Il dibattito sulla politica di incentivi in Italia è tornato al centro della scena parlamentare. Dopo la scadenza prevista per il bonus mobili ed elettrodomestici il 31 dicembre 2026, il governo di Giorgia Meloni dovrà decidere entro la legge di bilancio 2027 se mantenere, modificare o sostituire le misure attuali. Parallelamente, Bruxelles ha avviato una discussione comune con cinque Paesi membri per sostenere sia la produzione europea di elettrodomestici sia la transizione verso apparecchi più efficaci dal punto di vista energetico. In questo scenario emergono tre filoni di intervento: il potenziale nuovo bonus elettrodomestici, l’introduzione dei conti di investimento SIA e un massiccio fondo di 631 milioni di euro destinato alla ricerca nell’industria automotive.
Bonus elettrodomestici: tra proroga e nuovo incentivo
Il bonus elettrodomestici attualmente in vigore prevede una detrazione Irpef del 50% su spese fino a 5.000 euro, ripartita in dieci quote annuali, a condizione che l’acquisto avvenga nell’ambito di lavori di ristrutturazione. Le autorità stanno valutando due scenari principali. Il primo prevede la proroga della detrazione oltre il 2026 mantenendo invariate le soglie e il meccanismo di recupero in dichiarazione dei redditi. Il secondo prevede la creazione di un nuovo voucher destinato a chi sostituisce un apparecchio vecchio con uno a classe energetica superiore, con regole forse più flessibili sui limiti di spesa.
Le opzioni di proroga della detrazione Irpef
Se il governo optasse per la proroga, la legge di bilancio 2027 includerebbe una disposizione che conferma integralmente il meccanismo attuale per il 2027, oppure introdurrebbe modifiche come l’aumento del tetto di spesa o l’estensione dei requisiti di efficienza energetica. In entrambi i casi, la continuità dell’incentivo sarebbe fondamentale per mantenere la domanda di elettrodomestici ad alta efficienza e tutelare l’occupazione nel settore manifatturiero europeo, come sottolineato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso.
Conti SIA: un’opportunità fiscale per gli investitori italiani
Parallelamente, l’Associazione Intermediari Mercati Finanziari (Amf) ha presentato al Ministero dell’Economia e delle Finanze un progetto per introdurre in Italia i conti di investimento SIA (Savings and Investment Account). I SIA si ispirano al modello svedese ISK, che elimina la tassazione su plusvalenze e dividendi in favore di una tassa forfettaria annua calcolata sul valore totale del patrimonio. L’obiettivo è canalizzare i circa 1.600 miliardi di liquidità in eccesso delle famiglie italiane verso azioni, fondi ed ETF di emittenti europei, stimolando la crescita delle imprese del continente.
Caratteristiche fiscali del conto SIA
Il nuovo conto prevederebbe un tetto annuo di versamento, ma senza limiti di durata per gli investimenti complessivi, favorendo la previdenza a lungo termine. La tassazione sarebbe una forfetta aliquota molto favorevole in netto contrasto con l’attuale 12,5% sui titoli di Stato e il 26% sulle azioni. Inoltre, non sarebbe richiesto alcun periodo minimo di detenzione dei titoli, semplificando ulteriormente la gestione per gli investitori. La proposta è attesa per l’inserimento nella prossima legge di bilancio, a condizione che il governo trovi le coperture finanziarie necessarie.
Fondo automotive da 631 milioni: regole per accedere ai contributi
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 631 milioni di euro per potenziare la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale nella filiera automotive. Il decreto del 17 settembre 2026 apre la strada a contributi diretti fino al 50% dei costi ammissibili per la ricerca e al 25% per lo sviluppo, oltre a finanziamenti agevolati che coprono fino al 20% del totale del progetto. I progetti devono durare tra 18 e 36 mesi e prevedere una collaborazione con almeno un centro di ricerca; in tal caso le PMI ottengono un incremento di 10 punti percentuali sulla quota, le grandi imprese 5 punti.
Incrementi per collaborazioni tra imprese e ricerca
Le imprese possono includere spese per personale, attrezzature, consulenze e licenze di brevetti. Una riserva del 40% delle risorse è destinata a progetti realizzati interamente nelle otto regioni del Mezzogiorno, favorendo lo sviluppo territoriale. La fase di pre-compilazione delle domande partirà l’11 novembre 2026, con la scadenza per l’invio ufficiale il 25 novembre 2026 tramite la piattaforma del Fondo per la crescita sostenibile.
La decisione sulla proroga o sul nuovo bonus per gli elettrodomestici, l’approvazione dei conti SIA e l’attuazione del fondo automotive definiranno la capacità dell’Italia di sostenere la transizione energetica, incentivare il risparmio investito e stimolare l’innovazione nella mobilità del futuro.



