Il mercato dei titoli di Stato italiani ha assistito, nella mattina di giovedì, a una risposta sorprendente al nuovo collocamento gemellato del Btp Valore e del Btp Valore Insieme. L’offerta, aperta fino alle 13:00 di venerdì 23 ottobre, ha totalizzato richieste per 4,597 miliardi di euro, cifra che supera di gran lunga le previsioni iniziali.
Domanda complessiva al debutto: 4,6 miliardi di euro
Il segmento tradizionale, caratterizzato da cedole trimestrali step-up ha attratto l’interesse di oltre 102.000 piccoli investitori, raccogliendo ordini pari a 3,417 miliardi di euro. Il nuovo prodotto, Btp Valore Insieme che prevede il rimborso del capitale insieme a una maxi-cedola del 22,5% alla scadenza, ha ricevuto richieste per 1,18 miliardi di euro da circa 45.000 sottoscrittori. In pratica, la formula con cedole periodiche ha triplicato il capitale raccolto rispetto alla variante a pagamento unico, confermando la propensione degli italiani a preferire flussi di cassa più frequenti.
Struttura e rendimento: cedole vs maxi-cedola
Entrambe le emissioni hanno una scadenza di cinque anni, ma differiscono sostanzialmente nella modalità di pagamento degli interessi. Il Btp Valore tradizionale garantisce un step-up di tassi minimi annui: 3,7% per i primi due anni, 4,1% per il terzo e quarto, e 4,7% per l’ultimo. Le cedole vengono versate ogni tre mesi, offrendo al risparmiatore liquidità regolare. Al contrario, il Btp Valore Insieme rinuncia a questi versamenti intermedi e concentra la remunerazione in una sola cedola del 22,5% pagata al rimborso del capitale. Questa struttura è pensata per chi ha un orizzonte di investimento più lungo e non ha necessità immediata di incassi periodici.
Contesto di mercato: spread e tassi in rialzo
Il debutto avviene in un periodo di tensione sui mercati sovrani europei. Il rendimento dell’OAT decennale ha raggiunto il 4,92%, in aumento di 14 punti base rispetto al giorno precedente, facendo lievitare lo spread rispetto al Bund tedesco a 147 punti. Parallelamente, il Btp a 10 anni è sceso a 4,56%, con uno spread di 111 punti sul Bund, anch’esso in crescita. Questi segnali di aumento del costo del credito pubblico hanno amplificato l’interesse per strumenti a rendimento fisso, ma al contempo hanno spinto gli investitori a valutare attentamente la composizione delle proprie coperture di rischio.
Le scelte dei risparmiatori – tra flusso di cassa trimestrale e premio unico a scadenza – riflettono la diversificazione delle esigenze finanziarie familiari in un contesto di alta inflazione e spread in rialzo.



