Salta al contenuto
3 Luglio 2026

Iperammortamento 2026: guida pratica alla maggiorazione del costo e ai requisiti

Panoramica chiara sull’iperammortamento previsto dalla legge 30 dicembre 2026 n.199 e dal decreto del 7 maggio 2026: chi può accedere, quali beni sono agevolabili, le percentuali di maggiorazione e gli obblighi documentali per sfruttare l’agevolazione.

Iperammortamento 2026: guida pratica alla maggiorazione del costo e ai requisiti

La riforma nota come Transizione 5.0 ha rimodellato lo strumento dell’iperammortamento, introducendo una logica fiscale diversa rispetto al passato. Con la legge del 30 dicembre 2026, n. 199 (commi 427-436) e il relativo decreto attuativo del 7 maggio 2026 la misura non è più strutturata come credito d’imposta ma come maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili. L’agevolazione si applica agli investimenti effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.

Il passaggio dal credito d’imposta alla maggiorazione incide sul modo in cui l’agevolazione si traduce in beneficio economico per l’impresa: il vantaggio si realizza attraverso quote di ammortamento più elevate o canoni di leasing maggiorati ai fini fiscali, con una riduzione progressiva della base imponibile piuttosto che con compensazioni immediate in F24.

Quadro normativo e periodo di applicazione

La disciplina è ancorata a riferimenti legislativi precisi: la misura è stata prevista dalla legge n. 199 del 30 dicembre 2026 e dettagliata dal decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 7 maggio 2026. L’ambito temporale di operatività definito dalla normativa è dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 quindi gli investimenti devono essere programmati e realizzati entro queste date per poter accedere all’agevolazione.

Cosa è agevolabile e come si calcola la maggiorazione

Possono essere agevolati sia beni materiali sia beni immateriali strumentali, purché siano nuovi e funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. Sono inclusi anche investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, nei limiti previsti dalla normativa.

La maggiorazione consiste nel riconoscimento di un valore fiscalmente ammortizzabile superiore al costo sostenuto. Le percentuali previste per fasce d’investimento sono applicate sul valore del bene ai fini dell’ammortamento; un esempio pratico aiuta a comprenderne l’effetto: se un macchinario di Industria 4.0 costa 100.000 euro e rientra nella fascia con maggiorazione al 180%, il valore complessivamente ammortizzabile diventa 280.000 euro, generando una deduzione fiscale più rapida e consistente nel tempo.

Percentuali per fasce di investimento

Le principali soglie indicate dalla disciplina sono le seguenti: fino a 2,5 milioni di euro la maggiorazione può arrivare al 180% per la quota tra 2,5 e 10 milioni la maggiorazione è del 100% per la parte tra 10 e 20 milioni la maggiorazione si riduce al 50%. Le percentuali sono applicate a scaglioni, cioè in modo progressivo rispetto all’entità complessiva dell’investimento.

Requisiti tecnici e adempimenti documentali

La fruizione dell’iperammortamento è vincolata a una serie di obblighi formali. Tra i requisiti più rilevanti figurano la perizia tecnica asseverata una certificazione contabile che attesti il rispetto dei requisiti e, per gli impianti energetici, le comunicazioni obbligatorie al GSE. Questi adempimenti servono a collegare concretamente il bene acquistato alle finalità di innovazione, interconnessione e risparmio energetico richieste dal regime.

La normativa richiede che il progetto sia pensato e documentato prima dell’acquisto: il beneficio non può essere costruito ex post con documentazione retroattiva. In altre parole, la pianificazione preventiva dell’investimento e la raccolta di tutte le certificazioni necessarie sono condizioni essenziali per evitare contestazioni e per massimizzare il vantaggio fiscale.

Tipologie di tecnologie ammissibili

Tra i beni che, se conformi ai requisiti tecnici, possono accedere all’agevolazione si trovano: macchinari e impianti interconnessirobot industrialimacchine utensili CNCsoftware gestionali e sistemi MESsistemi di monitoraggio e sensori IoT magazzini automatici, tecnologie per il controllo qualità e impianti per l’autoproduzione di energia e sistemi di accumulo nei limiti normativi.

Per le imprese che stanno valutando un investimento, è essenziale verificare le specifiche tecniche del bene e predisporre la documentazione richiesta. Un confronto preventivo con consulenti tecnici e fiscali aumenta la probabilità di corretta applicazione dell’agevolazione e di riduzione del rischio di contestazioni in fase di controllo.

0 premia chi integra innovazione digitale ed efficienza energetica nelle scelte d’investimento, ma richiede una programmazione dettagliata, adempimenti certificativi e il rispetto delle soglie e delle percentuali previste dalla legge e dal decreto attuativo.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.