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21 Luglio 2026

Risparmio gestito: come funziona e quali sono gli strumenti principali

Scopri come il risparmio gestito può trasformare i tuoi risparmi in investimenti redditizi grazie a esperti professionisti

Risparmio gestito: come funziona e quali sono gli strumenti principali

Nel panorama finanziario moderno, il risparmio gestito rappresenta una soluzione sempre più popolare per chi desidera far fruttare il proprio capitale. Ma cosa si intende esattamente con questo termine e quali sono le sue caratteristiche principali?

Il risparmio gestito si riferisce a quella quota di risparmio che un individuo decide di affidare a professionisti del settore, i quali operano in base a un mandato specifico per incrementare il valore delle risorse conferite. Questo approccio si distingue nettamente dal risparmio amministrato dove l’intermediario finanziario si limita a svolgere funzioni di custodia e amministrazione, lasciando le scelte di investimento al risparmiatore.

Le differenze fondamentali tra risparmio gestito e amministrato

La principale differenza tra i due approcci risiede nel livello di coinvolgimento dell’intermediario. Nel risparmio amministrato l’intermediario agisce come un semplice sostituto d’imposta, eseguendo le istruzioni del risparmiatore senza assumersi responsabilità decisionali. Al contrario, nel risparmio gestito il risparmiatore conferisce un mandato esplicito all’intermediario, il quale diventa responsabile delle scelte di investimento al fine di massimizzare il rendimento del capitale affidato.

Questo trasferimento di responsabilità implica che il gestore professionale debba possedere competenze specifiche e una conoscenza approfondita dei mercati finanziari. Il risparmiatore, d’altra parte, beneficia di una gestione attiva e personalizzata del proprio portafoglio, che può adattarsi alle fluttuazioni del mercato e alle variazioni delle condizioni economiche.

Gli strumenti principali del risparmio gestito

Il risparmio gestito si avvale di una vasta gamma di strumenti finanziari, ciascuno con caratteristiche e obiettivi specifici. Tra i più comuni troviamo:

  • Fondi comuni di investimento strumenti che raccolgono il capitale di numerosi investitori per acquistare un portafoglio diversificato di attività finanziarie.
  • ETF (Exchange Traded Funds) fondi negoziati in borsa che replicano l’andamento di un indice di mercato specifico.
  • Gestioni patrimoniali servizi offerti da società di gestione del risparmio che creano portafogli personalizzati in base alle esigenze del cliente.
  • Fondi immobiliari fondi che investono in beni immobili, offrendo ai risparmiatori la possibilità di partecipare al mercato immobiliare senza dover acquistare proprietà direttamente.
  • Hedge Funds fondi di investimento alternativi che utilizzano strategie complesse per ottenere rendimenti superiori, spesso con un livello di rischio più elevato.

La scelta dello strumento giusto

La selezione dello strumento più adatto dipende da diversi fattori, tra cui il profilo di rischio del risparmiatore, gli obiettivi di investimento e l’orizzonte temporale. Ad esempio, un risparmiatore con un profilo di rischio conservativo potrebbe preferire fondi comuni di investimento o ETF, mentre un investitore più propenso al rischio potrebbe optare per hedge funds o fondi immobiliari.

È fondamentale che il risparmiatore collabori strettamente con il gestore professionale per definire una strategia di investimento che rispecchi le proprie esigenze e aspettative. Una comunicazione aperta e trasparente è essenziale per garantire che il mandato di gestione sia eseguito in modo efficace e in linea con gli obiettivi prefissati.

La tassazione del risparmio gestito in Italia

In Italia, il regime di tassazione del risparmio gestito prevede diverse modalità di imposizione fiscale. Le plusvalenze, ovvero i guadagni derivanti dalla vendita di strumenti finanziari, sono tassate al momento della loro effettiva maturazione. Inoltre, è possibile compensare tra loro i redditi di capitale e i redditi diversi, riducendo così l’imposta complessiva dovuta.

L’intermediario finanziario funge da sostituto d’imposta, garantendo l’anonimato sui redditi diversi e assicurando che le imposte siano trattenute e versate alle autorità fiscali. L’imposta di bollo, che grava sui conti e sui depositi titoli, è un onere fiscalmente deducibile e va a ridurre il risultato di gestione fiscalmente imponibile.

Oltre al regime di risparmio gestito, esistono altri regimi di dichiarazione delle plusvalenze, come il Regime Dichiarativo e il Regime di Risparmio Amministrato. Ogni regime presenta vantaggi e svantaggi specifici, e la scelta del regime più appropriato dipende dalle circostanze individuali del risparmiatore.

La scelta degli strumenti finanziari più adatti e una gestione attenta delle imposte sono elementi chiave per massimizzare i rendimenti e raggiungere gli obiettivi di investimento prefissati.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.