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1 Ottobre 2026

Fisso o variabile? Analisi tassi mutui italiani e offerte 90% 2026

Il mutuo variabile è ancora più conveniente, ma la BCE potrebbe cambiare le regole del gioco.

Fisso o variabile? Analisi tassi mutui italiani e offerte 90% 2026

L’Italia si conferma tra le realtà più attrattive d’Europa per chi vuole acquistare casa con un mutuo. Nel primo trimestre del 2026 il tasso medio dei mutui si è posizionato al 3,37%, quasi invariato rispetto al trimestre precedente, secondo i dati dell’European Mortgage Federation (EMF). Questo livello è nettamente inferiore a quello registrato in molte nazioni europee, dove i costi di finanziamento superano il 5%.

Un confronto dettagliato mostra che l’Ungheria presenta un tasso medio del 6,58%, la Romania del 5,70% e la Norvegia del 5,06%. Anche il Regno Unito resta sopra il 4,10%. Dall’altra parte, la Danimarca (3,32%), la Francia (3,21%) e soprattutto la Spagna (2,72%) offrono condizioni più basse, sebbene in quest’ultimo caso i tassi ridotti siano legati a prodotti bancari combinati, come conti correnti o assicurazioni.

Il vantaggio attuale del mutuo a tasso variabile

Secondo l’Osservatorio, ad agosto il tasso variabile si aggira intorno al 2,80% (TAN medio), mentre i mutui a 20-30 anni a tasso fisso hanno registrato un rialzo, passando dal 3,35% al 3,46%. La differenza di 66 punti base si traduce, su un finanziamento di 150.000 €, in una rata mensile di 616 € per il variabile contro 670 € per il fisso, con un risparmio di oltre 19.300 € di interessi in 30 anni.

Questa convenienza, però, è minacciata dalle prossime decisioni della BCE. Gli analisti prevedono uno o due rialzi di 25 punti base entro la fine del 2026; in tal caso il tasso variabile indicizzato all’Euribor supererebbe il 3%, spostando la rata media a circa 636 € al mese e riducendo il risparmio complessivo a circa 12.150 €. Un ulteriore aumento porterebbe il TAN a 3,30% e la rata a 657 €, con un divario di soli 13 € rispetto al fisso.

Scenari di mercato: cosa cambia per chi sceglie ora

Con l’Euribor intorno al 2,60% e previsioni che lo portano al 3% entro fine anno e al 3,50% nell’autunno 2027, il mutuo variabile perde rapidamente il suo “cuscinetto” di convenienza. Su un mutuo di 150.000 € a 30 anni, le simulazioni mostrano che la rata iniziale di 615 € può crescere fino a 696 € in cinque anni, con una spesa totale di 41.128 €, superiore ai 39.664 € del fisso al 3,45%.

Una variante “capped” (con CAP al 3,15%) blocca la rata a 745 € fin da subito, ma porta la spesa a 44.730 € in cinque anni, ancora più alta del fisso. Questi numeri suggeriscono che, se la stipula del mutuo avverrà dopo la scadenza delle offerte attuali, il mutuo a tasso fisso può divenire più vantaggioso, soprattutto per chi desidera stabilità di budget.

Offerte al 90% di mutuo a tasso fisso per giovani acquirenti

Nel contesto delle offerte più competitive, tre banche propongono mutui al 90% del valore dell’immobile, con tasso fisso e durata di 30 anni. Intesa Sanpaolo presenta un TAN del 3,19% (TAEG 3,31%) con rata mensile di 777,46 €, senza spese di istruttoria ma con perizia da 320 €. BPER propone un TAN del 3,30% (TAEG 3,49%) e rata di 788,32 €, ma richiede 950 € di istruttoria e 350 € di perizia, per un costo iniziale di 1.300 €. Webank, infine, offre un prodotto “Green” al 3,58% (TAEG 3,66%) con istruttoria e perizia gratuite, ma con rata più alta di 816,34 €.

Le differenze nelle spese di ingresso influiscono sul costo totale degli interessi in 30 anni: Intesa Sanpaolo stima 99.886 €, BPER 103.795 € e Webank 113.882 €. Per i giovani che hanno già un capitale disponibile per la caparra e desiderano contenere i costi iniziali, l’offerta di Webank risulta interessante, mentre chi privilegia tassi più bassi può preferire Intesa Sanpaolo.

Le offerte a tasso fisso al 90% rappresentano una valida alternativa per chi cerca stabilità e vuole bloccare i costi prima di eventuali aumenti dei tassi di riferimento.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.