Il consorzio Cse, nato cinquantasei anni fa e interamente controllato da banche, ha annunciato un nuovo piano di investimento che prevede 110 milioni di euro destinati all’innovazione digitale entro il 2027. L’obiettivo è quello di sostenere la trasformazione del comparto finanziario, anticipare l’arrivo dell’euro digitale e consolidare la sicurezza informatica dei propri servizi.
Piano strategico 2025-2027: 110 milioni per l’innovazione
Nel quadro del piano 2025-2027, Cse ha reservato più di un centinaio di milioni esclusivamente per progetti di digitalizzazione e ricerca tecnologica. Gli investimenti copriranno lo sviluppo di nuove piattaforme proprietarie, l’adozione di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e il potenziamento delle infrastrutture di cloud computing. Il Direttore generale, Vittorio Lombardi, ha sottolineato che tali risorse sono necessarie per rispondere a un contesto definito “di cambiamento continuo”.
Obiettivi di digitalizzazione e piattaforme proprietarie
L’implementazione di soluzioni interne consentirà di gestire 5 milioni di utenti sui canali online, offrendo app e servizi su misura per banche, società di intermediazione mobiliare (SIM), istituti di pagamento e società di gestione del risparmio (SGR). L’idea è creare un ecosistema digitale autonomo, limitando la dipendenza da fornitori esterni.
Portata operativa di Cse: numeri e clienti
Il consorzio elabora attorno a 30 milioni di operazioni al giorno servendo oltre 12 milioni di clienti. Tra i dati di gestione si contano circa 8 milioni di conti correnti e 1,2 milioni di dossier titoli. Oltre a queste attività, Cse fornisce servizi a più di 200 clienti includendo banche tradizionali, SIM, istituti di pagamento e SGR.
Nuovi partner: Amco e la gestione dei crediti deteriorati
Negli ultimi mesi il consorzio ha accolto Amco, società interamente di proprietà dello Stato, specializzata nella gestione dei crediti deteriorati. Amco potrebbe inoltre occuparsi, a breve, della riscossione dei tributi per gli enti locali, una volta completato il iter legislativo previsto.
Sicurezza, antiriciclaggio e l’avvicinarsi dell’euro digitale
Le autorità di vigilanza, tra cui BCE e Banca d’Italia, hanno evidenziato la crescita di rischi legati a cybersicurezzaresilienza operativa e antiriciclaggio. Cse ha intensificato gli sforzi in queste aree, implementando controlli più severi e sistemi di monitoraggio avanzati per contrastare frodi e attacchi informatici.
Cloud, costi e dipendenza strategica
L’arrivo dell’euro digitale farà aumentare le richieste di trasparenza e sicurezza nelle transazioni, spingendo le istituzioni a valutare con cautela l’uso del cloud per evitare dipendenze strategiche da fornitori esterni. Inoltre, il dibattito sui costi associati al nuovo strumento monetario è al centro delle trattative tra industria finanziaria e autorità europee, con l’obiettivo di individuare un equilibrio sostenibile per tutti gli attori.
Il prossimo convegno a Napoli, previsto per il 16 e 17 ottobre, sarà la cornice ideale dove Cse presenterà i propri risultati, approfondirà le opportunità offerte dall’euro digitale e discuterà delle sfide future in materia di sicurezza e innovazione.



