Come il PACE Act potrebbe aprire i canali della Federal Reserve ai fornitori non bancari

Il PACE Act propone di permettere a società di pagamento regolamentate, incluse alcune realtà legate alle criptovalute, di collegarsi direttamente ai sistemi della Federal Reserve per accelerare i trasferimenti e abbattere le commissioni

Negli Stati Uniti è emersa una proposta legislativa che intende rivedere l’architettura dei pagamenti nazionali. Il disegno di legge, noto come PACE Act, è stato promosso dai deputati Young Kim e Sam Liccardo con l’obiettivo di rendere più rapidi ed economici i trasferimenti finanziari. Le modifiche previste agiscono sull’accesso ai principali canali di compensazione e regolamento della federal reserve, affinché operatori qualificati non bancari possano partecipare direttamente al sistema.

La proposta ha attirato attenzione sia nel mondo fintech sia tra le associazioni che rappresentano le società di asset digitali. I sostenitori vedono nel provvedimento l’opportunità di eliminare passaggi intermedi che spesso aumentano i costi per gli utenti finali; i critici richiedono garanzie sul fronte della gestione del rischio e della protezione dei clienti. L’articolo esplora contenuti, sostenitori, tutele previste e possibili effetti di mercato.

Cosa introduce il PACE Act

Al centro del testo vi è la possibilità di consentire a fornitori di pagamento non bancari qualificati un accesso diretto a sistemi come FedNow, Fedwire e FedACH. Piuttosto che dipendere da banche partner che fungono da intermediari, queste società potrebbero collegarsi alla rete di regolamento federale, riducendo passaggi e potenziali ricarichi. La logica è semplice: meno intermediari, meno costi e tempi più brevi per la finalizzazione delle transazioni, con benefici sia per i consumatori sia per le imprese che gestiscono flussi di cassa quotidiani.

Chi può accedere e come

Il disegno di legge propone un quadro di registrazione federale amministrato dall’Office of the Comptroller of the Currency. Le aziende che soddisfano determinati requisiti, come la detenzione di licenze operative multistatali e standard di solidità finanziaria, potrebbero ottenere l’autorizzazione. Questo meccanismo punta a definire criteri uniformi per valutare la capacità operativa e la conformità normativa dei fornitori non bancari, evitando una proliferazione di soggetti non adeguatamente controllati.

Supporto dell’industria e posizioni principali

Diverse organizzazioni del settore fintech e dell’ecosistema delle criptovalute hanno espresso favore per il PACE Act. Tra queste, la Blockchain Association ha evidenziato come molte società di pagamento di asset digitali siano attualmente escluse dall’infrastruttura che utilizzano i loro concorrenti tradizionali. Per i sostenitori, consentire l’accesso diretto favorirebbe innovazione, concorrenza e una riduzione dei costi di servizio.

Argomentazioni a favore

I promotori del provvedimento sostengono che un ampliamento dell’accesso possa abbattere commissioni che ricadono sui consumatori e sulle famiglie, oltre a rendere più efficiente la gestione delle buste paga e dei pagamenti ricorrenti per le imprese. Secondo alcuni rappresentanti del settore, l’intervento renderebbe gli Stati Uniti più vicini ad altre economie con infrastrutture payment più moderne, contribuendo a supportare l’ecosistema delle startup fintech.

Tutele previste e rischi considerati

Per bilanciare apertura e protezione, il PACE Act integra una serie di misure prudenziali. Le società abilitate dovrebbero detenere fondi dei clienti separati dai saldi societari, custodire attivi liquidi a copertura dei depositi e rispettare stringenti standard di gestione del rischio. In caso di insolvenza, gli usuarios avrebbero priorità nel recupero dei fondi, una clausola pensata per limitare l’esposizione dei consumatori a fallimenti aziendali.

Questioni operative e di supervisione

La supervisione federale proposta mira a evitare che l’accesso diretto generi nuovi punti di vulnerabilità sistemica. L’Office of the Comptroller of the Currency sarebbe chiamato a monitorare la compliance, mentre requisiti di capitale e controlli operativi dovrebbero limitare il rischio di contagio. Restano però domande su come armonizzare tali controlli con le normative statali esistenti e su quali metriche verranno impiegate per valutare la resilienza degli operatori non bancari.

Impatto potenziale e osservazioni finali

Se adottato, il PACE Act potrebbe rimodellare la filiera dei pagamenti, stimolando concorrenza e innovazione e diminuendo costi e tempi di trasferimento. I benefici principali potrebbero manifestarsi per le piccole imprese e per i consumatori che oggi affrontano ritardi o commissioni elevate. Tuttavia, l’esito dipenderà dall’efficacia delle tutele e dalla capacità dei regolatori di bilanciare apertura e stabilità.

In definitiva, la proposta rappresenta un tentativo di adattare l’infrastruttura dei pagamenti a un contesto digitale in rapida evoluzione, riconoscendo che l’architettura realizzata per un’epoca precedente potrebbe non essere più adeguata. Mentre il dibattito prosegue, gli osservatori del settore seguiranno con attenzione l’evoluzione delle norme e l’implementazione delle garanzie previste.

Scritto da Sofia Rossi

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