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18 Luglio 2026

Emission Trading System: le modifiche che dividono ambientalisti e industriali

La riforma del sistema Ets per il 2026 introduce cambiamenti significativi che potrebbero influenzare sia la politica climatica che la competitività industriale europea.

Emission Trading System: le modifiche che dividono ambientalisti e industriali

La Commissione Europea ha ufficializzato la revisione del sistema Emission Trading System (Ets) il mercato europeo della CO₂ che ha contribuito a dimezzare le emissioni dei settori più inquinanti negli ultimi vent’anni. La proposta, presentata il 18 luglio 2026, mira a bilanciare la necessità di ridurre le emissioni con la competitività dell’industria europea, in un contesto di crisi manifatturiera.

La revisione introduce alcune modifiche significative, tra cui l’allungamento dei permessi gratuiti per i settori più esposti alla concorrenza internazionale e una riduzione più graduale delle quote totali. Questi cambiamenti hanno suscitato reazioni contrastanti tra ambientalisti e industriali, con critiche da entrambe le parti.

Le principali modifiche al sistema Ets

Il sistema Ets, nato nel 2005, è il principale strumento dell’Unione Europea per ridurre le emissioni di centrali elettriche, industrie energivore, compagnie aeree e trasporto marittimo. Il meccanismo prevede un tetto massimo alle emissioni e la distribuzione di quote corrispondenti. Le aziende devono restituire ogni anno tante quote quante sono le tonnellate di CO₂ emesse, con la possibilità di vendere o acquistare quote in base alle proprie emissioni.

La revisione del 2026 introduce diverse modifiche chiave:

  • Prolungamento dei permessi gratuiti Per i settori interessati dal Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), l’eliminazione dei permessi gratuiti è rinviata fino al 2038. Per altri comparti particolarmente esposti, continuerà un sistema di assegnazione gratuita basato su parametri di efficienza.
  • Riduzione graduale delle quote Il cosiddetto Linear Reduction Factor, che indica la percentuale di riduzione annuale delle quote, è stato modificato. Dal 2031 al 2035 la riduzione sarà del 3,7% annuo, e dal 2036 al 2040 solo dell’1,7%.
  • Modifica della Market Stability Reserve Il meccanismo che assorbe le quote eccedenti è stato dimezzato dal 24% al 12%, lasciando in circolazione un numero maggiore di permessi e contribuendo a contenere eventuali impennate del prezzo della CO₂.
  • Utilizzo delle rimozioni di carbonio Dal 2036, una quota limitata delle emissioni potrà essere compensata con crediti generati da progetti di rimozione del carbonio.

Le reazioni alla riforma

La proposta della Commissione Europea ha suscitato reazioni contrastanti. Gli ambientalisti, come Carbon Market Watch e Wwf, criticano la riforma, sostenendo che potrebbe portare a 2 miliardi di tonnellate di emissioni aggiuntive. Gli analisti del think tank Ecco, invece, apprezzano il tentativo di arrivare a un compromesso, ma avvertono che il nuovo assetto potrebbe indebolire il segnale di prezzo del carbonio nella fase più difficile della transizione.

L’industria, dal canto suo, considera le modifiche insufficienti. Antonio Gozzi, vicepresidente di Confindustria, ha parlato di “modifiche insufficienti”, mentre il commissario europeo all’Ambiente, Wopke Hoekstra, ha sottolineato l’importanza di dare impulso ai settori industriali che sono il cuore pulsante dell’economia europea.

Le posizioni dei Paesi membri

La riforma va incontro alle pressioni di alcuni Paesi, Italia in primis, che insieme a Polonia e altri 8 Stati, chiedeva una riforma più favorevole all’industria. Svezia, Finlandia e Spagna, invece, volevano mantenere la direzione dei principi del Green Deal. La Francia ha sempre mantenuto una linea più vicina al Green Deal, in contrasto con la lobby dell’industria del Paese.

Il commissario Hoekstra ha dichiarato che “con la proposta di revisione dell’Ets compiamo un importante passo avanti. Uniamo un’azione climatica ambiziosa alla competitività, aprendo la strada alla reindustrializzazione dell’Europa e imprimendo una vera accelerazione verso l’indipendenza”.

La revisione del sistema Ets rappresenta un compromesso complesso tra la necessità di ridurre le emissioni e quella di mantenere la competitività dell’industria europea. Le modifiche introdotte potrebbero avere un impatto significativo sul futuro climatico e industriale dell’Unione Europea.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.