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12 Giugno 2026

Tassi di interesse in rialzo: impatti su mutui, prestiti e risparmi

La Bce ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base. Scopri come questa decisione influenzerà i mutui, i prestiti e i tuoi risparmi.

Tassi di interesse in rialzo: impatti su mutui, prestiti e risparmi

La Banca Centrale Europea (Bce) ha deciso di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli allo 0,25%. Questa decisione avrà un impatto significativo su mutui, prestiti e risparmi di milioni di cittadini dell’Eurozona.

Se non sei esperto di finanza, non preoccuparti. Questo articolo ti spiegherà in modo semplice cosa significa questo rialzo dei tassi e come potrebbe influenzare la tua vita quotidiana.

Cosa ha fatto la Bce e perché

La Bce è l’istituzione che gestisce la politica monetaria dei paesi che utilizzano l’euro. Uno dei suoi compiti principali è stabilire il tasso di interesse a cui le banche possono prendere in prestito denaro. Quando la Bce alza i tassi, le banche devono pagare di più per finanziarsi e,

Questa volta, la decisione è stata presa per contrastare l’inflazione, che è tornata a salire a causa della crisi energetica scatenata dal conflitto in Medio Oriente. La Bce prevede che l’inflazione si attesti al 3,0% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2,0% nel 2028.

Impatto sui mutui a tasso variabile

Se hai un mutuo a tasso variabile la rata potrebbe aumentare. I mutui a tasso variabile sono infatti legati all’Euribor un indice che riflette il costo del denaro nel mercato interbancario europeo. Un rialzo di 25 punti base potrebbe portare a un aumento della rata mensile di circa 25-30 euro per un mutuo da 200.000 euro con 20 anni residui.

Se la Bce dovesse alzare i tassi ancora, l’impatto complessivo potrebbe superare i 70-100 euro mensili in più rispetto a qualche mese fa. Potrebbe essere il momento giusto per valutare una surroga cioè il trasferimento del mutuo a un’altra banca a condizioni migliori.

Effetti sui prestiti personali e sui risparmi

Se hai un prestito personale a tasso variabile, anche in questo caso la rata potrebbe aumentare. Se invece il tasso è fisso, non ci saranno cambiamenti fino alla scadenza del contratto.

Per quanto riguarda i risparmi chi ha soldi fermi sul conto corrente potrebbe iniziare a trovare condizioni più interessanti sui conti deposito e sui titoli di Stato. Con il rialzo dei tassi, le banche devono offrire di più per raccogliere liquidità e lo Stato paga cedole più generose per finanziarsi.

Ad esempio, i conti deposito vincolati più competitivi potrebbero salire verso il 3,2-3,5% lordo annuo, intorno al 2,4-2,6% netto dopo la tassazione al 26%. Su 10.000 euro vincolati per 12 mesi, un conto deposito al 3% lordo ti renderebbe circa 220 euro netti.

Sul fronte obbligazionario, i BTP rendono già sopra il 3% netto annuo nelle scadenze medie. Con i tassi in rialzo, questa finestra potrebbe tendere ad allargarsi ancora.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.