Lo shock geopolitico nello Stretto di Hormuz, innescato dall’attacco statunitense in Iran, ha avuto effetti rapidi oltre che sulle piazze finanziarie mondiali anche sui portafogli delle famiglie. Il timore di un aumento dell’inflazione legato ai rincari energetici ha già innalzato i prezzi dei bond e, di conseguenza, i parametri che determinano i costi dei mutui.
In questa fase i riflessi si vedono sia sul mercato americano — dove il tasso medio dei mutui trentennali è tornato oltre la soglia psicologica del 7% — sia in Europa, attraverso il rialzo degli Euribor e degli Eurirs che influiscono rispettivamente sui mutui a tasso variabile e su quelli a tasso fisso.
Gli indicatori che contano: Euribor, Irs e le attese dei mercati
Il movimento sui mercati obbligazionari ha trasmesso una pressione al rialzo sui tassi. In particolare l’Euribor a 3 mesi è salito dallo 2,01% di fine febbraio al 2,18%, mentre l’Irs a 20 anni è passato dal 3% al 3,34%. Questi numeri spiegano perché le rate dei mutui variabili stanno cominciando ad aumentare per molti mutuatari.
Le previsioni implicite: curve forward e attese sui tassi
Le curve forward sull’Euribor riflettono un’aspettativa di ulteriori rialzi: +0,50%/-0,60% nei prossimi mesi, con il tasso a tre mesi atteso intorno al 2,7%-2,8% entro fine anno. I mercati, in pratica, stanno scontando tra i due e i tre aumenti dei tassi da parte della Bce nei prossimi trimestri per contenere il possibile rimbalzo dell’inflazione causato dalla crisi mediorientale.
Impatto sulle famiglie: chi paga di più e di quanto
Per chi ha già un mutuo a tasso variabile la conseguenza è immediata: la rata cresce. Per fare un esempio concreto, per un mutuo di 150.000 euro a 30 anni l’aumento mensile stimato è dell’ordine di 15-20 euro dal prossimo adeguamento. Questo effetto potrebbe amplificarsi se i tassi dovessero continuare la loro corsa secondo le attese dei mercati.
Effetti differenti per i nuovi contratti
Chi oggi deve sottoscrivere un nuovo mutuo vede però uno scenario più sfaccettato. Molte banche italiane, come sottolineato da Rossini, amministratore delegato di MutuiSupermarket.it, hanno scelto di non scaricare immediatamente il rialzo sui nuovi clienti e hanno lanciato campagne promozionali per sostenere la domanda.
Nei fatti le migliori offerte per i variabili sono passate soltanto dal 2,47% al 2,49%, mentre per i fissi si è osservato un lieve miglioramento delle condizioni, con una media che è scesa dal 3,33% al 3,17%. Questo è stato possibile grazie all’azione delle banche sugli spread, il margine lordo che si aggiunge al parametro di riferimento per determinare il tasso finale del mutuo.
Promozioni bancarie e prospettive future
Molti istituti hanno temporaneamente ridotto gli spread per limitare l’impatto sui nuovi clienti: senza questa scelta, un mutuo fisso da 150.000 euro avrebbe già portato a rate superiori di circa 30 euro in media. Tuttavia è probabile che, una volta terminata la fase promozionale, i prodotti si adeguino al rialzo dei tassi di mercato.
Fisso o variabile: quale protezione scegliere?
In un contesto di crescente incertezza geopolitica e di possibili ulteriori aumenti, il tasso fisso può tornare a essere percepito come una forma di copertura contro il rischio di rincari delle rate. La piattaforma ChatMutuo AI di MutuiSupermarket.it, analizzando la curva dei futures sull’Euribor 3 mesi, suggerisce che per un nuovo mutuo da 150.000 euro a 30 anni la spesa per interessi nei prossimi cinque anni potrebbe risultare inferiore optando per il tasso fisso rispetto al variabile, con un risparmio stimato tra 2.500 e 4.000 euro.
La scelta tra fisso e variabile dipenderà dunque dalla propensione al rischio del mutuatario, dall’orizzonte temporale e dalla capacità di assorbire eventuali aumenti delle rate. Monitorare i segnali dei mercati e valutare le offerte con attenzione rimane fondamentale per prendere decisioni consapevoli.
In sintesi, lo shock derivante dalla crisi nello Stretto di Hormuz ha accelerato un rialzo dei tassi già in atto sui mercati: chi ha un mutuo variabile potrebbe già avvertire l’effetto sulle rate, mentre chi cerca un nuovo finanziamento trova oggi condizioni temporaneamente attenuate dalle promozioni bancarie, ma con prospettive di adeguamento nel medio termine.
