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26 Settembre 2026

Bond eurozona in calo: effetti su rating e strategie

Rendimenti in calo, credito solido: ecco le chiavi per orientare il portafoglio in un panorama di tassi incerti.

Bond eurozona in calo: effetti su rating e strategie

Negli ultimi giorni i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno mostrato una lieve contrazione. Il prezzo di finanziamento del Bund a dieci anni è sceso a 3,44%, mentre il BTP rimane stabile al 4,31% e anche il Treasury bond statunitense registra un leggero calo. Questo movimento si inserisce in un contesto caratterizzato da continue dichiarazioni politiche, aggiustamenti della politica commerciale e interventi di gestione del debito da parte dei Tesori nazionali.

Rendimenti in diminuzione: dati recenti sui titoli sovrani

Il Bund decennale ha registrato una flessione di pochi punti base, passando da 3,48% a 3,44% nella scorsa settimana. Parallelamente, il BTP è rimasto fermo a 4,31% e il T-bond USA ha mantenuto un trend leggermente discendente. Secondo Charudatta Shende, responsabile della gestione dei portafogli fissi di Candriam, la persistenza di queste pressioni sembra riflettere una credibilità sempre più debole delle politiche interventiste dei governi, che riescono a dare soltanto soluzioni temporanee al problema dei costi di finanziamento a lungo termine.

Bund decennale e BTP a confronto

Il divario tra il Bund e il BTP, attualmente di circa 90 basis point, è rimasto invariato, indicando che il mercato non sta ancora rinegoziando la percezione di rischio tra le due economie. Tuttavia, la stabilità del BTP suggerisce che gli investitori europei continuino a vedere la zona euro come una fonte più affidabile di rendimento rispetto a quella statunitense, nonostante le tensioni geopolitiche che interessano entrambi i continenti.

Credito investment grade: opportunità e cautela

Nonostante il contesto di tassi più elevati, gli asset a investment grade mostrano una resilienza notevole. Shende osserva che gli spread sugli obbligazioni investment grade in euro si aggirano tra 74 e 78 punti base, un intervallo ristretto che indica una forte domanda di credito di alta qualità. Al contempo, il segmento high yield ha oscillato tra 250 e 270 punti base, mantenendo un livello di rischio gestibile grazie a una bassa incidenza di insolvenze, pari al 4,4% nella prima metà dell’anno.

Preferenze di rating e settori difensivi

La strategia suggerita da Candriam privilegia i titoli con rating BB, i crediti crossover e le emissioni subordinate di emittenti con rating investment grade. I settori più difensivi, come sanità, telecomunicazioni e alcune utility, vengono ritenuti particolarmente attrattivi per la loro capacità di generare flussi di cassa stabili. Al contrario, gli emittenti con rating CCC e B sono trattati con grande prudenza, poiché il loro profilo dipende in modo eccessivo dalla disponibilità di rifinanziamenti a condizioni favorevoli.

Prospettive di lungo periodo: fattori fiscali e geopolitici

Secondo Shende, il carry non è più solo il risultato di tassi di riferimento temporaneamente alti; è ora sostenuto da fattori di natura fiscale e politica. L’alto indebitamento sovrano, la spesa per la difesa, le politiche di transizione energetica e le pressioni inflazionistiche derivanti dal settore energetico hanno aumentato i premi di rischio a lungo termine. Il Fondo Monetario Internazionale stima che il debito pubblico globale possa raggiungere il 100% del PIL entro il 2030, un dato che renderebbe più difficili ulteriori riduzioni di bilancio.

Indicazioni di S&P sul rischio di rating più basso

L’agenzia di rating S&P Global segnala che, sebbene il settore creditizio europeo continui a superare le aspettative grazie a utili solidi e liquidità elevata, i cuscinetti finanziari stanno iniziando a indebolirsi. I tassi di interesse reali più alti, le pressioni inflazionistiche persistenti e l’incertezza geopolitica aumentano la probabilità di una restrizione delle condizioni finanziarie. Tuttavia, la differenziazione tra emittenti più solidi e quelli più vulnerabili dovrebbe intensificarsi, senza però tradursi in uno stress sistemico diffuso.

Gli investitori possono ancora trovare opportunità interessanti nei segmenti investment grade e high yield, a patto di adottare un approccio selettivo, privilegiare settori difensivi e monitorare attentamente le evoluzioni fiscali e geopolitiche che potrebbero influenzare i premi di rischio in futuro.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.