Il quadro che sostiene gli investimenti industriali in innovazione e sostenibilità ha assunto forma operativa: dal 12 giugno 2026 è attivo il portale nazionale per l’accesso all’iperammortamento del nuovo Piano Transizione 5.0, mentre a livello regionale il Piemonte ha lanciato il bando PR FESR 21/27 “Energie Rinnovabili nelle imprese 2026” con una dotazione complessiva di 12.200.000 euro. Queste iniziative mirano a sostenere la digitalizzazione produttiva e la transizione energetica, con regole precise sulla presentazione delle domande, sui beni ammissibili e sulle modalità di cumulabilità con altri incentivi.
Apertura del portale GSE: numeri, scadenze e procedure operative
La piattaforma informatica, resa disponibile dal 12 giugno 2026, ha registrato un avvio intenso: entro il 22 giugno sono state trasmesse oltre 3.000 comunicazioni preventive e risultano altre istanze in bozza che sommano investimenti potenzialmente prenotati per oltre 1,1 miliardi di euro. La normativa prevede che la presentazione della comunicazione preventiva sia il primo passaggio per la prenotazione dell’agevolazione; da quell’esito positivo decorre il termine di 60 giorni lavorativi per la conferma dell’investimento, collegata al pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione. È importante ricordare che questo termine non parte dall’attivazione del portale ma dal riscontro favorevole della comunicazione preventiva.
Funzionalità del portale e correzioni
La piattaforma è in fase di completamento: a breve saranno rese disponibili le sezioni per le comunicazioni di conferma e di completamento. Tra una fase comunicativa e l’altra è possibile correggere errori, ma sono state introdotte verifiche più stringenti su codici fiscali e codici ATECO per limitare anomalie. Quando una comunicazione preventiva copre più beni, il sistema consente l’attribuzione di sottocodici identificativi per singoli asset o gruppi di asset, mantenendo unica la prenotazione ma permettendo invii multipli delle comunicazioni di completamento a seconda del momento in cui i singoli beni entrano in funzione.
Beni agevolabili, revamping e fonti rinnovabili: criteri pratici
Sono confermati criteri dettagliati sui beni ammessi: rientrano le soluzioni digitali legate alla produzione come software per PLC, SCADA e HMI e gli ERP solo per i moduli direttamente connessi al processo produttivo; restano esclusi i moduli amministrativi o gestionali non produttivi. Il revamping di macchinari esistenti è ammissibile se l’intervento permette di raggiungere i requisiti tecnologici richiesti, in particolare l’interconnessione e l’integrazione con i sistemi aziendali, dimostrando lo stato ante e post intervento con documentazione tecnica.
Impianti rinnovabili, accumuli e caratteristiche richieste
Per gli investimenti in fonti rinnovabili la data di fine lavori coincide con la conclusione dell’investimento; il vincolo di allaccio alla rete entro 12 mesi non è stato riproposto rispetto al piano precedente. Gli impianti fotovoltaici possono accedere all’incentivo solo se i moduli rispettano gli standard di efficienza richiesti dal registro ENEA. Sono inoltre ammissibili sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, così come sistemi di climatizzazione funzionali al processo produttivo, purché documentati e integrati nell’asset produttivo.
Bando Regione Piemonte: destinatari, interventi e forma dell’agevolazione
La Regione Piemonte ha approvato il bando PR FESR 21/27 per il 2026, rivolto a Micro, Piccole e Medie Imprese e a Grandi Imprese per progetti strategici, con investimenti ammissibili compresi tra 50.000 e 3.000.000 euro per le MPMI e tra 300.000 e 5.000.000 euro per le GI. Gli interventi devono essere preceduti da una diagnosi energetica basata sui consumi dei due anni precedenti e possono riguardare impianti fotovoltaici, cogenerazione ad alto rendimento alimentata da rinnovabili, impianti termici da fonti rinnovabili, produzione di idrogeno verde e sistemi di accumulo che assorbano almeno il 75% dell’energia prodotta dall’impianto connesso.
La tipologia di supporto prevede una combinazione di quota finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto, con percentuali differenziate in funzione della dimensione d’impresa: ad esempio la micro e piccola impresa può ottenere una quota minima di finanziamento del 70% e una quota massima di contributo a fondo perduto del 30%. Le domande possono essere presentate dal 4 giugno fino al 27 novembre 2026.
La corretta preparazione della documentazione, la verifica dei requisiti tecnici dei beni e il rispetto delle scadenze procedurali sono elementi decisivi per sfruttare al meglio queste opportunità.



