Il comparto artigianato del Friuli Venezia Giulia sta vivendo una fase di crescita sostenuta grazie a una serie di incentivi regionali. Tra il 2021 e il 2025, le imprese artigiane hanno attivato 187,2 milioni di euro di spesa privata, dimostrando la capacità di convertire le risorse pubbliche in dinamiche di sviluppo reale.
Risultati economici 2021-2025: 187,2 milioni di euro di investimenti
Secondo i dati forniti dalla Regione, le 27.804 sedi d’impresa attive nel settore hanno mantenuto un saldo positivo anno su anno. Il valore complessivo dei contributi richiesti ammonta a 68,2 milioni di euro ma l’effetto moltiplicatore è stato di 2,74 per ogni euro di sostegno pubblico, le imprese hanno generato quasi tre euro di investimenti privati. Il picco di erogazione si è registrato nel 2025, con 2.472 pratiche liquidate e un importo totale di 13,8 milioni di euro.
Le cifre chiave del finanziamento pubblico
Nel triennio 2021-2024 le somme liquidate sono cresciute del 49 %, passando da 8,6 a 12,8 milioni di euro. Il valore medio per domanda ha toccato i 5.365 euro, segno di una gestione efficiente dei fondi. La media di 45 giorni per l’erogazione ha garantito alle imprese una rapidità operativa rara in altri contesti nazionali.
Il ruolo del CATA FVG e le otto linee di contributo
Il CATA FVG con 14 anni di attività, ha distribuito complessivamente 129 milioni di euro a beneficio del tessuto produttivo regionale. Nessuna impresa avente diritto è rimasta senza contributo per mancanza di fondi, grazie a una pianificazione che prevede otto specifiche linee di supporto: nuove attività, partecipazione a fiere, e-commerce, artigianato artistico, micro-imprese, ammodernamento tecnologico, studi di fattibilità e valorizzazione dell’artigianato tipico.
Tipologie di agevolazione più richieste
Le domande più frequenti riguardano il rinnovo di attrezzature e l’acquisto di macchinari, due fattori considerati fondamentali per mantenere competitività e creare posti di lavoro. Il supporto al commercio elettronico ha registrato un forte interesse, segno della crescente digitalizzazione del settore.
Nuovo bando di ristoro carburanti – apertura a ottobre 2026
L’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini ha annunciato che il secondo bando di ristoro carburanti sarà lanciato a inizio ottobre 2026 e includerà anche le imprese artigiane per le quali il costo di benzina e gasolio pesa in modo significativo sul bilancio. L’iniziativa punta a mitigare l’incidenza dei prezzi energetici sulla mobilità d’impresa, garantendo un sollievo tempestivo a chi dipende maggiormente dal trasporto su strada.
Chi potrà beneficiare e quali requisiti
Potranno accedere al nuovo avviso le aziende che dimostrino una spesa annua per carburanti superiore a una soglia stabilita dalla Regione. La misura si inserisce nel più ampio quadro di politiche volte a preservare la competitività del tessuto artigianale, soprattutto nelle province più esposte a costi di logistica elevati.
Distribuzione territoriale delle domande: Udine e Pordenone in evidenza
Dal 2021 al 2025, la provincia di Udine ha presentato il 55,5 % delle domande, confermandosi il fulcro del sistema di sostegno. Il Pordenone segue con il 27,7 %, dimostrando una notevole capacità di attrarre finanziamenti. Trieste e Gorizia completano la mappa con rispettivamente 8,5 % e 8,3 % delle richieste, indicando una distribuzione equilibrata ma con una concentrazione di attività nelle aree settentrionali.
Prospettive per il futuro del settore
Le autorità hanno ribadito l’impegno a mantenere aperto il dialogo con le rappresentanze del comparto, riconoscendo l’artigianato come pilastro identitario e produttivo del Friuli Venezia Giulia. Con l’arrivo del nuovo bando carburanti e il continuo supporto delle otto linee di contributo, le imprese potranno rafforzare la loro posizione sul mercato, investire in innovazione e preservare l’occupazione locale.



