Le utility energetiche italiane si preparano a giocare un ruolo cruciale nel futuro del Paese con un piano di investimenti senza precedenti. Secondo uno studio realizzato da A2A in collaborazione con Teha Group, le aziende del settore potrebbero allocare fino a 825 miliardi di euro entro il 2050, con un impatto significativo sull’economia e l’occupazione.
Il piano, presentato al Forum di Cernobbio, rappresenta una continuazione degli investimenti avviati con il PNRR, il più grande piano di investimento pubblico del secondo dopoguerra. Con 194 miliardi di euro destinati all’Italia, il PNRR ha evitato una recessione, ma ora è necessario un nuovo impulso per mantenere la competitività del Paese.
I settori chiave degli investimenti
Gli investimenti delle utility si concentreranno su nove ambiti strategici, tra cui la generazione di energia da fonti rinnovabili e nucleare, le infrastrutture elettriche e del gas, i data center, il teleriscaldamento, il ciclo idrico integrato, il trattamento dei rifiuti e la produzione di biometano. La maggior parte delle risorse sarà destinata alla generazione di energia, con un focus particolare sulle rinnovabili e sull’efficienza della gestione idrica.
Questi settori sono critici per l’infrastruttura energetica italiana e rappresentano le aree di azione tradizionali delle utility. Le aziende del settore sono al centro della sfida della transizione energetica, con la capacità di tradurre gli obiettivi europei in sviluppo territoriale dal punto di vista economico, ambientale e sociale.
I benefici degli investimenti
Lo studio stima che ogni euro investito nel comparto delle utility possa generare un impatto pari a 4,1 volte il valore iniziale. Questo potrebbe contribuire ad aumentare del 10% la crescita annua del PIL fino al 2050, senza impatti sul debito pubblico, e abilitare fino a 300mila nuovi posti di lavoro diretti.
Gli investimenti porterebbero anche a una maggiore penetrazione delle rinnovabili, la fonte più economica di generazione elettrica, con conseguenti risparmi. Lo studio quantifica questi risparmi per le imprese in circa 80 miliardi di euro cumulati al 2050. Se reinvestiti, potrebbero significare altri 260 miliardi di valore aggiunto generato per il sistema economico nazionale.
Risparmi per le famiglie e autonomia energetica
In prospettiva, si potrebbe arrivare a una completa elettrificazione dei consumi. In questo scenario, lo studio quantifica costi energetici inferiori per le famiglie fino a 1.000 euro l’anno. Inoltre, lo sviluppo delle utility potrebbe portare l’autonomia energetica nazionale a salire dall’attuale 26% all’81% entro il 2050, riducendo l’esposizione alla volatilità dei mercati.
Tuttavia, la transizione energetica non è senza sfide. Nonostante gli investimenti significativi, la resa energetica delle rinnovabili rimane bassa. Nel secondo trimestre del 2026, eolico e fotovoltaico insieme hanno coperto solo il 6% del fabbisogno energetico nazionale. Inoltre, il costo dell’elettricità è schizzato ai massimi in Europa, costringendo alcune fabbriche a chiudere o delocalizzare.
Le sfide della transizione energetica
Dal 2010, l’Italia ha speso 170 miliardi di euro in incentivi per le rinnovabili, prelevati dalle bollette elettriche. Nel 2025, il costo per i soli incentivi a pale e pannelli è stato di 9,3 miliardi di euro. Nonostante questi investimenti, la produzione elettrica da eolico è diminuita dal 2023, con le pale che hanno prodotto solo 21,5 TWh nel 2025, pari all’1,32% del fabbisogno energetico complessivo.
Un’altra sfida è il ‘curtailment’, ovvero la corrente elettrica prodotta, pagata e poi gettata perché in eccesso. Nel 2025, l’Italia ha gettato via 640 GWh di eolico e 162 GWh di fotovoltaico, con un costo di 32 milioni di euro in indennizzi per i produttori.
Nonostante queste sfide, le utility italiane sono determinate a proseguire sulla strada della transizione energetica. Con un piano di investimenti ben strutturato e un focus su settori strategici, il settore energetico italiano potrebbe giocare un ruolo cruciale nel rilancio dell’economia e dell’occupazione del Paese.



