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25 Maggio 2026

Crescita del credito e rincaro dei tassi: cosa cambia per famiglie e imprese

Un'analisi dei dati ABI mette in luce una domanda di finanziamenti in espansione e un lieve rialzo dei tassi: come orientarsi tra mutui e prestiti

Crescita del credito e rincaro dei tassi: cosa cambia per famiglie e imprese

Il panorama del credito italiano continua a mostrare segnali di vitalità, pur in un contesto segnato da rischi inflazionistici e tensioni internazionali. I dati contenuti nel Monthly Outlook dell’ABI del 18 maggio offrono una fotografia chiara: la crescita degli impieghi prosegue, ma con un moderato aumento dei costi di finanziamento. È importante comprendere come questi elementi influenzino sia le famiglie sia le imprese, per valutare con metodo tempistiche e caratteristiche di un eventuale finanziamento.

Il quadro non è omogeneo: alcuni indicatori migliorano, mentre altri mostrano segnali di attenzione. In questo articolo analizziamo i numeri principali, l’evoluzione dei tassi sui mutui e il miglioramento della qualità del credito, offrendo anche una panoramica sulle migliori condizioni disponibili per mutui green.

La dinamica dei prestiti: crescita confermata ad aprile 2026

Secondo il report ABI, ad aprile 2026 i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati del 2,7% su base annua, lo stesso tasso osservato nel mese precedente, a conferma di una tendenza avviata nella primavera 2026. Per le famiglie si tratta del sedicesimo mese consecutivo di crescita, mentre le imprese registrano un trend positivo da dieci mesi. In particolare, i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni segnano un +3,4%, mentre il credito al consumo cresce del 4,7% (era +4,5% a marzo). Questi numeri descrivono una domanda ancora solida, sostenuta da bisogni di acquisto e spesa delle famiglie e da investimenti delle imprese.

Composizione della domanda

La ripresa non è uniforme: il peso dei diversi prodotti finanziari cambia, con una maggiore spinta sul credito al consumo e sul mutuo per acquisto rispetto ad altre forme di impiego. Questo fenomeno sottolinea come la domanda sia trainata sia da esigenze abitative sia da dinamiche di consumo, e richiede da parte degli operatori una capacità di adattamento nelle offerte e nelle strutture dei prodotti.

Tassi e scelta tra fisso e variabile

Ad aprile il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risalito al 3,43%, rispetto al 3,37% del mese precedente, riportandosi ai livelli osservati a febbraio. Nel frattempo la quota di nuove erogazioni a tasso fisso è scesa dall’85% all’81,7%, segnalando una riscoperta del tasso variabile. Il fenomeno contribuisce a mitigare l’incremento della media, poiché i variabili sono ripresi più velocemente. Per le società non finanziarie il tasso medio sulle nuove operazioni è salito al 3,62% (era 3,38% a marzo), interrompendo la flessione precedente.

Implicazioni per chi sceglie un mutuo

La maggiore presenza del variabile può riflettere aspettative di stabilizzazione futura dei tassi o una differente valutazione del rischio da parte della domanda. In questo quadro, chi valuta un mutuo dovrebbe considerare non solo il tasso iniziale ma anche la durata, la propria tolleranza alla volatilità e possibili scenari di contesto macroeconomico.

Politica monetaria, inflazione e qualità del credito

Le decisioni delle banche centrali condizionano fortemente l’andamento dei tassi. Ad aprile 2026 la BCE ha lasciato invariati i tassi di riferimento, mantenendo il tasso sui depositi al 2% e quello sulle operazioni di rifinanziamento al 2,15%. Tuttavia, l’ABI segnala un aumento dei rischi collegati all’inflazione, amplificati da tensioni geopolitiche e rialzi dei prezzi energetici. L’inflazione nell’area euro è tornata a crescere, attestandosi al 2,6% a marzo, con prospettive di ulteriore aumento ad aprile.

Sul fronte della qualità del credito, la notizia positiva è il calo dei crediti deteriorati netti, che a marzo 2026 sono scesi a 26,9 miliardi di euro, con il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi totali pari all’1,28%. Questo indicatore segnala una maggiore solidità degli attivi bancari e offre margini di fiducia nelle capacità di assorbimento di shock economici.

Offerte mutui e raccomandazioni pratiche

Nel mercato delle offerte, le migliori proposte per mutui green destinati all’acquisto o alla ristrutturazione di abitazioni in classe energetica elevata confermano i tassi fissi del mese precedente, mentre i tassi variabili risultano aumentati di circa 0,25 punti. Esempi rappresentativi: per un finanziamento di 130.000 euro su immobile valutato 165.000 euro, durata 20 anni, il tasso fisso presenta un TAN 2,59% e Taeg 2,74% (rata 695 euro), il tasso variabile TAN 2,25% e Taeg 2,32% (rata 673 euro). Per la stessa cifra con durata 30 anni, il fisso TAN 2,59% (rata 520 euro, Taeg 2,73%) e il variabile TAN 2,25% (rata 497 euro, Taeg 2,32%).

Le famiglie e le imprese devono valutare con attenzione l’opportunità di fissare il costo del debito o di approfittare delle condizioni variabili, considerando il proprio profilo di rischio e gli scenari macro. Affidarsi a un consulente indipendente può aiutare a confrontare più banche e a scegliere la soluzione più efficiente in termini di costi e flessibilità.

Credipass, con vent’anni di esperienza, una rete di 350 uffici e oltre 800 consulenti, offre una pre-valutazione gratuita in 24h e servizi di consulenza per mutui, prestiti e soluzioni corporate. Il report citato è curato da Roberto Anedda, responsabile Analisi Mercati e Public Relations Credipass. In un periodo di mercati dinamici ma più prudenti, valutare opzioni multiple e richiedere assistenza specialistica resta una regola prudente per chi intende accendere un finanziamento.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.