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7 Giugno 2026

Dove conviene di più chiedere un mutuo in Europa nel 2026

L'Italia si conferma tra i Paesi più convenienti per i mutui in Europa. Scopri come i tassi variabili e fissi si confrontano e quali sono le prospettive future.

Dove conviene di più chiedere un mutuo in Europa nel 2026

Nel panorama europeo dei mutui, l’Italia si distingue per la sua competitività. Secondo le ultime rilevazioni, i tassi di interesse sui mutui italiani rimangono tra i più bassi del continente, offrendo opportunità interessanti per chi cerca un finanziamento per l’acquisto di una casa.

Tuttavia, il mercato è in continua evoluzione, con fattori come le decisioni della Banca Centrale Europea e le tensioni geopolitiche che possono influenzare significativamente le condizioni dei mutui. In questo contesto, è fondamentale comprendere le differenze tra i vari tipi di mutui e le implicazioni delle scelte di finanziamento.

Il panorama europeo dei mutui

L’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per convenienza dei mutui, con un tasso medio del 3,38% nel quarto trimestre del 2026. Questo dato la colloca dietro solo a Spagna, con il 2,63% e Francia, con il 3,09%. La Spagna si conferma il mercato più conveniente, mentre l’Italia offre condizioni competitive rispetto a Paesi come Germania, Olanda e Grecia.

In confronto, Paesi come Ungheria, Romania e Norvegia presentano tassi significativamente più alti, con picchi che superano il 6%. Anche il Regno Unito, con un tasso medio del 4,18% risulta meno conveniente rispetto all’Italia.

Variabile contro fisso: la scelta attuale

Nel mercato italiano, il tasso variabile risulta attualmente più conveniente rispetto al fisso. Secondo l’Osservatorio di, il TAN medio per i mutui variabili si attesta al 2,62% contro il 3,37% del fisso. Questa differenza si traduce in un risparmio significativo per i mutuatari.

Ad esempio, su un mutuo trentennale da 150.000 euro il tasso variabile comporta una rata mensile di circa 602 euro contro i 663 euro del fisso. Questo significa un risparmio di 61 euro al mese e oltre 21.800 euro di interessi in meno nell’arco dell’intero finanziamento.

Le sfide future: l’impatto della BCE

Tuttavia, la convenienza del tasso variabile è legata a un equilibrio fragile, influenzato dalle decisioni della Banca Centrale Europea. Negli ultimi mesi, le tensioni geopolitiche e i timori di una nuova ondata inflazionistica hanno portato a ipotizzare possibili rialzi dei tassi.

Un rialzo di 25 punti base porterebbe il TAN medio del variabile al 2,87% con una rata mensile che salirebbe a circa 622 euro. In uno scenario di doppio rialzo, il TAN salirebbe al 3,12% con una rata di 642 euro mensili. In questo caso, la differenza tra variabile e fisso si ridurrebbe a soli 25 punti base.

Le opinioni degli esperti

Alessio Santarelli, amministratore delegato di, sottolinea che il mercato italiano rimane competitivo, con condizioni battute solo dalla Spagna. Tuttavia, avverte che un rialzo dell’Euribor potrebbe portare a un progressivo riavvicinamento tra le due tipologie di finanziamento.

Luca Bertalot, segretario generale dell’EMF-ECBC, osserva che l’accessibilità abitativa e la transizione climatica stanno ridefinendo i sistemi abitativi a livello globale. Un mercato dei mutui efficiente è fondamentale per rafforzare la crescita economica e la coesione sociale.

Il mutuo fondiario: caratteristiche e vantaggi

Tra le diverse opzioni di finanziamento, il mutuo fondiario si distingue per le sue caratteristiche specifiche. Questo tipo di mutuo è riservato all’abitazione principale e non può superare l’80% del valore dell’immobile, salvo eccezioni.

Il mutuo fondiario è garantito da un’ipoteca di primo grado sull’immobile, offrendo maggiori tutele alla banca e alcune agevolazioni per il mutuatario. Può essere utilizzato per l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione della prima casa.

Vantaggi del mutuo fondiario

Tra i vantaggi del mutuo fondiario vi sono la possibilità di ridurre proporzionalmente il valore dell’ipoteca man mano che si pagano le rate, il dimezzamento dell’onorario del notaio e la cancellazione automatica dell’ipoteca. Inoltre, non sono previste penali per estinzione anticipata.

In caso di ritardo nel pagamento delle rate, la banca non può pignorare immediatamente la casa, offrendo al mutuatario più tempo e tutele per sanare il debito.

Differenze tra mutuo fondiario e ipotecario

Il mutuo fondiario si differenzia dal mutuo ipotecario per la durata, che deve essere superiore ai 18 mesi e per il limite di finanziamento, che non può superare l’80% del valore dell’immobile. Il mutuo ipotecario, invece, può essere utilizzato per ottenere liquidità e ha una durata minima di 5 anni.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.