per le generazioni più giovani.

I tassi di interesse nel terzo trimestre del 2026

Nel terzo trimestre del 2026, il tasso medio dei prestiti personali è salito all’8,49%. Questo dato rappresenta un rialzo di 9 punti base rispetto al trimestre precedente. Le cessioni del quinto per dipendenti privati e pubblici mostrano tassi medi rispettivamente del 7,12% e del 5,73%. Per i pensionati, il tasso medio è sceso al 7,61%. Questi dati sottolineano l’importanza di confrontare le diverse offerte di finanziamento disponibili sul mercato.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.