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26 Giugno 2026

Mutui in frenata, credito al consumo accelera: l’analisi del primo trimestre 2026

Nel primo trimestre del 2026, il mercato del credito alle famiglie italiane mostra segnali contrastanti: mentre i mutui rallentano, la cessione del quinto e i finanziamenti per auto e moto registrano una crescita significativa.

Mutui in frenata, credito al consumo accelera: l'analisi del primo trimestre 2026

Il mercato del credito alle famiglie italiane nel primo trimestre del 2026 presenta un quadro misto, con segnali di rallentamento in alcuni settori e una crescita vigorosa in altri. Secondo l’Osservatorio Credito al Dettaglio, curato da Assofin, Crif e Prometeia, il credito al consumo ha registrato un’accelerazione del 4,9% trainato principalmente dai finanziamenti per l’acquisto di auto e moto e dalla cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Questa dinamica riflette una riorganizzazione delle priorità di finanziamento delle famiglie italiane, che sembrano orientarsi verso soluzioni più flessibili e immediate. Tuttavia, il settore dei mutui ipotecari mostra un rallentamento, con una crescita limitata al 4% e un crollo significativo delle surroghe, che hanno registrato un calo del 66,8%.

Credito al consumo: auto, moto e cessione del quinto in crescita

Il credito al consumo ha mostrato un’accelerazione significativa nel primo trimestre del 2026, con un incremento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento è stato trainato principalmente dai finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto e moto che hanno registrato una crescita del 6,2%. La ripresa di questo settore è stata favorita dagli incentivi per la mobilità verde che hanno stimolato la domanda di veicoli più sostenibili.

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione si conferma la forma tecnica più dinamica, con un incremento del 7,5%. Questa soluzione continua ad attrarre lavoratori dipendenti e pensionati grazie alla prevedibilità dei flussi di rimborso e alle condizioni competitive offerte. Anche i prestiti personali e gli utilizzi rateizzati con carta di credito hanno mostrato una crescita, rispettivamente del 4,1% e del 0,7%.

Mutui ipotecari: rallentamento e crollo delle surroghe

Il settore dei mutui ipotecari ha registrato un rallentamento nel primo trimestre del 2026, con una crescita limitata al 4%. Questo dato, pur sostenendo l’incremento delle compravendite residenziali del 4,4% rappresenta una netta decelerazione rispetto all’espansione del 2026. Il fenomeno più rilevante è il crollo delle surroghe, che hanno registrato una contrazione del 66,8%.

Questa netta contrazione è dovuta al progressivo esaurimento dei vecchi contratti che potevano beneficiare di condizioni economiche migliorative. L’incertezza sull’evoluzione dei tassi di interesse e le pressioni inflazionistiche hanno contribuito a una flessione complessiva del 5,7% nei flussi totali di mutui alle famiglie consumatrici. Nonostante ciò, i mutui a tasso fisso rimangono la scelta preferita, coprendo il 78% dei nuovi contratti, mentre le formule miste sono passate dal 10% al 14%.

Transizione ecologica e digitalizzazione

Un contributo vitale per il mercato del credito proviene dai finanziamenti orientati alla transizione ecologica. Nel 2026, i mutui green destinati all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, hanno raggiunto una quota del 16% del totale dei flussi erogati. Analogamente, nel credito al consumo, il 21% dei finanziamenti finalizzati all’ambito casa è destinato all’efficientamento energetico, mentre il 22% dei prestiti per veicoli è rivolto alla mobilità sostenibile.

Parallelamente, il settore sta vivendo una profonda trasformazione tecnologica e distributiva. Il canale digitale cresce, con il 19% dei volumi di prestiti personali collocati interamente online. Le reti terze, come agenti e mediatori, giocano un ruolo sempre più determinante, intermediano ormai il 79% della cessione del quinto e quasi la metà di tutti i mutui immobiliari.

Qualità del credito e prospettive future

Nonostante le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica, la qualità del credito si mantiene su livelli storicamente minimi. A marzo 2026, il tasso di default complessivo del credito alle famiglie si è attestato all’1,5%. Nel dettaglio, il rischio nel credito al consumo si è stabilizzato all’1,8% con una differenza strutturale tra i prestiti personali (2,4%) e i meno rischiosi prestiti finalizzati (1,3%). I mutui ipotecari registrano un tasso di insolvenza dello 0,4% in diminuzione in tutte le classi di durata.

Le prospettive per il resto del 2026 indicano una crescita moderata delle consistenze, con un miglioramento del potere d’acquisto previsto per il 2027. Tuttavia, la sostenibilità della crescita nel medio termine resta legata alla prosecuzione degli investimenti del PNRR e all’evoluzione della politica monetaria. Il settore dovrà anche confrontarsi con l’applicazione della nuova Direttiva sul credito ai consumatori (CCD2), che rafforzerà i requisiti di trasparenza e valutazione del merito creditizio.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.