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16 Luglio 2026

Prestiti pensionati INPS 2026: tassi, procedure e costi aggiornati

Dal 1° maggio 2026, la nuova convenzione INPS introduce cambiamenti significativi nei prestiti ai pensionati, con procedure telematiche obbligatorie e tassi variabili per fascia d'età.

Prestiti pensionati INPS 2026: tassi, procedure e costi aggiornati

Dal 1° maggio 2026, i pensionati italiani possono accedere a nuovi prestiti grazie alla convenzione tra INPS e banche, valida fino al 30 aprile 2029. Questa nuova intesa introduce importanti modifiche nelle procedure di richiesta e gestione dei finanziamenti, con l’obiettivo di semplificare il processo e garantire maggiore sicurezza.

La deliberazione del Consiglio di Amministrazione INPS n. 55 del 29 aprile 2026 ha approvato il nuovo schema convenzionale, operativo dall’8 luglio 2026 con il Messaggio INPS 2308/2026. La validità è triennale, con la possibilità di un rinnovo per la stessa durata tramite scambio di comunicazioni via PEC.

Procedure telematiche e identificazione sicura

Tra le principali novità introdotte dalla convenzione, spiccano l’obbligo di procedure telematiche per tutte le operazioni relative ai prestiti, come estinzioni anticipate, chiusure e rimodulazioni del piano di ammortamento. Le comunicazioni trasmesse con altri mezzi non saranno più accettate dall’Istituto.

Per il riconoscimento del pensionato, oltre al documento di identità, è richiesto un secondo elemento di riscontro: un OTP inviato sul cellulare certificato oppure l’importo esatto di una delle ultime due mensilità di pensione pagata. Questo sistema garantisce un livello di sicurezza più elevato e riduce il rischio di frodi.

Le banche convenzionate versano all’INPS un onere di 2,03 euro per ciascuna estrazione del rateo pensionistico fino al 31 dicembre 2026. Gli intermediari finanziari non convenzionati, invece, devono pagare 111,12 euro annui per contratto e 9,26 euro per ogni estrazione, un costo significativamente più alto che incentiva l’adesione all’accordo.

TAEG e costi dei prestiti per fascia d’età

Un aspetto cruciale per i pensionati è il TAEG massimo applicato ai prestiti, che varia in base all’età del richiedente. Per prestiti fino a 15.000 euro, il tasso parte dal 10,04% per chi ha meno di 60 anni e sale progressivamente fino al 13,14% per la fascia d’età 75-79 anni.

Questa differenza di tasso è dovuta all’aumento del rischio di premorienza con l’età, che comporta costi assicurativi più elevati. Ad esempio, su un finanziamento di 10.000 euro a dieci anni, un pensionato di 78 anni pagherebbe oltre 2.000 euro di interessi in più rispetto a un pensionato di 59 anni.

La convenzione INPS riduce i costi operativi delle banche e blocca la notifica dei piani con tassi superiori a quelli convenzionali, ma non modifica il prezzo finale per l’utente. Il tasso effettivo globale medio (TEGM) è fissato al 13,87% per prestiti fino a 15.000 euro e al 9,57% per importi superiori, con soglie antiusura rispettivamente al 21,3375% e al 15,9625%.

Crescita del segmento pensionati e trend di mercato

Nel 2026, la quota dei pensionati sul totale delle richieste di cessione del quinto è aumentata dal 19,5% al 21,6%, con importi medi in crescita dell’11,1% rispetto all’anno precedente. Il tasso medio effettivamente applicato al segmento pensionati è rimasto stabile al 7,82%, sotto le soglie convenzionali per età.

Questo trend è confermato nel primo trimestre del 2026, con una crescita del 7,5% nella cessione del quinto stipendi e pensioni. La platea dei richiedenti è cambiata, con pensionati con assegni modesti in cerca di liquidità dopo l’esaurimento dei bonus una tantum e la fine degli scudi sui costi energetici. L’età media dei richiedenti è di 68 anni.

La durata massima del prestito resta a dieci anni, con copertura assicurativa obbligatoria contro il rischio di premorienza. La convenzione introduce anche l’obbligo di identificazione univoca degli intermediari e delle aziende convenzionate, garantendo maggiore trasparenza e sicurezza per i pensionati.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.