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10 Agosto 2026

Regolamentazione delle criptovalute: il Senato USA affronta il CLARITY Act

Il Senato USA ha fissato la votazione sul CLARITY Act per il 15 settembre, mentre la SEC avanza con la regolamentazione delle criptovalute. Scopri i dettagli.

Regolamentazione delle criptovalute: il Senato USA affronta il CLARITY Act

Il Senato degli Stati Uniti è pronto a votare il CLARITY Act il 15 settembre dopo aver perso l’opportunità di agosto. Questo disegno di legge mira a stabilire un quadro normativo chiaro per le criptovalute ripartendo le responsabilità tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Il senatore Jim Risch (R-ID) ha annunciato che il Senato avvierà l’iter di approvazione del CLARITY Act il 15 settembre. La votazione procedurale è fissata per le 14:15 EDT e per superare l’ostacolo sono necessari 60 voti il che richiede il sostegno di almeno 7 democratici oltre alla maggioranza repubblicana di 53 seggi.

Il ruolo della SEC nel limbo normativo

Mentre il Senato procede con il CLARITY Act, la SEC sta avanzando con un programma parallelo di regolamentazione delle criptovalute. Il presidente della SEC, Paul Atkins ha delineato un approccio provvisorio che potrebbe colmare alcune lacune del quadro normativo attuale.

La SEC e la CFTC hanno avviato il Project Crypto un’iniziativa congiunta che mira a fornire un ponte normativo mentre il Congresso lavora alla legislazione sulla struttura del mercato. Questo progetto include il lavoro sulle classificazioni dei token e sulle potenziali esenzioni che potrebbero consentire determinate transazioni on-chain in base a requisiti federali più chiari.

Le norme della SEC sulle criptovalute

A marzo, le due agenzie hanno pubblicato una guida congiunta in cui si afferma che la maggior parte delle criptovalute non costituisce di per sé un titolo. Questo ponte normativo è stato esteso a luglio per includere aree politiche specifiche, come la raccolta di fondi tramite criptovalute, la custodia e i titoli tokenizzati.

La SEC sta elaborando norme su come le criptovalute possano essere emesse, detenute e negoziate on-chain ai sensi delle leggi federali sui titoli. Tuttavia, l’intervento dell’agenzia può chiarire solo come le leggi sui titoli si applichino alle criptovalute, stabilire esenzioni, affrontare la questione della custodia e creare regole per le attività on-chain relative ai titoli senza attendere il Congresso.

Le implicazioni del ritardo del Senato

Il ritardo del Senato nel votare il CLARITY Act ha sollevato preoccupazioni tra gli esperti del settore. Matt Hougan Chief Investment Officer di Bitwise ha descritto il disegno di legge come un ‘morto vivente’, sostenendo che, nonostante l’incertezza normativa, il settore delle criptovalute troverà comunque una via d’uscita.

Il senatore John Thune (R-SD) ha presentato una mozione di chiusura sulla proposta di procedere con il CLARITY Act, fissando la votazione per le 14:15 EDT. La questione che i senatori devono affrontare è se discutere il disegno di legge, non se approvarlo.

Risch ha sottolineato che ulteriori ritardi potrebbero esporre gli americani a frodi, spostando al contempo gli investimenti e l’attività finanziaria all’estero. Il nuovo calendario, fissato al 15 settembre, mantiene in vita il disegno di legge, prolungando al contempo l’incertezza su quando il Congresso potrà stabilire un quadro normativo federale permanente per i mercati degli asset digitali.

Il prossimo banco di prova al Congresso è previsto per il 15 settembre, quando i senatori decideranno se prendere in esame l’H.R. 3633 che è stato approvato dalla Camera con 294 voti a favore e 134 contrari ed è passato dalla Commissione bancaria del Senato con 15 voti a favore e 9 contrari. La decisione del Senato determinerà se il disegno di legge procederà verso un quadro normativo, mentre la SEC continua a sviluppare le norme sulle criptovalute nell’ambito dei suoi attuali poteri.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.