Nei giorni successivi alla maxi-quotazione, il gruppo spaziale guidato da Elon Musk ha attraversato un brusco ridimensionamento nelle aspettative del mercato. Il prezzo delle azioni è scivolato in più sedute consecutive, con perdite significative che hanno ridotto miliardi di capitalizzazione dai massimi raggiunti dopo l’IPO.
Parallelamente, la società ha avviato il marketing per la sua prima emissione di obbligazioni investment grade un’operazione progettata per raccogliere almeno 20 miliardi di dollari. L’annuncio ha innescato vendite su larga scala, segnalando che gli investitori stanno ricalibrando il rapporto tra ambizione industriale e costi finanziari.
Emissione obbligazionaria e situazione di liquidità
L’operazione obbligazionaria comprende bond senior unsecured con scadenze variabili, fino a 30 anni, e coinvolge grandi banche d’investment banking nelle attività di collocamento. Lo scopo principale dichiarato è il rifinanziamento di un bridge financing di dimensioni analoghe, oltre a finalità aziendali generali.
Al 19 giugno la società ha comunicato di detenere circa 100 miliardi di dollari in liquidità e equivalenti, cifra che offre un cuscinetto ma non elimina i timori legati al rapporto tra capitale necessario e programmi di investimento. Il current ratio è stato indicato intorno a 1,2, valore inferiore alla media di mercato ma non distante dai parametri tipici del settore aerospaziale.
Rating e credibilità sui mercati del credito
Le principali agenzie di rating hanno assegnato valutazioni in ambito investment grade con classificazioni che migliorano l’accesso ai capitali di debito. Questo status amplia la platea di investitori potenziali, ma non neutralizza i dubbi sugli impegni finanziari futuri e sul peso del debito netto atteso dalla società.
Valutazione del mercato azionario e ragioni del ribasso
Il titolo ha registrato cali ripetuti, con giornate in cui la perdita ha superato il 10%. La contrazione è arrivata dopo una partenza in forte salita: nei primi giorni di contrattazione il titolo era salito ben oltre il prezzo di collocamento di 135 dollari toccando livelli superiore a 225 dollari intraday.
Il mercato sembra ora confrontarsi con due realtà: da un lato, il racconto di crescita supportato da contratti di fornitura di capacità di calcolo; dall’altro, la dimensione degli investimenti necessari per realizzare data center, infrastrutture energetiche e programmi di lancio.
Numeri che preoccupano gli analisti
Tra le stime più solide citate dagli analisti emerge una proiezione di oltre 400 miliardi di dollari di debito netto potenzialmente aggiuntivo entro il 2031. A questi numeri si sommano dati operativi: un capex che è cresciuto rapidamente, passando da circa 4,4 miliardi nel 2026 a oltre 20,7 miliardi nel 2026, e perdite operative che nel 2026 hanno toccato quasi 5 miliardi di dollari.
Questi elementi spiegano perché alcuni operatori hanno iniziato a vendere: la valutazione iniziale aveva incorporato aspettative assai ottimistiche, rendendo la volatilità più marcata alla prima incertezza su esecuzione o cost structure.
Accordi commerciali e fattori di rischio operativi
Il cambiamento del racconto industriale verso l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale ha reso centrali contratti di fornitura di potenza di calcolo con grandi clienti tecnologici. Tra gli accordi segnalati figurano impegni pluriennali per decine di miliardi di dollari, che sostengono il piano di ricavi ma comportano anche obblighi di investimento anticipato.
Allo stesso tempo, l’avanzamento del programma di lancio del razzo Starship rimane una variabile cruciale: il ritmo delle prove e la riuscita dei voli determinano sia i costi che le prospettive di ampliamento della rete satellitare e di riduzione dei costi di lancio.
Contratti con startup e pagamenti ricorrenti
Accordi con realtà più piccole operanti nel settore AI prevedono forniture di capacità accelerata con pagamenti mensili significativi. Un esempio concreto riguarda un contratto che stabilisce pagamenti ricorrenti sostanziali per l’accesso a specifici processori AI ad alta potenza, con flussi che, se confermati, genererebbero centinaia di milioni di dollari annui.
La combinazione di un alto fabbisogno di capitale, rating che aprono il mercato del debito e una valutazione azionaria molto elevata ha creato uno scenario di forte dibattito tra analisti: alcuni mantengono ottimismo sui ritorni a lungo termine, mentre altri sottolineano il rischio di correzioni verso valori più conservativi. Gli investitori monitoreranno con attenzione sia l’esito del collocamento obbligazionario sia gli sviluppi operativi legati a Starship e ai grandi contratti di computing.



