Il Sud Italia sta vivendo una trasformazione economica senza precedenti grazie a una serie di politiche mirate che puntano a creare un hub industriale, logistico ed energetico di rilievo internazionale. Tra queste, la ZES Unica e il PNRR stanno giocando un ruolo cruciale, offrendo nuove opportunità per le PMI e attirando investimenti significativi.
La strategia non si limita più a compensare i ritardi del Mezzogiorno, ma mira a creare le condizioni per attrarre capitali e favorire la crescita dimensionale delle imprese. Questo cambiamento di approccio è evidente nel bando “investimenti sostenibili 4.0”, che mette a disposizione 448 milioni di euro per le PMI delle regioni meridionali.
Il bando “Investimenti sostenibili 4.0” e le opportunità per le PMI
Il bando, promosso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso offre agevolazioni fino al 75% delle spese ammissibili per progetti legati a digitalizzazioneintelligenza artificialeeconomia circolare ed efficientamento energetico. Un quarto delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese, con una particolare attenzione alla semplificazione dell’accesso agli incentivi.
La precompilazione delle domande partirà il 10 settembre mentre lo sportello aprirà il 6 ottobre. Questo bando rappresenta un passo fondamentale per favorire l’innovazione tecnologica e la sostenibilità nel Mezzogiorno, con l’obiettivo di creare occupazione e aumentare la competitività delle imprese locali.
La ZES Unica: un modello di successo per il Sud
La ZES Unica è nata dall’unione delle precedenti otto zone economiche speciali e si è estesa anche a Marche e Umbria. Questo modello punta a concentrare in un unico quadro procedure semplificate, autorizzazione unica e credito d’imposta, facilitando così gli investimenti nel Sud Italia.
Secondo i dati illustrati a febbraio dalla Cabina di regia ZES, negli ultimi due anni sono state rilasciate oltre mille autorizzazioni corrispondenti a circa 6 miliardi di euro di investimenti autorizzati e oltre 17.800 ricadute occupazionali stimate. Sul fronte del credito d’imposta, sono arrivate all’Agenzia delle Entrate più di 17.300 domande con 6,1 miliardi di stanziamenti pubblici collegati a oltre 12,4 miliardi di investimenti.
Per il prossimo triennio sono previsti 4 miliardi di euro destinati a dare continuità allo strumento del credito d’imposta, confermando l’impegno del Governo a sostenere lo sviluppo del Mezzogiorno.
Il ruolo del PNRR e le prospettive future
Il PNRR continua a giocare un ruolo determinante nella crescita del Sud Italia. Secondo le ultime stime Svimez, nel 2026 gli investimenti del Piano destinati al Mezzogiorno dovrebbero raggiungere un picco di circa 9,3 miliardi di euro contribuendo a una crescita del PIL meridionale dello 0,8% leggermente superiore a quella del Centro-Nord.
Queste risorse si traducono in infrastrutture critiche come ferrovieportireti idrichescuoleasilidigitalizzazione e sanità territoriale. Tuttavia, il 2026 rappresenta il picco degli investimenti PNRR, e dal 2027 la spinta straordinaria è destinata a ridursi, con una previsione di rallentamento della crescita meridionale allo 0,4%.
La sfida del Governo diventa quindi trasformare la stagione straordinaria del PNRR in una strategia di sviluppo sostenibile e duraturo per il Sud Italia, garantendo che le risorse investite si traducano in fabricheinvestimentiproduttività e lavoro.



