Le borse europee hanno chiuso la seduta del 16 luglio 2026 con risultati contrastati, riflettendo l’incertezza generata dalle tensioni geopolitiche e dal brusco calo dei titoli tecnologici. Gli investitori sono rimasti con il fiato sospeso di fronte agli sviluppi in Medio Oriente, mentre il settore dei semiconduttori ha subito un improvviso dietrofront dopo un iniziale entusiasmo.
La situazione in Medio Oriente continua a preoccupare i mercati, con gli attriti tra Stati Uniti e Iran che hanno raggiunto nuovi livelli di tensione. Secondo indiscrezioni, il presidente Donald Trump starebbe valutando un ampliamento delle operazioni militari contro l’Iran, dopo una serie di incontri con i suoi collaboratori. Nonostante queste preoccupanti notizie, il mercato petrolifero ha mostrato una sorprendente calma, con il greggio che registra una lieve flessione.
Le performance delle borse europee
L’indice Euro Stoxx 50 ha chiuso la seduta in positivo, con un aumento dello 0,25% mentre il Ftse Mib ha registrato un calo dello -0,07%. Anche gli altri listini del Vecchio Continente hanno mostrato risultati misti: il Dax tedesco ha perso lo 0,45% l’Ibex35 spagnolo ha guadagnato lo 0,08% e il Cac40 francese ha chiuso con un calo dello -0,05%.
A Piazza Affari, i titoli di spicco includono Fincantieri in testa, mentre Stmicroelectronics si trova nella coda della classifica. Lo spread Btp/Bund è in salita, con il rendimento del decennale italiano che raggiunge il 3,92%.
Il settore tecnologico in crisi
Il settore tecnologico ha subito un brusco calo dopo un iniziale entusiasmo per le prospettive di ASML, guidate dal boom dell’intelligenza artificiale. Questo improvviso dietrofront ha innescato pesanti vendite che hanno travolto anche i listini asiatici. Il Kospi ha perso oltre il 6% con SK Hynix in calo del 10% mentre la Borsa di Tokyo ha ceduto circa il 3%.
Le vendite si sono fatte sentire anche in Europa, con i titoli tecnologici che hanno registrato un netto ribasso. Nonostante ciò, Wall Street ha chiuso la seduta in territorio positivo. Le Tsmc, invece, hanno registrato un aumento di poco più dell’1% grazie agli utili da record comunicati dal gruppo.
Le performance delle materie prime e delle criptovalute
Sul fronte delle materie prime, il petrolio Brent è in discesa, ma resta sulla soglia degli 84 dollari al barile. Anche l’oro è in calo, con un valore di 4.014 dollari l’oncia. Tra le criptovalute, il Bitcoin ha registrato un lieve calo, scendendo a 64.789 dollari.
Sul forex, il cambio euro/dollaro è sceso a quota 1,1444 mentre il dollaro/yen si mantiene stabile a 162. Il gas, invece, ha guadagnato l’1,2% passando di mano sopra i 55 euro al megawattora.
Gli investitori continuano a monitorare da vicino gli sviluppi geopolitici e le performance del settore tecnologico, in un contesto di incertezza e volatilità.



