calcolo interessi mutuo: guida pratica per comprendere TAN, TAEG e piano di ammortamento

Capire come si formano le quote interessi di un mutuo è fondamentale per valutare costi e scelte: qui trovi le nozioni base, esempi pratici e consigli per confrontare offerte.

Sofia Rossi

Prendere un mutuo significa impegnarsi a restituire una somma erogata dalla banca attraverso pagamenti regolari. Ogni rata è composta da due parti: la quota che riduce il capitale e la quota che remunera il costo del denaro, cioè gli interessi. Capire come vengono calcolati questi interessi aiuta a valutare quanto costerà davvero il finanziamento e a confrontare offerte diverse sul mercato.

Come si calcolano gli interessi
Gli interessi si applicano sul debito residuo: più si rimborsa capitale, meno interessi si pagano alle rate successive, a parità di tasso. Per una rata mensile la componente interessi si ottiene con una semplice formula pratica: capitale residuo × (TAN / 12), dove TAN è il tasso annuo nominale. Il TAN contempla solo il costo degli interessi, senza includere spese o commissioni.

Esempio: su un capitale residuo di 150.000 euro con TAN al 3%, la quota interessi mensile è 150.000 × 3% / 12 = 375 euro. La quota capitale, invece, si ricava sottraendo questa parte interessi dalla rata totale.

Come cambia la composizione della rata
Il modo in cui si distribuiscono quota capitale e quota interessi dipende dal piano di ammortamento. In Italia il più diffuso è l’ammortamento alla francese: le rate rimangono costanti, ma con il passare del tempo la parte destinata agli interessi diminuisce e quella a capitale cresce. Altri piani possono prevedere rate variabili o diverse strutture di rimborso, ma il principio resta lo stesso: gli interessi si calcolano sempre sul debito aggiornato dopo ogni pagamento.

Tasso fisso o variabile: che impatto hanno le rate
La scelta tra tasso fisso e tasso variabile incide direttamente sull’andamento delle quote interessi. Con il tasso fisso il TAN resta immutato per tutta la durata concordata: questo rende le rate prevedibili e protegge da eventuali aumenti dei mercati. Con il tasso variabile, invece, il TAN può oscillare in base a un indice di riferimento (ad esempio l’Euribor) più uno spread:

In generale, il tasso variabile può risultare più conveniente se i tassi di mercato scendono o rimangono bassi, ma espone a una maggiore incertezza. Il tasso fisso offre stabilità, utile a chi preferisce pianificare le spese senza sorprese. La scelta migliore dipende dall’orizzonte temporale del mutuo, dalla capacità di sostenere eventuali aumenti della rata e dalla propria tolleranza al rischio.

Vantaggi e rischi a confronto
– Tasso fisso: certezza dell’importo da pagare, protezione dai rialzi dei tassi, ideale per chi ha bisogno di stabilità nel budget. Svantaggio: può essere più costoso se i tassi di mercato scendono.
– Tasso variabile: potenzialmente più conveniente in fasi di tassi bassi, ma con il rischio di aumenti delle rate. Richiede attenzione alla sostenibilità del piano in scenari avversi.

TAN, TAEG e come leggere il piano di ammortamento
Per confrontare veramente le offerte è fondamentale distinguere TAN e TAEG. Il TAN indica solo il tasso degli interessi; il TAEG (o ISC) include anche spese accessorie come istruttoria, perizia, assicurazioni obbligatorie e commissioni. Per valutare il costo complessivo del finanziamento il riferimento più affidabile è il TAEG, perché normalizza gli oneri attesi.

Il piano di ammortamento è il documento che riporta per ogni rata: numero della rata, quota interessi, quota capitale e capitale residuo. Leggerlo con attenzione significa verificare anche eventuali periodi di preammortamento, penali per estinzione anticipata e costi ricorrenti non inclusi nel TAEG. Queste informazioni sono utili sia per decidere al momento della sottoscrizione sia per valutare operazioni successive come surroga o rinegoziazione.

Consigli pratici prima di firmare
– Confronta più preventivi, non fermarti alla prima offerta: piccole differenze di TAEG possono tradursi in migliaia di euro su un mutuo lungo.
– Valuta scenari alternativi: calcola la rata con il tasso variabile anche in ipotesi di rialzo dei tassi, per capire se resti sostenibile.
– Verifica le clausole su estinzione anticipata, costi di perizia e spese accessorie: sono voci che incidono sul costo finale.
– Se non ti senti sicuro, chiedi supporto: un consulente indipendente o un mediatore creditizio può fare da guida, spiegare le implicazioni contrattuali e facilitare la comparazione tra offerte.

Come si calcolano gli interessi
Gli interessi si applicano sul debito residuo: più si rimborsa capitale, meno interessi si pagano alle rate successive, a parità di tasso. Per una rata mensile la componente interessi si ottiene con una semplice formula pratica: capitale residuo × (TAN / 12), dove TAN è il tasso annuo nominale. Il TAN contempla solo il costo degli interessi, senza includere spese o commissioni.0

Come si calcolano gli interessi
Gli interessi si applicano sul debito residuo: più si rimborsa capitale, meno interessi si pagano alle rate successive, a parità di tasso. Per una rata mensile la componente interessi si ottiene con una semplice formula pratica: capitale residuo × (TAN / 12), dove TAN è il tasso annuo nominale. Il TAN contempla solo il costo degli interessi, senza includere spese o commissioni.1

Scritto da AiAdhubMedia

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