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10 Agosto 2026

Credito d’imposta per carburanti agricoli: guida completa al bonus 2026

Il governo ha stanziato 90 milioni di euro per un credito d'imposta fino al 20% sulle spese di carburante per le imprese agricole. Scopri come richiederlo.

Credito d'imposta per carburanti agricoli: guida completa al bonus 2026

Le imprese agricole italiane possono finalmente accedere al bonus carburante un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta per compensare l’aumento dei prezzi dei carburanti. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il decreto attuativo che definisce le modalità, i requisiti e le procedure per accedere a questo beneficio.

Il bonus è stato introdotto per mitigare l’impatto dei costi energetici sulle attività agricole, con uno stanziamento complessivo di 90 milioni di euro. Le imprese possono ottenere un rimborso fino al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di gasolio e benzina nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026.

Chi può accedere al bonus e quali sono i requisiti

Il credito d’imposta è rivolto a tutte le imprese agricole indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, purché siano in attività. Sono escluse le imprese che hanno ricevuto ordini di recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione europea e quelle già in difficoltà prima del 28 febbraio 2026 salvo le deroghe previste per micro e piccole imprese.

Il bonus riguarda esclusivamente gli acquisti di carburante utilizzati per alimentare i mezzi impiegati nelle attività agricole, come trattori, macchine operatrici semoventi, mezzi per la lavorazione del terreno e per il raccolto, motopompe per irrigazione, gruppi elettrogeni agricoli e attrezzature connesse. Sono inoltre ammissibili le spese per il riscaldamento delle serre dedicate alla coltivazione di piante orticole.

Non sono invece ammissibili le spese sostenute per autovetture, mezzi destinati al trasporto commerciale non agricolo e attrezzature non direttamente collegate al ciclo produttivo agricolo.

Come richiedere il bonus carburante

La domanda per ottenere il bonus deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma SIAN gestita da Agea. Le imprese possono presentare la domanda direttamente o tramite delega ai Centri di assistenza agricola (CAA). Le istruzioni operative sono state pubblicate il 6 agosto 2026 e il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato al 30 settembre 2026.

Nella domanda devono essere indicati i dati identificativi dell’impresa, l’importo complessivo delle spese sostenute per l’acquisto di gasolio e benzina tra marzo e maggio 2026, il credito teoricamente spettante, la presenza di eventuali altri aiuti ricevuti sugli stessi costi, e le dichiarazioni sul rispetto delle norme europee in materia di cumulo degli aiuti. Inoltre, è necessario allegare le fatture di acquisto del carburante riferite al periodo agevolato.

Calcolo del credito d’imposta

Il credito d’imposta è calcolato sulle spese effettivamente sostenute, al netto dell’IVA, sulla base delle fatture di acquisto. Il 20% rappresenta la misura massima prevista dalla legge. Tuttavia, una volta concluse le domande, Agea verificherà il totale dei contributi richiesti. Se le richieste complessive rientrano nei 90 milioni di euro stanziati, il credito sarà riconosciuto nella misura piena del 20%. Se le domande superano le risorse disponibili, l’aliquota verrà ridotta proporzionalmente per consentire la distribuzione del fondo tra tutti gli aventi diritto.

In ogni caso, ciascuna impresa non potrà ricevere complessivamente più di 50.000 euro di contributi nell’ambito del bonus.

Come utilizzare il credito d’imposta

Una volta concesso, il credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24. L’utilizzo dovrà avvenire attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre 2026 senza possibilità di suddividere il credito negli anni successivi.

Il bonus non concorre alla formazione del reddito d’impresa, non rileva ai fini Irap e non è soggetto ai consueti limiti annuali previsti per l’utilizzo dei crediti d’imposta. Qualora dai controlli Agea emergano irregolarità o venga accertato un utilizzo indebito del credito d’imposta, l’agevolazione sarà revocata e l’impresa sarà tenuta alla restituzione delle somme percepite, maggiorate degli interessi e delle eventuali sanzioni previste dalla legge.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.