Nell’estate del 2026, il mercato dei mutui presenta un quadro complesso. Da un lato, il tasso variabile offre condizioni più vantaggiose rispetto al tasso fisso ma dall’altro l’andamento dell’Euribor potrebbe cambiare rapidamente le carte in tavola.
Chi sta valutando un mutuo in questo periodo si trova di fronte a un dilemma: approfittare delle attuali condizioni favorevoli del variabile o optare per la sicurezza del fisso? La risposta non è semplice e dipende da diversi fattori.
La differenza tra tasso variabile e fisso
Attualmente, il miglior mutuo a tasso variabile presenta un TAEG del 2,40% contro il 3,10% del miglior mutuo a tasso fisso. Questo scarto di circa 70 punti base può tradursi in un risparmio di oltre 30 euro al mese sulla rata.
Tuttavia, il vantaggio del variabile potrebbe ridursi se l’Euribor continuasse a salire. L’Euribor, o Euro Interbank Offered Rate è il tasso medio al quale le banche dell’area euro si prestano denaro tra loro. È pubblicato quotidianamente dall’European Money Markets Institute (Emmi) e rappresenta uno dei principali parametri per il calcolo degli interessi dei mutui a tasso variabile.
L’andamento recente dell’Euribor
Negli ultimi giorni, l’Euribor ha ripreso a salire. Secondo i dati aggiornati al 4 agosto 2026, i valori sono i seguenti:
- Euribor 1 mese: 2,243%
- Euribor 3 mesi: 2,498%
- Euribor 6 mesi: 2,724%
- Euribor 12 mesi: 2,927%
In particolare, l’Euribor a tre mesi è passato dal 2,461% al 2,498% in un solo aggiornamento. Se le attese dei mercati dovessero concretizzarsi e l’Euribor arrivasse intorno al 2,79% entro la fine dell’anno, la rata di un mutuo variabile standard potrebbe aumentare di circa 50 euro al mese rispetto ai livelli attuali.
Perché l’Euribor sta salendo
Alla riunione del 23 luglio, la Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse dopo il rialzo deciso a giugno. Nonostante la pausa, i mercati continuano a scontare la possibilità di nuovi aumenti già dopo l’estate, anche alla luce dell’inflazione legata alle tensioni energetiche.
Le aspettative sui futuri interventi della Bce influenzano direttamente anche l’andamento dell’Euribor. Le tensioni geopolitiche, come quelle legate alla crisi dello Stretto di Hormuz, continuano a mordere il portafoglio degli italiani, influenzando le decisioni della Bce.
Mutuo a tasso fisso o variabile?
Il mutuo a tasso variabile offre condizioni iniziali più convenienti, ma espone il mutuatario al rischio di futuri aumenti della rata. Il mutuo a tasso fisso, invece, parte da livelli mediamente più elevati, ma garantisce una rata invariata per tutta la durata del finanziamento.
Secondo i dati del secondo trimestre del 2026, circa il 92% delle richieste di mutuo è stato a tasso fisso, segno che la maggior parte delle famiglie continua a privilegiare la certezza dell’importo della rata rispetto al possibile risparmio iniziale del variabile.
Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate.



