13 febbraio — Comprare la prima casa resta una sfida per molte coppie giovani: prezzi elevati e lavori sempre più flessibili rendono difficile ottenere un mutuo senza aiuti familiari. Non è raro che i genitori intervengano versando una somma iniziale o assumendosi il ruolo di garanti. Entrambe le strade hanno conseguenze pratiche, fiscali e patrimoniali diverse: qui spieghiamo le opzioni più diffuse, i pro e i contro e le precauzioni utili per valutare rischi e benefici.
Due scelte comuni: anticipo o fideiussione I genitori che vogliono sostenere un figlio in fase di acquisto hanno in genere due alternative principali. La prima è dare un anticipo: una somma versata subito che abbassa l’importo del mutuo, spesso migliorando condizioni di tasso e durata. La seconda è firmare una fideiussione, cioè diventare garanti senza sborsare denaro immediato, assumendosi però il rischio di dover pagare qualora il figlio non onorasse le rate. Entrambe le soluzioni richiedono attenzione: cambiano il profilo di rischio per la banca e per la famiglia e richiedono chiarezza contrattuale.
Come funzionano nella pratica Con l’anticipo il genitore paga una parte del prezzo d’acquisto: il mutuo sarà più basso e, in molti casi, si ottengono tassi più favorevoli o la possibilità di mantenere una durata più lunga. L’anticipo può essere formalizzato come donazione o come prestito; la scelta incide su tasse e patrimonio. Con la fideiussione il genitore sottoscrive un impegno verso la banca: non entra denaro ora, ma diventa responsabile se il mutuatario salta i pagamenti. Questo facilita l’accettazione della pratica ma non modifica l’importo o il piano di rimborso del figlio.
Vantaggi e svantaggi Dare l’anticipo conviene quando si vuole abbattere il costo complessivo del finanziamento: meno capitale vuol dire meno interessi nel lungo periodo e minore probabilità che la banca richieda ulteriori garanzie. Il rovescio della medaglia è una riduzione della liquidità familiare e, se si sceglie la donazione, possibili riflessi fiscali. La fideiussione evita l’esborso immediato e può sbloccare il mutuo in presenza di redditi insufficienti, ma espone il garante a rischi reali (escussione del debito) e può appesantire il suo merito creditizio. Le banche, di solito, chiedono documentazione più approfondita quando il garante entra in gioco.
Quando conviene l’anticipo Se il genitore dispone di risparmi e vuole contenere i costi del mutuo, l’anticipo è spesso la soluzione preferita. Formalizzare l’operazione con un atto scritto chiarisce natura e condizioni del trasferimento e tutela entrambe le parti. In alternativa, la fideiussione è utile quando si vuole preservare liquidità ma si desidera comunque aiutare il figlio; in questi casi è buona pratica inserire limiti all’impegno e verificare eventuali garanzie aggiuntive richieste dalla banca. Molte famiglie scelgono combinazioni intermedie — un anticipo parziale più una garanzia — per bilanciare sostenibilità e rischio.
L’influenza dell’età del garante L’età del genitore che garantisce pesa nelle scelte della banca: istituti e assicurazioni tengono conto della copertura residua e della prospettiva temporale. Se il garante è molto avanti con gli anni, l’istituto può proporre una durata del mutuo più breve, con rate più alte. Questo può rendere il piano insostenibile per il figlio, perciò è consigliabile esaminare alternative (ridurre l’importo del mutuo, trovare un altro garante, modulare la durata) prima di firmare.
Numeri utili Un esempio pratico: ridurre il capitale finanziato del 10% può abbattere gli interessi complessivi di oltre il 7% su un piano di 20 anni, a parità di tasso nominale. Ecco perché, quando possibile, anticipare parte del capitale può essere vantaggioso.
Mutui al 100%: cose da sapere I prodotti che finanziamo fino al 100% del valore dell’immobile esistono, ma spesso sono più rigidi: possono prevedere polizze obbligatorie, garanzie aggiuntive o penali per l’estinzione anticipata. La differenza di tasso con un mutuo con anticipo può essere contenuta, ma il rischio complessivo per il richiedente e per il garante cresce. Se la famiglia ha liquidità disponibile, ridurre l’importo del mutuo resta in genere la scelta più prudente.
Come trasferire il denaro: opzioni e impatti fiscali I metodi più diffusi per trasferire fondi dai genitori al figlio sono: donazione diretta, donazione indiretta e prestito infruttifero. Ognuno ha effetti diversi su imposte, oneri notarili e documentazione richiesta. Indipendentemente dall’opzione scelta, è fondamentale usare mezzi tracciabili: bonifici con causale esplicita, scritture private registrate o atti notarili aiutano a dimostrare l’origine dei fondi e a evitare contestazioni.
- – Donazione diretta: atto notarile, maggiore certezza giuridica ma possibile imposta se si supera la franchigia.
- Donazione indiretta: pagamento effettuato direttamente al venditore o bonifico intestato al figlio con causale; più snella ma richiede prova della finalità.
- Prestito infruttifero: permette al genitore di preservare la proprietà del capitale, ma richiede una scrittura privata registrata per essere opponibile.
Scelta tra donazione e prestito: quando conviene cosa La donazione indiretta è spesso usata per anticipi contenuti e se la documentazione bancaria è chiara; il prestito infruttifero è preferibile quando il genitore vuole mantenere la possibilità di recuperare il capitale; la donazione diretta è indicata per trasferimenti definitivi o quando serve piena opponibilità verso terzi. La decisione va presa caso per caso con il supporto di notaio e consulente fiscale, che valutano franchigie, prova della liberazione dei fondi e oneri notarili.
Due scelte comuni: anticipo o fideiussione I genitori che vogliono sostenere un figlio in fase di acquisto hanno in genere due alternative principali. La prima è dare un anticipo: una somma versata subito che abbassa l’importo del mutuo, spesso migliorando condizioni di tasso e durata. La seconda è firmare una fideiussione, cioè diventare garanti senza sborsare denaro immediato, assumendosi però il rischio di dover pagare qualora il figlio non onorasse le rate. Entrambe le soluzioni richiedono attenzione: cambiano il profilo di rischio per la banca e per la famiglia e richiedono chiarezza contrattuale.0
Due scelte comuni: anticipo o fideiussione I genitori che vogliono sostenere un figlio in fase di acquisto hanno in genere due alternative principali. La prima è dare un anticipo: una somma versata subito che abbassa l’importo del mutuo, spesso migliorando condizioni di tasso e durata. La seconda è firmare una fideiussione, cioè diventare garanti senza sborsare denaro immediato, assumendosi però il rischio di dover pagare qualora il figlio non onorasse le rate. Entrambe le soluzioni richiedono attenzione: cambiano il profilo di rischio per la banca e per la famiglia e richiedono chiarezza contrattuale.1
Due scelte comuni: anticipo o fideiussione I genitori che vogliono sostenere un figlio in fase di acquisto hanno in genere due alternative principali. La prima è dare un anticipo: una somma versata subito che abbassa l’importo del mutuo, spesso migliorando condizioni di tasso e durata. La seconda è firmare una fideiussione, cioè diventare garanti senza sborsare denaro immediato, assumendosi però il rischio di dover pagare qualora il figlio non onorasse le rate. Entrambe le soluzioni richiedono attenzione: cambiano il profilo di rischio per la banca e per la famiglia e richiedono chiarezza contrattuale.2
