Il settore dell’intelligenza artificiale sta attraversando una fase di turbolenza senza precedenti: i sette colossi tecnologici con la più alta capitalizzazione di mercato hanno visto evaporare quasi un trilione di dollari in una sola settimana. Il crollo è stato alimentato da una combinazione di risultati elettorali negli Stati Uniti e da un’ondata di opposizione locale ai data center necessari per alimentare gli algoritmi più avanzati.
Le elezioni di metà mandato, tenutesi nei primi giorni di novembre, hanno prodotto un risultato favorevole ai Democratici, i quali hanno promesso di limitare l’espansione dei centri di calcolo nei territori più vulnerabili. Parallelamente, i referendum comunali hanno bocciato 40 progetti su 41, manifestando una diffusa diffidenza verso le strutture che, seppur tecnologicamente sofisticate, rischiano di impattare negativamente su comunità e ambiente.
Elezioni americane, referendum locali e il futuro dei data center
In Texas, lo stato più prolifico per quanto riguarda la costruzione di infrastrutture di calcolo, la vittoria della democratica Gina Hinojosa ha portato un chiaro messaggio: “Lo sviluppo dei data center deve essere sospeso finché non saranno approvate leggi che tutelino i cittadini”. Le dichiarazioni della nuova governatrice si sono rispecchiate in un exit poll di NBC, dove più del 50 % degli elettori ha indicato i data center come fattore determinante nella scelta del candidato al Congresso.
Questa ondata di resistenza non è limitata al Texas. In moltissime contee, gli elettori hanno rifiutato i progetti di costruzione, facendo temere che i prestiti già concessi per centinaia di milioni di dollari possano trasformarsi in crediti inesigibili, mettendo sotto pressione le banche che li hanno erogati.
Le reazioni degli esperti finanziari
Matt Rowe, dirigente di Man Group, avverte che i nuovi impianti richiederanno più tempo e costi maggiori a causa delle barriere normative emergenti. Chris Grisanti, capo strategist di MAI Capital Management, paragona l’evoluzione dell’intelligenza artificiale a quella delle ferrovie e di Internet, sostenendo che, nonostante le difficoltà attuali, i progetti continueranno a concretizzarsi nel medio-lungo periodo.
Movimenti dei mercati globali dopo le elezioni
Il giorno successivo al voto, Wall Street ha mostrato una risposta rapida: il Dow Jones è sceso dello 0,46 % per chiudere a 51.286 punti, mentre il Nasdaq ha registrato una perdita di 2 500 miliardi di dollari di capitalizzazione, guidata da crolli di titoli come Nvidia e Micron. L’indice S&P 500, invece, ha guadagnato lo 0,32 %.
In Asia, l’effetto domino è stato altrettanto visibile. Il Nikkei ha chiuso con un ribasso vicino al 6 %, toccando i minimi di aprile 2025, e le quotazioni di Seoul e Hong Kong hanno subito decay. In Europa, la Borsa di Milano ha registrato una flessione dello 0,9 %, mentre Francoforte è scesa del 2,2 % e Londra del 2 %.
Tra i titoli più duri, oltre a Nvidia e Micron, sono emersi coreweave, Intel, Arm Holdings e Intel, tutti in rialzo trasversale nella giornata di risorgimento. La quotazione di Anthropic, attesa a metà novembre, è stata oggetto di speculazione: gli analisti ora prevedono valutazioni tra 1.000 e 1.500 miliardi di dollari, ben al di sotto dei 2 000 miliardi discussi qualche mese fa.
Altri fattori di mercato
Il settore energetico ha contribuito all’incertezza: il prezzo del petrolio WTI è sceso a 89,94 $, mentre l’oro ha perso circa il 1 % a 4.064 $ l’oncia. Il dollaro ha continuato a rafforzarsi sull’euro, con quest’ultimo a 1,1146 $.
BCE e la revisione dei finanziamenti ai data center
Di fronte a questo scenario di volatilità, la Banca Centrale Europea ha avviato una valutazione dell’esposizione delle banche dell’Eurozona ai debiti destinati alla costruzione di data center. Secondo fonti interne, i funzionari stanno considerando una revisione delle linee di credito, temendo che i nuovi rischi derivanti dalle decisioni politiche statunitensi possano compromettere la stabilità del sistema finanziario europeo.
Nel contesto della successione alla presidenza della BCE, i candidati principali sono l’olandese Klaas Knot e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos. La loro eventuale nomina potrebbe influenzare le scelte di politica monetaria e le regole prudenziali riguardanti i prestiti a medio-termine per infrastrutture ad alta intensità energetica.
Nel frattempo, il Tesoro italiano ha programmato un’asta di buoni indicizzati a scadenza 12/11/2027 per un ammontare di 8,5 miliardi di euro, segnando una delle più grandi emissioni del periodo, segno che gli Stati europei stanno cercando di rafforzare i propri bilanci in vista di possibili shock di liquidità.
La combinazione di fattori politici, locali e macro-economici sta creando una tempesta perfetta per i mercati finanziari: gli investitori dovranno monitorare da vicino le evoluzioni legislative negli USA, la risposta della BCE e le performance dei titoli legati all’intelligenza artificiale, poiché la loro capacità di adattamento determinerà la stabilità dei portafogli nel prossimo semestre.



