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19 Agosto 2026

Carburanti: cosa cambia con la fine dello sconto sulle accise e il nuovo credito d’imposta

Il governo interviene con misure straordinarie per contrastare il caro-petrolio e sostenere le imprese più colpite dall'aumento dei costi del carburante

Carburanti: cosa cambia con la fine dello sconto sulle accise e il nuovo credito d'imposta

Il panorama energetico italiano è in continua evoluzione, con il governo che cerca di bilanciare l’impatto del caro-petrolio sulle famiglie e sulle imprese. In un contesto di prezzi del greggio in ascesa, le misure adottate per contenere i costi dei carburanti stanno mostrando i loro limiti, mentre nuove agevolazioni vengono introdotte per sostenere i settori più colpiti.

L’aumento dei prezzi del petrolio sta mettendo a dura prova il potere d’acquisto degli italiani e la competitività delle imprese, in particolare quelle del settore dell’autotrasporto e del trasporto passeggeri. Di fronte a questa situazione, il governo ha adottato una serie di misure straordinarie, tra cui il taglio delle accise e l’introduzione di un credito d’imposta per compensare le maggiori spese sostenute per l’acquisto di carburante.

Il ritorno dei prezzi ai livelli pre-sconto

Nonostante il taglio delle accise, i prezzi del gasolio e della benzina sono tornati ai livelli registrati prima dell’intervento governativo. Con il Brent sopra i 90 dollari al barile e il Wti vicino agli 85 dollari, il prezzo medio del gasolio in modalità self service ha raggiunto i 2,099 euro al litro, mentre in autostrada si attesta a 2,173 euro al litro. Anche la benzina ha subito un aumento, con un litro che costa in media 1,994 euro al litro in città e 2,070 euro al litro nei distributori autostradali.

La scadenza del decreto accise, prevista per il 24 agosto, ha riacceso i riflettori sulle misure adottate dal governo per contenere i costi dei carburanti. Il taglio delle accise, inizialmente finanziato con uno stanziamento di 245 milioni di euro, ha permesso un risparmio di circa 4,3 euro a pieno per il gasolio venduto nelle città e di 4,1 euro per chi ha fatto rifornimento in autostrada. Tuttavia, l’aumento dei prezzi del petrolio ha vanificato in parte questi benefici, spingendo il governo a valutare nuove misure per sostenere le imprese e le famiglie.

Il credito d’imposta per l’autotrasporto e il trasporto passeggeri

Per sostenere le imprese del settore dell’autotrasporto e del trasporto passeggeri, il governo ha introdotto un credito d’imposta fino al 70% delle maggiori spese sostenute per l’acquisto di gasolio tra marzo e giugno 2026. La misura, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, è rivolta alle imprese italiane ed estere stabilite in Italia che operano nel trasporto merci per conto terzi o nel trasporto di persone.

Le imprese interessate potranno presentare la richiesta dal 1° al 15 settembre 2026 attraverso una piattaforma informatica gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il calcolo della maggiore spesa verrà effettuato prendendo come riferimento il prezzo medio nazionale del gasolio per autotrazione rilevato nel mese di febbraio 2026. Tra i costi rimborsabili rientra anche l’acquisto di biocarburante HVO prodotto da oli vegetali e grassi di scarto.

I veicoli ammessi al bonus

Per poter beneficiare del credito d’imposta, i rifornimenti devono essere stati effettuati su specifiche categorie di mezzi. Nel settore del trasporto merci, sono ammessi esclusivamente i veicoli di categoria Euro 5 ed Euro 6 con massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 7,5 tonnellate. Nel trasporto passeggeri, invece, sono ammessi gli autobus delle categorie M2 e M3, vale a dire i veicoli destinati al trasporto di più di nove persone, conducente compreso.

Le critiche e le prospettive future

Nonostante gli sforzi del governo, le misure adottate per contenere i costi dei carburanti hanno suscitato critiche da parte di associazioni di categoria e consumatori. Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi, ha espresso preoccupazione per il ritorno dei prezzi ai livelli pre-sconto, sottolineando l’impatto negativo sulle piccole imprese e sull’autotrasporto. Anche il Codacons ha puntato il dito contro l’inefficacia del taglio delle accise, chiedendo un’estensione dello sconto anche alla benzina.

In questo scenario, il governo si trova di fronte a una sfida complessa: da un lato, la necessità di sostenere le imprese e le famiglie colpite dal caro-petrolio; dall’altro, la pressione dei prezzi del greggio e la necessità di garantire la stabilità dei conti pubblici. Le prossime mosse dell’esecutivo saranno decisive per determinare l’evoluzione del mercato dei carburanti e l’impatto sulle imprese e sui consumatori.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.