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15 Ottobre 2026

TAN dal 2,60% per mutui variabili: confronto offerte ottobre 2026

Offerte di mutuo variabile a ottobre 2026: TAN 2,60%, rate di 720 euro e analisi degli spread bancari.

TAN dal 2,60% per mutui variabili: confronto offerte ottobre 2026

Il mercato dei mutui sta attraversando una fase di grande dinamismo: a ottobre 2026 le banche hanno pubblicato nuove proposte di mutuo a tasso variabile con un TAN a partire dal 2,60 %. La simulazione più comune prevede un finanziamento di 180.000 euro per 30 anni, con una rata iniziale di circa 720 euro. Questo scenario si colloca in un contesto in cui la Banca Centrale Europea (BCE) ha rilanciato i tassi di riferimento per la seconda volta nell’anno, facendo crescere l’Euribor e rendendo più complessa la scelta tra tasso fisso e variabile.

Offerte di mutuo a tasso variabile disponibili a ottobre 2026

Le principali proposte analizzate provengono da Intesa Sanpaolo, Banco BPM e Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Intesa Sanpaolo propone il prodotto XME Mutuo Acquisto Variabile indicizzato all’Euribor a 1 mese con uno spread di 0,10 %, che porta il TAN al 2,60 % e il TAEG al 2,80 %. La rata mensile di partenza è di 720,61 euro e, grazie allo spread ridotto è particolarmente indicato per chi acquista immobili certificati green. Banco BPM, invece, offre il Mutuo Promo Tasso Variabile Green con Euribor a 1 mese più spread 0,30 %: TAN 2,69 %, TAEG 2,87 % e rata iniziale di 729,13 euro. Infine, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata propone il Mutuo Standard Tasso Variabile indicizzato all’Euribor a 3 mesi con spread 0,60 %; il risultato è un TAN del 2,83 %, TAEG 3,02 % e rata di 742,48 euro. La differenza di indice (1 mese vs 3 mesi) influenza la frequenza delle revisioni della rata, con l’opzione trimestrale che tende a produrre variazioni più lente.

L’evoluzione di Euribor e l’impatto della BCE

Il 10 settembre 2026 il Consiglio Direttivo della BCE ha aumentato di 25 punti base i tre tassi di riferimento: il tasso sui depositi è passato dal 2,25 % al 2,50 %, mentre il tasso di rifinanziamento principale è salito al 2,65 %. Queste scelte sono state giustificate dalle pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente. A inizio ottobre l’Euribor a 1 mese si collocava intorno al 2,43 % e quello a 3 mesi al 2,59 %. Un’analisi di mercato basata sui futures prevede che l’Euribor a 3 mesi possa raggiungere il 3,10 % entro giugno 2027, ma si tratta di una stima e non di una certezza. Per chi sottoscrive un mutuo a tasso variabile la variabilità dell’Euribor rappresenta il principale fattore di rischio: un rialzo dell’indice si traduce in un aumento della rata, mentre una sua flessione può ridurla.

Fisso vs variabile: cosa preferiscono gli italiani

Secondo l’Osservatorio –, nel periodo gennaio-settembre 2026 il 95 % delle richieste di mutuo ha riguardato il tasso fisso. La motivazione principale è la ricerca di stabilità nella rata, che consente alle famiglie di pianificare le spese senza doversi preoccupare delle oscillazioni del mercato. Il mutuo a tasso variabile rimane una scelta di nicchia, appetibile per chi dispone di un margine di risparmio sufficiente a far fronte a potenziali aumenti della rata. Tuttavia, il vantaggio iniziale di un TAN più basso (2,60 % rispetto al 2,80-2,95 % dei prodotti fissi) non garantisce una convenienza a lungo termine, poiché la rata finale dipenderà dall’andamento futuro dell’Euribor.

Come confrontare le offerte e scegliere il prodotto più adatto

Il confronto tra le varie proposte deve partire da una chiara distinzione tra TAN e TAEG. Il TAN indica il tasso di interesse applicato al capitale, mentre il TAEG ingloba tutti i costi accessori (istruttoria, perizia, assicurazioni) e permette di valutare il costo complessivo del finanziamento. Uno spread più ridotto (come lo 0,10 % di Intesa Sanpaolo) implica una minore incidenza della banca sulla rata, ma è legato anche a condizioni specifiche, ad esempio la classe energetica dell’immobile. I mutui “green” offrono solitamente spread più vantaggiosi, ma richiedono la certificazione di efficienza energetica. Inoltre, la durata del piano di rimborso incide sulla rata: allungare il periodo riduce il pagamento mensile ma aumenta l’ammontare totale degli interessi.

Consigli pratici per chi opta per il tasso variabile

Chi decide di affidarsi a un mutuo a tasso variabile dovrebbe valutare attentamente la propria capacità di assorbire eventuali aumenti della rata. È consigliabile mantenere una riserva di liquidità pari a almeno tre-tre mesi di pagamento, in modo da fronteggiare picchi di Euribor. Inoltre, monitorare periodicamente le evoluzioni dell’indice consente di anticipare le possibili revisioni. Infine, confrontare le offerte online, tenendo conto sia del TAN iniziale che del TAEG medio, permette di individuare le soluzioni più competitive e di evitare sorprese al momento della rivalutazione della rata.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.