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Il 2026 si chiude con segnali positivi riguardo alla stabilità finanziaria dell’Italia, con uno spread in calo e un rating del debito in miglioramento. Questi termini sono fondamentali per comprendere l’impatto sulle scelte di investimento, anche per chi opera attraverso fondi ed ETF.
Lo spread e il rating sono indicatori cruciali che riflettono il rischio associato agli investimenti in obbligazioni, siano esse emesse da Stati, come i BTP, o da aziende, noti come titoli corporate.
Comprendere lo spread
Il termine spread, utilizzato frequentemente dal 2011 a seguito della crisi dei debiti sovrani, rappresenta la differenza nei rendimenti tra due titoli di stato di emittenti diversi, mantenendo costanti altre condizioni. Ad esempio, lo spread tra i BTP italiani a dieci anni e i titoli tedeschi dello stesso tipo è un indicatore chiave per valutare la fiducia degli investitori nella capacità dell’Italia di onorare il proprio debito.
Come si calcola lo spread?
Per calcolare lo spread, si confrontano i tassi di interesse a scadenza di due titoli. Al 29 dicembre 2026, il rendimento del BTP era del 3,5%, mentre il Bund tedesco rendeva circa il 2,8%. Questo porta a uno spread di circa lo 0,7%, corrispondente a 70 punti base. Un valore notevolmente migliore rispetto al picco di oltre 5,7% registrato nel 2011, che si traduceva in circa 570 punti base.
La Germania è frequentemente considerata il benchmark per gli spread obbligazionari nell’Eurozona, in quanto è vista come l’emittente più solido e affidabile.
Il significato dello spread
Un aumento dello spread può indicare una crescente preoccupazione degli investitori riguardo alla capacità di un emittente di rimborsare il proprio debito. Questo fenomeno può essere paragonato a un campanello d’allarme: un incremento improvviso richiede ulteriori analisi per comprendere a fondo la situazione economica.
Come affermava l’investitore Benjamin Graham, “Nel breve periodo il mercato è una macchina per votare, ma nel lungo periodo è una macchina per pesare.” I movimenti giornalieri dello spread possono riflettere sentimenti e paure, ma nel lungo termine tendono a rispecchiare i fondamentali economici, fungendo da misura della capacità di un debitore di ripagare i propri debiti.
Il rating del debito
Nel 2026, oltre alla diminuzione dello spread, si è assistito a un miglioramento del rating dell’Italia. Questo è un segnale cruciale poiché riflette una rinnovata fiducia nella solidità finanziaria del Paese. Il rating viene assegnato da agenzie specializzate e rappresenta una valutazione della capacità di un emittente di rimborsare i prestiti a lungo termine.
Come funziona il rating?
Il rating è espresso tramite lettere e segni (+ e -) e varia da AAA, che indica un’ottima affidabilità, a D, che segnala l’insolvenza. I titoli considerati di alta qualità, con rating da AAA a BBB-, sono definiti investment grade. Nel 2026, il rating per l’Italia è passato da BBB- a BBB, mostrando un miglioramento significativo.
Questa valutazione è di fondamentale importanza per gli investitori, in particolare per quelli che gestiscono fondi pensione o fondi comuni, che possono avere regole che limitano gli investimenti a titoli con rating investment grade.
L’interazione tra spread e rating
Lo spread e il rating sono indicatori cruciali che riflettono il rischio associato agli investimenti in obbligazioni, siano esse emesse da Stati, come i BTP, o da aziende, noti come titoli corporate.0
Lo spread e il rating sono indicatori cruciali che riflettono il rischio associato agli investimenti in obbligazioni, siano esse emesse da Stati, come i BTP, o da aziende, noti come titoli corporate.1
Significato per il piccolo investitore
Lo spread e il rating sono indicatori cruciali che riflettono il rischio associato agli investimenti in obbligazioni, siano esse emesse da Stati, come i BTP, o da aziende, noti come titoli corporate.2
