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27 Settembre 2026

AI e conti deposito: dove trovare i rendimenti più alti

Scopri i numeri reali degli investimenti AI e perché i conti deposito tornano profittevoli.

AI e conti deposito: dove trovare i rendimenti più alti

Nel panorama finanziario del 2026, due trend sembrano dominare la scena: da un lato la corsa al capitale per l’intelligenza artificiale, dall’altro la rinascita dei conti deposito italiani a rendimenti storicamente alti. Entrambi gli argomenti hanno suscitato grande interesse tra investitori istituzionali e privati, ma le dinamiche alla base sono molto diverse e, talvolta, contraddittorie.

Investimenti globali in intelligenza artificiale: le cifre chiave

Secondo le previsioni più recenti, nel 2026 la spesa mondiale destinata all’AI dovrebbe aggirarsi intorno al trilione di dollari. Gran parte di questo ammontare proviene dal capex degli hyperscaler – Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta e Oracle – che complessivamente potrebbero investire circa 600 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, con un incremento del 36 % rispetto al 2025. Di questi, circa il 75 % è indirizzato a infrastrutture come data center, chip dedicati e reti ad alta velocità. Stime più ampie, che includono anche fornitori di componenti, spingono il totale del “Big 5” tra 775 e 800 miliardi di dollari, mentre proiezioni di lungo periodo indicano 6,7 trilioni di dollari di spesa in data center entro il 2030, con il 70 % legato all’AI.

Il rischio di doppio conteggio

Un problema ricorrente è la sovrapposizione tra le stime di spesa dei fornitori di servizi AI e quelle dei consumatori aziendali che pagano per tali servizi. Quando si sommano le cifre provenienti da analisi diverse – ad esempio quelle di Gartner e di Goldman Sachs – si rischia di contare due volte la stessa categoria di investimento, gonfiando artificialmente il valore totale del mercato. Questo errore complica la valutazione della reale redditività del settore, soprattutto per chi deve orientare decisioni di investimento o regolamentare il mercato.

Ritorno sull’investimento (ROI) dell’AI: una realtà frammentata

Le indagini promosse da fornitori di tecnologia dipingono un quadro ottimistico: per ogni dollaro speso in AI generativa si otterrebbero in media 3,7 dollari di valore. Tuttavia, indagini indipendenti su più di 2 000 dirigenti mostrano che solo il 5-8 % delle imprese riesce a misurare un ROI concreto entro il 2026, nonostante il budget medio per l’AI si aggiri intorno ai 186 milioni di dollari e l’adozione superi l’88 %. Un altro studio di McKinsey, basato su quasi 2 000 organizzazioni, evidenzia che appena il 39 % registra un impatto misurabile sull’EBIT.

Secondo le analisi di McKinsey, BCG, Deloitte e Accenture, una piccola élite – compresa tra il 5 % e il 12 % delle aziende – riesce a catturare un valore superiore alla media, mentre il resto si trova nella cosiddetta “fase di disillusione” del ciclo di adozione tecnologica, dove le aspettative non si traducono in risultati economici tangibili.

Conti deposito in Italia: i tassi tornano a crescere

Parallelamente, le decisioni della Banca Centrale Europea hanno spinto gli istituti di credito italiani a rialzare i rendimenti offerti sui conti deposito. Per i vincoli a 12 mesi, le proposte più interessanti raggiungono il 3,50 % lordo, mentre per le scadenze a 5 anni è possibile ottenere fino al 3,90 % lordo. Le soluzioni svincolate, più flessibili, offrono comunque rendimenti intorno al 3 %. Questo rialzo è stato di circa 30 punti base sui prodotti a un anno e di oltre 50 punti base su quelli quinquennali.

Posizionamento dell’Italia a livello europeo

Secondo le statistiche Eurostat dell’estate 2026, il rendimento medio lordo dei depositi italiani si attesta al 2,84 %, superando la media europea del 2,57 %. L’Italia si colloca al quarto posto, dietro a Lituania, Estonia e Polonia, e davanti a mercati come Germania e Francia. La differenza è più marcata per i depositi con vincoli superiori ai due anni, dove la Banca d’Italia e le banche digitali hanno introdotto offerte più aggressive grazie a costi operativi inferiori rispetto alle reti tradizionali.

Confronto tra AI e conti deposito: dove è più conveniente investire?

Se da un lato gli investimenti in AI rappresentano una scommessa sul futuro con potenziali ritorni elevatissimi ma incerti, i conti deposito offrono una garanzia di capitale più solida e rendimenti immediatamente visibili, seppur più modesti. L’attrattiva dell’AI è alimentata da comunicati stampa che enfatizzano la “superintelligenza personale” o le possibilità rivoluzionarie della tecnologia, ma i dati di ROI mostrano che la maggior parte delle imprese non riesce ancora a trasformare la spesa in profitto reale.

Per un investitore privato, la scelta dipende dal profilo di rischio: chi può permettersi di “scommettere” su progetti di ricerca e sviluppo con orizzonti di medio-lungo termine potrebbe considerare la quota di capitale destinata agli hyperscaler, mentre chi cerca stabilità e un ritorno certo potrebbe orientarsi verso i conti deposito con i nuovi tassi più alti.

Al contempo, i depositi a medio-lungo termine tornano ad essere uno degli strumenti più competitivi per i risparmiatori italiani, grazie a un contesto di tassi europei in rialzo e a una maggiore competitività delle banche digitali.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.