Il TAEG è il numero che decide la vera convenienza di un mutuo. È più del TAN incorpora tutti i costi obbligatori del finanziamento, dalle spese di istruttoria alle polizze collegate. Se il TAEG pubblicizzato non coincide con quello che esce dal proprio calcolo, il confronto tra offerte rischia di essere fuorviante. Qui un metodo operativo, con formule e casi reali, per ottenere un TAEG coerente e verificabile.
Il percorso è semplice: definire i flussi di cassa, includere tutte le spese rilevanti, usare un foglio di calcolo con la funzione XIRR/TIR.X e validare il risultato con esempi. Nessun passaggio lasciato al caso, così da leggere con chiarezza il costo complessivo del mutuo e smascherare differenze tra TAEG dichiarato ed effettivo.
Dal TAN al TAEG: flussi di cassa e principio di calcolo
Il TAN è il tasso nominale applicato al capitale; il TAEG è il tasso annuo effettivo che rende equivalenti i flussi finanziari complessivi del cliente. In pratica, si costruisce una serie di flussi di cassa dal punto di vista del mutuatario: l’erogazione netta come flusso positivo alla data zero; le rate e le spese come flussi negativi nelle rispettive date. Il TAEG è il tasso che azzera il valore attuale netto di questi flussi. Con un foglio elettronico si ottiene con XIRR (Excel/Google Sheets in inglese) o TIR.X (Excel in italiano), che restituisce già un tasso annuo.
Impostazione di base: alla data di erogazione, inserire il capitale effettivamente incassato (capitale erogato meno oneri trattenuti subito). Tutte le spese pagate alla stipula ma non trattenute vengono aggiunte come flusso negativo alla stessa data. Ogni rata (quota capitale + interessi) è un flusso negativo nella sua scadenza; le spese ricorrenti (incasso rata, gestione conto vincolato) vanno aggiunte nella stessa data della rata. Se si usa IRR/TIR.COST su flussi mensili, convertire in annuo con la formula (1+r)^12 − 1 con XIRR/TIR.X non serve.
Quali costi includere davvero: spese accessorie e assicurazioni
Nel TAEG vanno inclusi tutti i costi obbligatori per ottenere e mantenere il mutuo. Esempi tipici: spese di istruttoriaperizia imposta sostitutiva, spese di incasso rata, gestione conto se obbligatorio, polizza incendio/scoppio se richiesta, costi periodici di comunicazioni obbligatorie. Se una polizza CPI (protezione del credito) è condizione per il tasso promozionale o per l’erogazione, rientra nel TAEG; se è facoltativa e non incide sull’ottenimento del mutuo, si può escludere dal TAEG ma considerarla a parte nel confronto economico.
Costi da escludere: spese non collegate al credito (es. manutenzioni, imposte sul bene), servizi effettivamente facoltativi e indipendenti dall’erogazione, penali future non certe. Se un costo è pagabile in unica soluzione all’inizio e viene finanziato, la quota finanziata va nel capitale erogato e l’esborso corrispondente nel flusso iniziale; se è pagato a parte, inserirlo come flusso negativo alla data di stipula. La coerenza nella classificazione è cruciale per un TAEG confrontabile.
Foglio di calcolo: struttura, colonne e formule
Creare un foglio con due aree: una tabella dei flussi e, se serve, un piano di ammortamento sintetico per calcolare le rate. La tabella flussi minima include: Data (A), Descrizione (B), Flusso in euro, segno corretto (C), Note (D). Inserire alla riga 2 la data di erogazione e in C2 l’importo netto positivo. A seguire, inserire per ciascuna scadenza l’importo rata negativo e, nella stessa data, le spese periodiche negative. Le spese una tantum alla stipula, se non trattenute, sono righe separate con importo negativo nella data iniziale.
Formula TAEG: in una cella dedicata usare =XIRR(C2:C200;A2:A200) oppure, su Excel in italiano, =TIR.X(C2:C200;A2:A200). Se si preferisce calcolare prima la rata con funzione RATA (Excel: =RATA(TAN_mensile; n_rate; -capitale)) e poi ricostruire i flussi, assicurarsi che il TAN mensile derivi correttamente dal TAN annuo e che le spese periodiche siano sommate alla rata nei flussi. Per Google Sheets in italiano, le funzioni sono analoghe e accettano gli stessi argomenti di XIRR.
Caso reale 1: tasso fisso con spese iniziali
Ipotesi: capitale nominale 150.000 €, durata 25 anni, TAN 3,20% fisso, spese di istruttoria 900 €, perizia 300 €, imposta sostitutiva 0,25% (375 €), incasso rata 2 € mensili, polizza incendio 120 € annui obbligatori. Alla data di erogazione il cliente incassa 150.000 € meno oneri trattenuti alla fonte (se trattenuti); gli oneri pagati a parte entrano come flussi negativi alla stessa data. Si inseriscono 300 rate negative, ciascuna con la rata calcolata e +2 € di incasso; ogni 12 mesi si aggiungono −120 € per la polizza. Applicando XIRR/TIR.X ai flussi, il TAEG risulta tipicamente superiore al TAN di alcuni decimi: l’incremento dipende dal peso delle spese fisse iniziali e da quelle ricorrenti.
Verifica di coerenza: se il TAEG pubblicizzato non include, ad esempio, la polizza incendio obbligatoria o l’incasso rata, il valore calcolato tenderà a essere più alto. Confrontare le informazioni europee di base sul credito ai consumatori o il Prospetto informativo del mutuo per controllare quali costi sono stati considerati dall’istituto. La differenza attesa tra TAN e TAEG, in configurazioni come questa, è spesso nell’ordine di 0,20–0,50 punti, ma può aumentare con spese iniziali elevate.
Caso reale 2: tasso variabile con polizza CPI abbinata
Ipotesi: capitale 180.000 €, durata 30 anni, tasso variabile indicizzato, TAN iniziale 3,00%, spese istruttoria 1.200 €, perizia 350 €, incasso rata 3 € mensili, conto corrente obbligatorio 60 € annui, polizza CPI a premio unico 3.000 € condizione per il tasso scontato. Se la CPI è finanziata nel mutuo, l’erogato nominale comprende i 3.000 € e la rata cresce; nei flussi, la data zero registra il capitale netto incassato (al netto di trattenute) e gli oneri una tantum non trattenuti. Le 360 rate negative includono spese ricorrenti; aggiungere −60 € ogni anno per il conto.
Con XIRR/TIR.X si ottiene un TAEG significativamente più alto del TAN iniziale, perché la CPI (obbligatoria in questa ipotesi) incide sia sul flusso iniziale sia sulle rate. Se l’offerta pubblicizzata omette la CPI dal TAEG, lo scostamento può essere marcato. In scenari a tasso variabile, aggiornare le rate quando il parametro cambia e ricalcolare l’XIRR su flussi previsionali; per il confronto tra offerte alla stipula, usare la simulazione a tasso iniziale dichiarato con le spese incluse.
Checklist rapida e errori comuni da evitare
- Segni dei flussi erogazione netta positiva; rate e spese negative.
- Spese obbligatorie includere istruttoria, perizia, imposta sostitutiva, incasso rata, conto vincolato, polizze richieste.
- Funzioni corrette preferire XIRR/TIR.X con date reali; se si usa IRR/TIR.COST, annualizzare con (1+r)^12−1.
- Coerenza verificare che i costi nel calcolo coincidano con quelli nel prospetto dell’istituto.
- Polizze se condizionano tasso od erogazione sono da includere; se facoltative, documentarle a parte.
- Spese ricorrenti non dimenticare incasso rata e canoni annuali richiesti.
- Ricalcolo per variabile, aggiornare le rate quando l’indice cambia per stimare il TAEG ex post.


