L’Italia si conferma tra le realtà più attrattive d’Europa per chi vuole acquistare casa con un mutuo. Nel primo trimestre del 2026 il tasso medio dei mutui si è posizionato al 3,37%, quasi invariato rispetto al trimestre precedente, secondo i dati dell’European Mortgage Federation (EMF). Questo livello è nettamente inferiore a quello registrato in molte nazioni europee, dove i costi di finanziamento superano il 5%.
Un confronto dettagliato mostra che l’Ungheria presenta un tasso medio del 6,58%, la Romania del 5,70% e la Norvegia del 5,06%. Anche il Regno Unito resta sopra il 4,10%. Dall’altra parte, la Danimarca (3,32%), la Francia (3,21%) e soprattutto la Spagna (2,72%) offrono condizioni più basse, sebbene in quest’ultimo caso i tassi ridotti siano legati a prodotti bancari combinati, come conti correnti o assicurazioni.
Il vantaggio attuale del mutuo a tasso variabile
Secondo l’Osservatorio, ad agosto il tasso variabile si aggira intorno al 2,80% (TAN medio), mentre i mutui a 20-30 anni a tasso fisso hanno registrato un rialzo, passando dal 3,35% al 3,46%. La differenza di 66 punti base si traduce, su un finanziamento di 150.000 €, in una rata mensile di 616 € per il variabile contro 670 € per il fisso, con un risparmio di oltre 19.300 € di interessi in 30 anni.
Questa convenienza, però, è minacciata dalle prossime decisioni della BCE. Gli analisti prevedono uno o due rialzi di 25 punti base entro la fine del 2026; in tal caso il tasso variabile indicizzato all’Euribor supererebbe il 3%, spostando la rata media a circa 636 € al mese e riducendo il risparmio complessivo a circa 12.150 €. Un ulteriore aumento porterebbe il TAN a 3,30% e la rata a 657 €, con un divario di soli 13 € rispetto al fisso.
Scenari di mercato: cosa cambia per chi sceglie ora
Con l’Euribor intorno al 2,60% e previsioni che lo portano al 3% entro fine anno e al 3,50% nell’autunno 2027, il mutuo variabile perde rapidamente il suo “cuscinetto” di convenienza. Su un mutuo di 150.000 € a 30 anni, le simulazioni mostrano che la rata iniziale di 615 € può crescere fino a 696 € in cinque anni, con una spesa totale di 41.128 €, superiore ai 39.664 € del fisso al 3,45%.
Una variante “capped” (con CAP al 3,15%) blocca la rata a 745 € fin da subito, ma porta la spesa a 44.730 € in cinque anni, ancora più alta del fisso. Questi numeri suggeriscono che, se la stipula del mutuo avverrà dopo la scadenza delle offerte attuali, il mutuo a tasso fisso può divenire più vantaggioso, soprattutto per chi desidera stabilità di budget.
Offerte al 90% di mutuo a tasso fisso per giovani acquirenti
Nel contesto delle offerte più competitive, tre banche propongono mutui al 90% del valore dell’immobile, con tasso fisso e durata di 30 anni. Intesa Sanpaolo presenta un TAN del 3,19% (TAEG 3,31%) con rata mensile di 777,46 €, senza spese di istruttoria ma con perizia da 320 €. BPER propone un TAN del 3,30% (TAEG 3,49%) e rata di 788,32 €, ma richiede 950 € di istruttoria e 350 € di perizia, per un costo iniziale di 1.300 €. Webank, infine, offre un prodotto “Green” al 3,58% (TAEG 3,66%) con istruttoria e perizia gratuite, ma con rata più alta di 816,34 €.
Le differenze nelle spese di ingresso influiscono sul costo totale degli interessi in 30 anni: Intesa Sanpaolo stima 99.886 €, BPER 103.795 € e Webank 113.882 €. Per i giovani che hanno già un capitale disponibile per la caparra e desiderano contenere i costi iniziali, l’offerta di Webank risulta interessante, mentre chi privilegia tassi più bassi può preferire Intesa Sanpaolo.
Le offerte a tasso fisso al 90% rappresentano una valida alternativa per chi cerca stabilità e vuole bloccare i costi prima di eventuali aumenti dei tassi di riferimento.



