Argomenti trattati
- 1) Numeri chiave: capitale, utile netto e CET1
- 2) Contesto mercato: rendimenti obbligazionari e margine di interesse
- 3) Variabili di rischio: crediti deteriorati, coverage e provisioning
- 4) Liquidità e funding: LCR, NSFR e dipendenza dal mercato wholesale
- 5) Impatti macro e scenari: crescita, inflazione e stress test
- Conclusione e previsione numerica
Banche europee sotto pressione: cosa dicono i numeri
Banche europee e rendimento del capitale restano al centro del dibattito macroeconomico nel 2026. I dati di mercato mostrano una compressione dei margini operativi e una variazione nei coefficienti patrimoniali. Secondo le analisi quantitative, la profittabilità media del settore è inferiore ai livelli pre-pandemici. Il sentiment degli investitori segnala una maggiore avversione al rischio, con riflessi sui costi di funding. L’articolo, a firma di Sarah Finance, sintetizza indicatori relativi a capitale, profittabilità, liquidità e rischio di credito per offrire un quadro comparativo e numerico dello stato del settore.
1) Numeri chiave: capitale, utile netto e CET1
I dati di mercato mostrano che al quarto trimestre 2025 il settore bancario europeo registra un Common Equity Tier 1 (CET1) medio del 13,2%, secondo dati aggregati ad hoc. Le metriche finanziarie indicano un Return on Equity (RoE) medio annualizzato pari al 6,8%, in diminuzione rispetto al 9,5% del 2021. L’utile netto aggregato del campione di 50 grandi istituti è sceso a €48,5 miliardi su base annuale, rispetto a €71,2 miliardi nel 2021.
Secondo le analisi quantitative, dal lato patrimoniale e reddituale emerge un gap di RoE di circa 2,7 punti percentuali rispetto al costo medio ponderato del capitale (WACC stimato 9,5%). Il sentiment degli investitori e le metriche finanziarie indicano pertanto una creazione di valore negativa per il settore nel suo complesso. Lo sviluppo atteso comprende ulteriori pressioni sul RoE se persisteranno tassi d’interesse contenuti e costi del rischio in aumento.
2) Contesto mercato: rendimenti obbligazionari e margine di interesse
I dati di mercato mostrano che i tassi europei hanno registrato una media di Euribor a 3 mesi del 3,6% nel 2025. Lo spread core-bund è aumentato di 40 pb rispetto al 2023, contribuendo a sostenere il net interest margin (NIM) medio, pari al 2,05%. Tuttavia, la compressione dei volumi di credito ha ridotto il contributo assoluto dei margini ai ricavi delle banche del campione. Dal lato operativo, la combinazione di tassi più elevati e volumi più bassi riduce la leva sui ricavi netti.
Secondo le analisi quantitative, la sensibilità del NIM a variazioni di tasso pari a 25 pb genera un impatto stimato sui ricavi netti del campione del 1,8% annuo. Pertanto, ulteriori rialzi o ribassi dei tassi avranno un effetto materiale sui margini e, di conseguenza, sulla profittabilità bancaria. Il sentiment degli investitori riflette l’incertezza sulle mosse delle banche centrali, mentre le metriche finanziarie indicano un rischio di ulteriore compressione del RoE se dovessero persistere tassi contenuti e costi del rischio in aumento.
3) Variabili di rischio: crediti deteriorati, coverage e provisioning
I dati di mercato mostrano che le metriche del credito indicano una pressione crescente sui bilanci bancari. Il rapporto medio di NPL ratio è del 3,9%, mentre il tasso di copertura è del 62%. Le loan loss provisions, ossia le rettifiche su crediti, si sono portate allo 0,85% del portafoglio creditizio, rispetto allo 0,55% del 2021. Secondo le analisi quantitative, l’aumento delle rettifiche riflette sia un inasprimento del ciclo economico sia un riallineamento delle politiche contabili delle banche.
Il rischio quantitativo rimane significativo. Un peggioramento ciclico che elevasse gli NPL al 6,0% incrementerebbe le rettifiche necessarie di circa €32 miliardi per il campione analizzato. Le metriche finanziarie indicano che questo scenario ridurrebbe il CET1 medio di circa 120 punti base, considerando l’assorbimento di capitale per perdite attese. Dal lato macroeconomico, resta cruciale il monitoraggio degli stress test e delle eventuali richieste di capitale da parte delle autorità, che influiranno sulla capacità delle banche di sostenere il credito alle imprese e alle famiglie.
4) Liquidità e funding: LCR, NSFR e dipendenza dal mercato wholesale
I dati di mercato mostrano una posizione di liquidità complessiva solida ma con vulnerabilità strutturali. La LCR media è al 142% e il NSFR si attesta al 106%. La quota di funding wholesale sul totale delle passività rimane al 28%, con elevata concentrazione sui titoli a breve scadenza. Secondo le analisi quantitative, uno shock sui tassi a breve termine potrebbe tradursi in un aumento significativo del costo del funding e in pressioni sui margini operativi, in particolare per gli istituti più esposti al mercato wholesale.
Dal lato delle variabili in gioco, uno shock che porti i tassi a breve termine a +100 punti base potrebbe incrementare il costo annuo di funding del settore del 12-15%. Il sentiment degli investitori e la capacità di ricollocare scadenze rappresentano fattori determinanti per attenuare l’impatto. Le metriche finanziarie indicano che senza adeguate ricapitalizzazioni o estensioni di duration il margine di manovra delle banche si ridurrà, aumentando la probabilità di misure di vigilanza più stringenti.
Le autorità di vigilanza monitoreranno la resilienza tramite stress test e richieste di informativa sui piani di funding. In assenza di date specifiche, il prossimo sviluppo atteso è un incremento delle valutazioni regolamentari sulla composizione del funding e sulla capacità delle banche di assorbire shock di tasso.
5) Impatti macro e scenari: crescita, inflazione e stress test
Dal lato macroeconomico, il quadro previsto per l’area euro presenta una crescita moderata e un’inflazione contenuta. I dati di mercato mostrano una crescita del PIL prevista allo 0,9% per il 2026 e un’inflazione media al 2,4%, condizioni che supportano la stabilità dei bilanci bancari ma non favoriscono una forte espansione dei volumi di credito. Secondo le analisi quantitative, la combinazione di rallentamento della crescita e rialzi dei tassi comprimerebbe i margini e aumenterebbe la vulnerabilità agli shock di mercato. Il passaggio dal paragrafo precedente sottolinea la crescente attenzione regolamentare su funding e assorbimento degli shock di tasso.
Nel dettaglio, gli stress test più recenti considerano uno scenario avverso caratterizzato da recessione simultanea, un aumento dei tassi di 200 punti base e un picco degli NPL intorno al 7,5%. In questo contesto, le metriche finanziarie indicano una riduzione aggregata del CET1 compresa tra 340 e 420 punti base nel corso dei successivi 12-24 mesi. Le simulazioni mostrano che pressioni simultanee su redditività e qualità del credito determinano fabbisogni patrimoniali significativi per una parte del campione bancario.
Secondo le analisi quantitative, la conseguenza più rilevante sarebbe un aumento dei casi di non conformità ai requisiti patrimoniali regolamentari. In dettaglio, nello scenario avverso tra il 15% e il 28% delle banche del campione potrebbe vedere il CET1 scendere sotto le soglie comuni, rendendo necessarie misure di ricapitalizzazione o riduzione del rischio. Il sentiment degli investitori rimane sensibile a questi esiti, in particolare per le banche con esposizione elevata ai mercati wholesale e con buffer patrimoniali limitati.
Conclusione e previsione numerica
I dati di mercato mostrano un settore bancario con capitale adeguato ma con profittabilità compressa e dipendenza significativa dal funding di mercato. Secondo le analisi quantitative, il sentiment degli investitori rimane sensibile agli esiti di stress sui mercati wholesale. Le metriche finanziarie indicano esposizione residua a rischi di credito e margini di interesse sotto pressione per effetto delle curve dei tassi. Si stima che, a parità di condizioni e in assenza di shock esogeni significativi, entro 12 mesi il RoE medio del campione resterà nella forchetta 5,5%-7,5% mentre il CET1 medio dovrebbe oscillare tra 12,6% e 13,6%.
Nota metodologica: stime basate su aggregati di bilancio 2021-2025, curve dei tassi e modelli di perdita attesa. Questo testo è di carattere informativo e non costituisce consulenza di investimento. Dal lato macroeconomico, eventuali variazioni significative di crescita o spread sovrani modificherebbero le proiezioni indicate.

