Brasile limita l’uso di criptovalute nelle operazioni di pagamento internazionale

La Risoluzione n. 561 obbliga l'uso della valuta fiat per i trasferimenti internazionali controllati dalla Banca Centrale del Brasile, escludendo l'impiego di criptovalute come bitcoin e stablecoin

La Banca Centrale del Brasile ha introdotto una disposizione che cambia le regole per i trasferimenti internazionali all’interno del sistema regolamentato. Con la pubblicazione della Risoluzione n. 561, l’istituzione definisce limiti precisi sull’impiego di criptovalute nei pagamenti cross-border, richiedendo in modo esplicito l’utilizzo di valuta fiat per i flussi di valuta estera. Questo intervento nasce dalla volontà di rafforzare controlli e tracciabilità e segue una consultazione pubblica svolta nel 2026, che ha influenzato la versione finale della norma.

Cosa stabilisce la nuova norma

Secondo il testo della Risoluzione n. 561, le operazioni di pagamento e di trasferimento transfrontaliero nel perimetro regolato devono essere effettuate esclusivamente tramite un’operazione di cambio o con un movimento su conto in real brasiliani di un non residente detenuto in Brasile. La norma scatta formalmente il 1° ottobre e rappresenta una chiara esclusione delle attività basate su asset virtuali dal circuito regolamentato. Pur riconoscendo l’esistenza della categoria attività virtuali, la Banca ha deciso di non consentirne l’impiego per questi flussi, contrappuntando la scelta con motivazioni legate alla sicurezza e alla conformità internazionale.

Ambito pratico e divieti specifici

La disposizione vieta alle istituzioni che offrono servizi di pagamento e cambio transfrontaliero di ricorrere a bitcoin, stablecoin o altri asset virtuali per regolare trasferimenti internazionali nel sistema regolamentato. In pratica, gli operatori dovranno far transitare i valori attraverso i canali tradizionali del sistema bancario e del mercato dei cambi, riducendo così la possibilità di utilizzare le reti blockchain come rotte parallele per il movimento di capitale. L’obiettivo dichiarato è accrescere la trasparenza e la tracciabilità dei flussi verso e dall’estero.

Motivazioni e obiettivi regolatori

La Banca ha giustificato la scelta affermando la necessità di migliorare la sicurezza, la trasparenza e l’allineamento del Brasile agli standard globali di prevenzione dei reati finanziari. La norma limita inoltre la fornitura di servizi di trasferimento internazionale alle sole organizzazioni autorizzate dall’istituto, col fine di assicurare un controllo diretto sui movimenti di valuta estera. Questa linea è stata plasmata anche dalle osservazioni raccolte nella consultazione pubblica del 2026, che ha evidenziato rischi operativi e di compliance associati all’uso di crittovalute nei pagamenti regolamentati.

Tracciabilità vs efficienza

Il passaggio a canali esclusivamente fiat risponde all’esigenza di avere un monitoraggio serrato delle transazioni, ma comporta costi e possibili perdite in termini di efficienza per gli operatori. L’utilizzo di stablecoin e di infrastrutture on-chain offriva vantaggi di rapidità e spesso di costo; tuttavia, il nuovo quadro normativo accentua la priorità della supervisione sul guadagno operativo. Secondo gli estensori della norma, il trade-off preferito è proteggere l’integrità del sistema finanziario nazionale e facilitare l’adempimento agli obblighi internazionali di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

Impatto sugli operatori e prospettive

Per le imprese che fino ad oggi hanno sfruttato strumenti basati su blockchain per i trasferimenti internazionali, la Risoluzione introduce una necessità di riprogettazione dei processi. L’analista Victor Alfa osserva che il provvedimento non ha mandato in crisi il sistema regolamentato, ma ha di fatto impedito che le reti decentralizzate diventassero canali paralleli per il trasferimento di valore sotto supervisione. Le società del settore dovranno pertanto reintegrare infrastrutture tradizionali, con possibili aumenti dei costi e tempi operativi più lunghi rispetto alle soluzioni on-chain.

In conclusione, la scelta della Banca Centrale del Brasile segna un momento di freno nell’adozione istituzionale degli asset digitali per i pagamenti internazionali all’interno del perimetro regolamentato. Se da un lato la misura punta a rinforzare controllo e conformità, dall’altro mette in luce la tensione tra innovazione tecnologica e necessità di supervisione. Il risultato è un quadro nel quale le attività virtuali sono riconosciute ma escluse dall’implementazione pratica nei trasferimenti esteri regolamentati, con effetti concreti sulle scelte operative degli operatori e sulle prospettive di integrazione tra sistemi tradizionali e soluzioni decentralizzate.

Scritto da Sara Rinaldi

Come sviluppare competenze di negoziazione, public speaking e storytelling