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1 Luglio 2026

Cessione del quinto e prestiti: come sta cambiando il credito alle famiglie nel 2026

Nel primo trimestre del 2026, il credito al consumo italiano mostra una crescita del 4,9%, trainata dalla cessione del quinto. Scopri i dettagli e le prospettive future.

Cessione del quinto e prestiti: come sta cambiando il credito alle famiglie nel 2026

Nel primo trimestre del 2026, il mercato del credito al consumo italiano ha registrato una crescita del 4,9%, consolidando il trend positivo avviato negli anni precedenti. A trainare questa espansione è stata principalmente la cessione del quinto dello stipendio o della pensione che ha visto un aumento del 7,5%. Questo strumento finanziario si conferma il segmento più dinamico, seguito dai prestiti finalizzati all’acquisto di auto e moto (+6,2%) e dai prestiti personali (+4,1%).

La cessione del quinto: dati e tendenze

Secondo i dati raccolti, quasi la metà delle richieste online di cessione del quinto proviene da dipendenti privati (46,7%). L’importo medio richiesto è di 22.325 euro, con una durata media di 8 anni e 5 mesi. Al 31 marzo 2026, il TAEG medio per i lavoratori privati era del 6,61%, inferiore a quello dei prestiti personali (7,94%), mentre per i lavoratori pubblici era ancora più conveniente, al 5,74%. Anche per i pensionati si è registrata una lieve discesa del tasso, al 7,97%.

Il ruolo degli intermediari finanziari

Le reti di agenti e mediatori creditizi giocano un ruolo cruciale nel collocamento della cessione del quinto e dei mutui residenziali. Quasi l’80% delle erogazioni di cessione del quinto e il 50% dei mutui passano attraverso questi canali. Anche i merchant convenzionati sono fondamentali per il collocamento dei prestiti finalizzati, in linea con le nuove normative del Registro OAM.

Mutui immobiliari: rallentamento e surroghe in calo

Il mercato dei mutui immobiliari ha registrato un rallentamento, con una crescita del 4% nel primo trimestre del 2026, rispetto al +23% del 2026. Le surroghe, che nel 2026 avevano visto un aumento del 28,7%, sono crollate del 66,8% a causa dell’esaurimento dei contratti passibili di migliori condizioni economiche. L’ultima stretta della BCE ha smorzato l’attrattiva del tasso variabile, con l’Euribor in costante ascesa. Le erogazioni a tasso fisso continuano a prevalere, grazie alla storica avversione degli italiani al rischio di volatilità.

Mutui ad alto loan-to-value

I mutui ad elevato loan-to-value sono concentrati per metà al Nord e hanno registrato un aumento del 19% nel primo trimestre. Per la prima volta, si è registrato un calo del prezzo medio di acquisto degli immobili, a 147.000 euro per gli immobili tradizionali e a 185.000 euro per quelli in alta classe energetica. Anche il ticket medio del mutuo è diminuito, a 137.000 euro. Le politiche di concessione restano prudenti, considerando il potenziale impatto delle tensioni geopolitiche sulla capacità di rimborso dei richiedenti.

Prospettive future e rischio credito

Nonostante le tensioni geopolitiche, il rischio credito resta stabile, con un tasso di default contenuto all’1,5%. Questo è dovuto al minor costo del denaro, che ha reso più sostenibili le rate, sebbene ora abbia preso a risalire. Le prospettive per i prossimi mesi dipenderanno dagli sviluppi del conflitto in Iran e dalla navigazione nello stretto di Hormuz. In un quadro di allentamento delle criticità globali, le previsioni vedrebbero le consistenze di credito retail continuare a crescere in Italia anche nel 2027, con i livelli dei deteriorati che si manterrebbero sostanzialmente invariati.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.