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La giunta regionale ha deciso di incrementare le risorse destinate all’ecosistema della ricerca lombardo con un’ulteriore dotazione di 90 milioni, che porta il totale disponibile a 246 milioni di euro. L’iniziativa rientra nella seconda edizione della misura Collabora & Innova – Azione 1.1.3 e si inserisce tra gli interventi strategici del programma FESR 2026-2027. La delibera, proposta dall’assessore Alessandro Fermi e approvata dalla Giunta regionale, definisce i criteri attuativi volti a sostenere progetti complessi promossi in partenariato tra imprese e organismi di ricerca.
Obiettivo dichiarato è potenziare la competitività regionale favorendo il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di innovazioni di prodotto e di processo. La misura promuove collaborazioni tra soggetti pubblici e privati per attrarre investimenti ad alto contenuto tecnologico, in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2026-2027. La dotazione della nuova edizione è di base pari a 90 milioni, con possibilità di incremento fino a 108 milioni, e verrà indirizzata a specifici ecosistemi tematici.
Ambiti e risorse disponibili
Le risorse saranno destinate ai sette ecosistemi individuati dalla S3: Salute e Life Science, Nutrizione, Sostenibilità e Sviluppo Sociale, Manifattura Avanzata, Smart Mobility & Architecture, Cultura e Conoscenza e Connettività e Informazione. Questi ambiti sono stati selezionati per la loro rilevanza strategica e per la capacità di generare ricadute economiche e sociali. Il finanziamento mira a sostenere in particolare progetti complessi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, cioè iniziative articolate che richiedono il contributo congiunto di più competenze e infrastrutture.
Ripartizione e flessibilità della dotazione
La tranche aggiuntiva consente di ampliare l’offerta rispetto alla passata edizione, che aveva una dotazione totale di 156 milioni e aveva finanziato 71 progetti coinvolgendo 395 soggetti tra imprese e enti di ricerca. La possibilità di portare la dotazione fino a 108 milioni offre margine per rispondere a una domanda elevata e per sostenere proposte con impatto industriale significativo.
Chi può partecipare e requisiti dei progetti
Possono presentare domanda partenariati composti da un minimo di 3 e un massimo di 8 soggetti; tra questi è obbligatoria la presenza di almeno una PMI e di un Organismo di ricerca. Il partenariato può essere guidato sia da un’impresa sia da un organismo di ricerca, consentendo flessibilità organizzativa. I progetti devono essere realizzati in una sede operativa situata in Lombardia, prevedere un investimento minimo di 3.500.000 euro, essere avviati dopo la presentazione della domanda e concludersi entro 24 mesi dal decreto di concessione, con una possibile proroga di 6 mesi.
Tipologie di agevolazione e intensità
L’agevolazione prevista è a fondo perduto, con intensità differenziate in funzione della dimensione del soggetto beneficiario: 60% per le piccole imprese, 50% per le medie imprese e 40% per le grandi imprese e gli organismi di ricerca. Il contributo massimo che può essere concesso a ciascun partenariato è fissato in 5 milioni di euro. Queste percentuali mirano a incentivare soprattutto le realtà più piccole, dove l’apporto pubblico può fare la differenza nella realizzazione di progetti ad alto contenuto innovativo.
Modalità di presentazione e passaggi successivi
Le domande dovranno essere inviate attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi, nei tempi che verranno specificati nel bando attuativo. È fondamentale che i progetti rispettino i criteri formali e sostanziali indicati dalla delibera per poter accedere alla valutazione. La misura include anche una serie di elementi tipici delle politiche di innovazione: valutazione dei risultati attesi, solidità del partenariato e sostenibilità finanziaria delle attività proposte.
Cosa preparare prima del bando
Per aumentare le probabilità di successo è consigliabile che i potenziali candidati curino in anticipo la definizione dei ruoli all’interno del partenariato, la stima dettagliata degli investimenti e la pianificazione temporale delle attività. È utile inoltre individuare indicatori di impatto e piani di sfruttamento dei risultati per dimostrare la validità industriale del progetto. Il supporto di un organismo di ricerca può facilitare la definizione metodologica e la validazione tecnico-scientifica delle proposte.
In sintesi, la nuova dotazione rafforza la misura Collabora & Innova come strumento strategico per la Lombardia: offre risorse significative per sostenere partenariati pubblico-privati, stimolare il trasferimento tecnologico e creare condizioni favorevoli per innovazioni con ricadute concrete sul territorio.

