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13 Agosto 2026

Credito alle pmi: calo dei finanziamenti e costi elevati nel 2026

Le piccole imprese italiane stanno affrontando una crisi del credito con finanziamenti in calo e tassi di interesse elevati, specialmente nel Mezzogiorno

Credito alle pmi: calo dei finanziamenti e costi elevati nel 2026

Le piccole e medie imprese italiane stanno affrontando una situazione sempre più difficile in termini di accesso al credito. Secondo i dati più recenti, i finanziamenti alle pmi sono in calo e i tassi di interesse sono in aumento, creando un ambiente economico sfidante per le imprese di minore dimensione.

La situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno, dove i tassi di interesse raggiungono picchi preoccupanti. In Basilicata, ad esempio, il tasso di interesse medio per le piccole imprese si attesta al 9,8% un livello che rende difficile per le aziende locali investire e crescere.

La crisi del credito per le piccole imprese

Dal 2019 a marzo 2026, i prestiti alle piccole imprese italiane sono diminuiti di 34 miliardi di euro con una flessione del 25,9%. Per le imprese artigiane, la contrazione è ancora più marcata, raggiungendo il 39,3%. Questi dati evidenziano una forte asimmetria nell’accesso al credito, con le piccole imprese che faticano a ottenere finanziamenti.

La situazione non è migliorata nel 2026. A marzo, i prestiti alle piccole imprese hanno registrato una nuova diminuzione del 4,3% su base annua peggiorando rispetto al -4% di dicembre 2026. Per le quasi-società artigiane, la flessione è stata ancora più marcata, arrivando all’-8,8%.

Mentre i prestiti al complesso delle imprese continuano a crescere, segnando un +4% su base annua il credito destinato alle realtà di minore dimensione continua a ridursi. Questo divario crea un svantaggio competitivo significativo per le piccole imprese, che si trovano a dover affrontare contemporaneamente una minore disponibilità di credito e un costo del denaro significativamente più elevato.

I costi del credito nel Mezzogiorno

Il costo del denaro è un altro fattore critico che sta pesando sulle piccole imprese, soprattutto nel Mezzogiorno. In Sardegna, il tasso di interesse medio per le piccole imprese raggiunge il 10,6% seguito dalla Calabria al 10,5% e dalla Puglia al 9,6%. In Basilicata, il tasso si attesta al 9,8% lo stesso livello registrato in Sicilia e Molise.

Questi tassi elevati rappresentano un ostacolo concreto per le imprese che vogliono investire, innovare, assumere o semplicemente consolidare la propria attività. Il differenziale tra piccole e medio-grandi imprese è particolarmente marcato in Basilicata e Sardegna, dove lo scarto arriva a 450 punti base.

Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, ha sottolineato che “non possiamo permetterci che proprio le imprese che rappresentano la parte più diffusa del nostro sistema produttivo siano quelle che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alla finanza“. Una piccola impresa che paga il credito quasi il doppio rispetto al tasso medio del sistema produttivo parte da una condizione di evidente svantaggio competitivo.

Le conseguenze della crisi del credito

La riduzione dei finanziamenti e l’aumento dei tassi di interesse stanno avendo effetti negativi non solo sulle singole imprese, ma sull’intero sistema economico. Meno credito significa meno possibilità di acquistare macchinari, digitalizzare i processi produttivi, affrontare la transizione energetica, investire nella formazione e creare nuova occupazione.

Il rischio è quello di una selezione del credito che finisca per penalizzare proprio le imprese più radicate nei territori. In una fase nella quale alle aziende viene chiesto di investire in innovazione, sostenibilità e competitività, non è possibile che il sistema finanziario proceda nella direzione opposta, rendendo più difficile e più costoso l’accesso alle risorse necessarie.

Per Confartigianato Basilicata, diventa prioritario rafforzare gli strumenti di accesso al credito e di garanzia, accompagnando le imprese in una fase nella quale il costo della finanza continua a rappresentare un elemento di forte criticità per la competitività del sistema produttivo regionale.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.