Il mercato dei mutui nel 2026 sta vivendo una fase di transizione. Da un lato, i tassi fissi continuano a salire, dall’altro la domanda di nuovi finanziamenti mostra un rallentamento. Questo scenario riflette le incertezze economiche e le scelte prudenti delle famiglie italiane.
La domanda di mutui in calo
Nel primo trimestre del 2026, la domanda di nuovi mutui e surroghe è diminuita del 12,4%, un segnale evidente di un mercato in rallentamento. Questo calo segue un anno, il 2026, che aveva visto una crescita del 24,4% rispetto al 2026, con erogazioni per un totale di 55,6 miliardi di euro.
Le famiglie, in un contesto di incertezza economica e aumento dei costi, tendono a essere più prudenti negli impegni finanziari a lungo termine. Questo atteggiamento è evidente anche nel mercato immobiliare, dove la crescita delle compravendite residenziali ha registrato un rallentamento nel quarto trimestre del 2026, con un incremento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.
La preferenza per il tasso fisso
Nonostante il calo della domanda, la preferenza per i mutui a tasso fisso rimane forte. Nel primo trimestre del 2026, l’86% delle richieste sul canale online ha riguardato mutui a tasso fisso, una percentuale che scende lievemente rispetto ai trimestri precedenti ma che conferma una tendenza consolidata.
Questa preferenza è dovuta a diversi fattori, tra cui l’avversione al rischio delle famiglie e la possibilità di ottenere spread più bassi sui tassi fissi rispetto ai tassi variabili. Inoltre, i mutui a tasso fisso offrono una maggiore stabilità, un fattore cruciale in un periodo di incertezza economica.
Tassi fissi vs tassi variabili
Il mercato dei mutui a tasso variabile sta vivendo un momento di rinnovata attrattività grazie alla discesa dell’Euribor e alla contrazione degli spread. Tuttavia, le aspettative di mercato suggeriscono che il tasso variabile potrebbe offrire rate più contenute solo per i prossimi 12 mesi rispetto al tasso fisso.
A fine aprile 2026, l’Euribor a 3 mesi, che determina il costo dei mutui a tasso variabile, si posiziona al 2,19%. Le previsioni di mercato vedono l’Euribor in crescita fino a inizio 2027 per poi restare stabile fino a tutto il 2028. Al contempo, l’IRS a 20 anni, che è il riferimento per i mutui a tasso fisso, si posiziona al 3,28%, un valore superiore di circa 0,65% rispetto ai livelli di 12 mesi fa.
Simulazione di un mutuo
Per fare un esempio concreto, prendiamo in considerazione un mutuo per l’acquisto di una casa del valore di 140.000 euro, con un valore dell’immobile di 220.000 euro e una durata di 25 anni. Un richiedente di 35 anni può oggi trovare un tasso fisso del 2,59%, con una rata mensile di 634 euro. Per la stessa operazione, la migliore offerta di mutuo a tasso variabile presenta un tasso dell’1,95% con una rata mensile di 590 euro.
Secondo le attuali previsioni sull’andamento dell’Euribor, la rata variabile dovrebbe rimanere inferiore alla corrispondente rata fissa per i prossimi 12 mesi. Tuttavia, questo risparmio potrebbe annullarsi entro la fine dell’anno a causa degli aumenti attesi dell’Euribor nei prossimi trimestri.
Il ruolo del credito bancario
In questa fase di incertezza, il credito bancario resta fondamentale per sostenere le compravendite residenziali. Nel quarto trimestre del 2026, il 44,9% delle compravendite residenziali è stato assistito da un mutuo, un valore in crescita rispetto al 41,6% del medesimo trimestre dell’anno precedente.
I dati dell’Agenzia delle Entrate relativi al quarto trimestre del 2026 evidenziano un forte rallentamento della crescita del numero delle compravendite residenziali, con un incremento dello 0,5%, rispetto a un 8,5% del trimestre precedente. Nonostante questo rallentamento, l’importo medio erogato è risultato pari a 139.069 euro, in aumento rispetto al trimestre precedente.
La fascia di importo compresa tra i 100.000 e i 149.999 euro emerge come la preferita dagli italiani e spiega circa il 33% dei mutui erogati. Al contempo, il 48% delle erogazioni prevede una durata superiore ai 25 anni.
In conclusione, il mercato dei mutui nel 2026 è caratterizzato da una domanda in calo e da una preferenza persistente per i tassi fissi. Le famiglie italiane, in un contesto di incertezza economica, continuano a privilegiare la stabilità e la sicurezza offerte dai mutui a tasso fisso, nonostante i costi più elevati rispetto ai tassi variabili.
