La banca guidata da Andrea Orcel sta ridisegnando la propria leadership interna: alcune figure chiave hanno cambiato incarico, altre sono uscite e diverse si stanno rafforzando in ruoli strategici. Questi movimenti arrivano in un momento in cui il gruppo continua a giocare un ruolo centrale nelle dinamiche del settore bancario europeo.
Nel cuore della riorganizzazione c’è la nomina di una manager di riferimento al vertice delle risorse umane, accompagnata da spostamenti nelle funzioni legate alle relazioni istituzionali e dall’emergere di figure operative nel business degli investimenti e dei derivati.
Fiona Melrose assume la direzione delle risorse umane
Fiona Melrose lascia l’incarico di head of group strategy & esg per prendere la guida della funzione people & culture del gruppo. Con l’avvicendamento, Melrose entra nell’executive committee, partecipando alle decisioni più alte sulla direzione aziendale. Questa scelta pone al centro delle priorità del gruppo la gestione delle persone e la cultura organizzativa, aspetti ritenuti cruciali in fasi di trasformazione strategica.
Background e competenze
Melrose, entrata in UniCredit nel 2026, ha maturato esperienze in importanti istituti europei come Deutsche Bank, UBS e Santander, oltre a un impegno in progetti con impatto sociale e ambientale attraverso Bankers without Boundaries. Il suo percorso combina conoscenze di strategia, sostenibilità e mobilitazione di capitali privati per iniziative ad impatto.
Cambiamenti nel public affairs e uscite recenti
La banca ha registrato anche movimenti nella funzione che cura i rapporti con istituzioni e stakeholder esterni. Ferdinando Giuliano, che era a capo dei public affairs & policy, ha lasciato il gruppo dopo un periodo relativamente breve. Giornalista con esperienze a testate internazionali e con un passato come portavoce istituzionale, Giuliano aveva coordinato le attività di advocacy della banca.
Impatto operativo e relazionale
L’uscita di una figura come Giuliano apre una fase di riallineamento delle relazioni istituzionali: la funzione continuerà a riferire alle strutture che sovrintendono il group stakeholder engagement, ma il cambio potrebbe incidere sulle strategie di dialogo con autorità e policymaker nei prossimi mesi.
Figure in ascesa: il ruolo di Chicco Di Stasi e le operazioni strategiche
Non tutte le notizie riguardano partenze. Alcuni manager consolidano il proprio peso decisionale: tra questi spicca Chicco Di Stasi, che ha costruito il suo percorso in istituti internazionali come UBS, J.P. Morgan e Goldman Sachs. Oggi guida le aree di equity & credit sales e gli investment products, con l’obiettivo di potenziare l’offerta di investimento e lo sviluppo dell’asset management del gruppo.
Di Stasi è spesso indicato come il riferimento sui derivati all’interno della banca e ha avuto un ruolo operativo in alcune delle azioni più aggressive del gruppo negli ultimi anni verso controparti europee.
Supervisione delle operazioni M&A
Le attività di M&A e i dossier strategici restano invece sotto l’egida di Giacomo Marino, figura chiave nel ceo office. Marino è coinvolto nei principali processi di valutazione e negoziazione e riveste anche incarichi di rappresentanza in consigli di amministrazione di società collegate agli interessi del gruppo, contribuendo così alla gestione di partecipazioni rilevanti.
Prospettive e implicazioni per la banca
I cambi al vertice riflettono una doppia esigenza: rafforzare la governance interna e consolidare competenze operative in aree ad alto valore aggiunto come l’asset management e i prodotti d’investimento. Le nomine mostrano inoltre l’importanza attribuita alla gestione delle risorse umane come leva di trasformazione e resilienza organizzativa.
Nel complesso, la riorganizzazione suggerisce che UniCredit stia puntando su una combinazione di stabilità nelle funzioni strategiche e dinamismo nelle aree commerciali e di mercato, preparandosi a sostenere sia le sfide regolamentari sia le opportunità industriali che caratterizzano il settore bancario europeo.
