Salta al contenuto
19 Settembre 2026

Famiglie: 178 miliardi di credito al consumo, +62% in nove anni

Il credito al consumo supera i 178 miliardi di euro, con un aumento del 62% in nove anni e differenze marcate tra le regioni italiane.

Famiglie: 178 miliardi di credito al consumo, +62% in nove anni

Nel 2025 le famiglie italiane hanno accumulato quasi 178 miliardi di euro in finanziamenti al consumo secondo l'analisi dell'Ufficio studi della Cgia. Si tratta di una crescita complessiva del 62% rispetto al 2016, pari a circa 68 miliardi di euro in più in nove anni. La media nazionale si attesta su 6.657 euro per nucleo familiare con un incremento del 4,9% rispetto all'anno precedente.

Crescita record del credito al consumo nel 2025

Il credito al consumo comprende tutti i prestiti erogati da banche e finanziarie per spese correnti o acquisti di beni durevoli, ma esclude i mutui per la casa. Il totale dei mutui ipotecari attivi ammonta a 447,5 miliardi di euro sottoscritti da 3,8 milioni di famiglie, facendo salire il debito privato complessivo a 612,6 miliardi di euro. Nel solo segmento dei mutui, nel 2025 sono state concesse 382.389 nuove operazioni, con la Lombardia al comando (93.994) seguita da Veneto e Emilia-Romagna.

Andamento dei tassi di interesse

Il TAEG medio sui finanziamenti al consumo è passato dal 7,64% del 2021 al 10,16% del 2023, per poi stabilizzarsi intorno al 10% nei due anni successivi. A luglio 2026 la percentuale è salita a 10,38% registrando un incremento di 41 punti base rispetto alla fine del 2025, mentre il TAEG sui mutui è rimasto statico. L'inflazione sostenuta nell'Eurozona ha spinto la BCE a innalzare il tasso di rifinanziamento al 2,65% contribuendo alla pressione sui costi del credito al consumo.

Disparità territoriali e pressione sui tassi d’interesse

Le differenze regionali sono marcate. L'Umbria registra la più alta esposizione per nucleo, con 7.514 euro (+5,1% vs 2024), seguita da Toscana (7.399 euro, +5,6%) e Sicilia (7.383 euro, +4,5%). Al polo opposto troviamo il Friuli-Venezia Giulia (5.845 euro, +4,9%), la Basilicata (5.536 euro, +3,7%) e il Trentino-Alto Adige (3.824 euro, +5,7%).

Province con i valori più alti

Tra le province, Siracusa detiene il record con 8.437 euro per famiglia (+4% vs 2024). A seguire Massa-Carrara (8.373 euro, +5,8%), Lodi (8.280 euro, +6,5%) e Pistoia (8.168 euro). Pistoia e Ravenna mostrano il maggiore rialzo annuo, rispettivamente +7,1%. Le esposizioni più contenute si registrano a Trento (4.524 euro, +5,9%), Sondrio (4.400 euro, +6,1%) e Bolzano (3.106 euro, +5,3%).

Le motivazioni alla base di questa espansione sono duplice: da un lato, numerose famiglie necessitano di liquidità immediata per far fronte a spese impreviste o per coprire il budget mensile; dall'altro, il credito viene utilizzato per acquistare beni durevoli come auto, elettrodomestici o mobilia, sostituendo i risparmi tradizionali. L'erosione del potere d'acquisto dovuta all'inflazione che ha superato gli adeguamenti salariali e pensionistici, ha spinto soprattutto la classe medio-bassa a ricorrere al debito per mantenere il tenore di vita.

La situazione evidenzia come il debito delle famiglie possa diventare un fattore di vulnerabilità economica, soprattutto se le pressioni sui prezzi dovessero persistere.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.