Salta al contenuto
7 Giugno 2026

Crescita dei mutui e tassi: cosa sapere su prezzi, surroghe e scelte tra fisso e variabile

Domanda di mutui in crescita, aumento del prezzo al metro quadro e dinamiche divergenti tra tassi fissi e variabili: un riepilogo aggiornato sui numeri che contano per chi cerca un finanziamento casa.

Crescita dei mutui e tassi: cosa sapere su prezzi, surroghe e scelte tra fisso e variabile

Il mercato dei mutui immobiliari ha registrato movimenti importanti tra il 2026 e i primi mesi del 2026. La richiesta di nuovi finanziamenti, incluse le operazioni per l’acquisto della prima casa e le surrogheè salita del 12% nel corso del 2026 mentre le erogazioni rilevate nei primi nove mesi dell’anno hanno segnato un +32,8% rispetto all’anno precedente. Contemporaneamente, nel quarto trimestre 2026 è aumentata la quota di mutui destinati all’acquisto di prima e seconda casa, arrivando al 72% del totale delle pratiche rilevate online.

Prezzi immobiliari e incidenza del mutuo sulle compravendite

Nel quarto trimestre 2026 il valore medio degli immobili offerti in garanzia per i mutui si è attestato intorno ai 176.000 eurocon un incremento del prezzo al metro quadro pari a +1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa dinamica ha alimentato la propensione delle famiglie a finanziare l’acquisto tramite prestito: la quota di compravendite assistite da finanziamento bancario è salita al 47% del totale, contro il 44,1% del terzo trimestre dell’anno precedente. L’importo medio erogato nel terzo trimestre 2026 è risultato pari a 136.694 euroe la fascia più comune di mutuo richiesto è stata quella tra 50.000 e 99.999 euro, che copre circa il 32% delle erogazioni.

Distribuzione territoriale e tipologie immobiliari

A livello geografico, nel quarto trimestre 2026 il Nord Ovest ha fatto registrare il maggior aumento dei prezzi al metro quadro (+3%), seguito dal Sud e Isole (+2,4%) e dal Nord Est (+1%); il Centro ha mostrato invece una lieve flessione (-0,5%). Per tipologia, gli immobili ristrutturati sono quelli che hanno visto la maggiore crescita (+6,7%), mentre i nuovi segnano +1,9% e gli usati +0,6% nel confronto tendenziale.

Tassi di riferimento: divergenza tra variabile e fisso e impatto su scelte e spread

La dinamica dei tassi ha creato uno scenario a due velocità: durante la rilevazione del 27/01/2026 l’Euribor a 3 mesiindice che influenza i mutui a tasso variabile, era al 2,04%; le previsioni di mercato lo vedono stabile o lievemente in diminuzione fino a metà 2027, con un ritorno alla crescita solo in seguito. Al contrario, l’IRS a 20 anniriferimento per i tassi fissi, si è posizionato al 3,20%, circa 0,70 punti superiore ai livelli di inizio 2026.

Consequenze per il consumatore: fisso vs variabile

Questa divergenza ha riportato attrattività verso il tasso variabilecon spread ridotti e un Euribor contenuto, il variabile offre oggi rate più contenute rispetto al fisso per un orizzonte stimato di 3-4 anni. Esempio pratico preso come riferimento: per un mutuo di 140.000 euro su 25 anni l’offerta fissa migliore si colloca al 2,85% con una rata di 653 euro mensili, mentre la miglior offerta variabile risulta al 2,19% con una rata di 607 euro; secondo le attuali aspettative sull’Euribor, la rata variabile dovrebbe restare inferiore a quella fissa per i prossimi quattro anni, consentendo un risparmio superiore ai 2.000 euro nel periodo considerato.

Surroghe, spread e preferenze degli italiani

L’incremento del costo dei mutui a tasso fisso ha inciso negativamente sulla domanda di surrogheovvero il trasferimento del mutuo a condizioni migliori: la quota di surroghe sul canale online è scesa al 22% nel quarto trimestre 2026, contro il 26% del trimestre precedente e il 38% nel primo semestre. Nel frattempo i migliori spread per i mutui a tasso variabile si sono ridotti significativamente, attestandosi intorno allo 0,3% nel quarto trimestre rispetto allo 0,8% registrato all’inizio del 2026; gli spread sui tassi fissi sono rimasti ai minimi storici, leggermente inferiori allo 0% nelle migliori condizioni offerte.

Nonostante i vantaggi temporanei del variabile, la preferenza degli italiani per il tasso fisso resta elevata: sul canale online il fisso rappresentava ancora il 91% delle richieste nel quarto trimestre 2026, complice la diffusa avversione al rischio di oscillazioni dei tassi e l’applicazione di spread competitivi sul fisso da parte di molte banche.

Infine, il credito bancario continua a giocare un ruolo centrale nel mercato immobiliare: la crescita della domanda di mutuo e delle erogazioni nel 2026 ha supportato volumi maggiori di compravendite, con una stima del monte erogato annuale superiore a 56 miliardi di euro e un’attenzione crescente verso i mutui greenanche in vista dell’attesa recezione della Direttiva sulle case ad alta efficienza energetica.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.