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Il 20 gennaio 2026 le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali hanno raggiunto un’intesa per il rinnovo del CCNL relativo agli impiegati amministrativi e tecnici delle imprese radiotelevisive locali. L’accordo, valido dal 1° febbraio 2026 al 31 dicembre 2028, riguarda le imprese aderenti al sistema associativo Aeranti-Corallo e mira a riequilibrare i trattamenti economici e a rafforzare alcune forme di welfare contrattuale.
Ambito e durata
L’intesa interessa il personale amministrativo e tecnico operante nelle emittenti radiotelevisive locali aderenti ad Aeranti-Corallo. Il rinnovo avrà efficacia per l’intero triennio indicato senza clausole temporanee aggiuntive segnalate nella nota sindacale.
Aumenti retributivi e articolazione temporale
In continuità con l’intesa siglata il 20 gennaio 2026, il contratto prevede incrementi dei minimi tabellari distribuiti in tre momenti distinti. Le decorrenze indicate sono il 1° febbraio 2026 e i 1° gennaio 2027 e 2028. Gli adeguamenti seguono un calendario uniforme per il triennio previsto.
Gli aumenti sono differenziati tra i comparti radiofonico e televisivo locale. Nel settore radiofonico gli incrementi risultano più contenuti. Nel televisivo locale i livelli minimi sono mediamente più elevati. Questo riflette le diverse scale retributive dei due comparti.
In termini numerici, il Quadro B radiofonico passa da 1.561,33 euro nel 2026 a 1.740,26 euro nel 2028. Nel settore televisivo il Quadro A raggiunge 2.035,67 euro nel 2028. Le variazioni mostrano differenze sia in valore assoluto sia in termini percentuali tra i comparti.
Per minimi tabellari si intendono le retribuzioni di riferimento stabilite dalle tabelle contrattuali. Le parti hanno confermato l’efficacia del rinnovo per l’intero triennio senza clausole temporanee aggiuntive. I dettagli applicativi delle tabelle saranno pubblicati dalle organizzazioni firmatarie.
Effetti sul salario differito e sugli istituti accessori
A seguito della pubblicazione delle tabelle, gli incrementi concordati sui minimi incideranno anche sul reddito annuo complessivo dei lavoratori. Il minimo tabellare funge da base di calcolo per numerosi istituti indiretti e differiti, quali ferie, tredicesima, eventuale quattordicesima e ore straordinarie.
Per questo motivo l’effetto reale sulla retribuzione può superare l’incremento mensile rilevato in busta paga. Gli adeguamenti modificheranno altresì la determinazione dei contributi previdenziali e del trattamento di fine rapporto (TFR), con possibili riflessi sul montante contributivo e sulle spettanze a fine rapporto.
Indennità una tantum e meccanismo di salvaguardia del potere d’acquisto
In seguito alle ricadute sui contributi previdenziali e sul trattamento di fine rapporto, il contratto prevede una indennità una tantum di natura risarcitoria. La somma è destinata a compensare il periodo di vacanza contrattuale e sarà erogata in tre tranche a febbraio 2026, e.
Gli importi variano in base al livello professionale e al comparto di appartenenza. Nel settore televisivo la quota massima per i Quadri A è fissata a 240 euro annui; nel settore radiofonico la quota massima per il Quadro B è di 215 euro annui.
L’indennità è calcolata in valore lordo su tempo pieno e va riproporzionata in caso di lavoro part time o di assunzione nel corso dell’anno, secondo il criterio applicato per la gratifica natalizia. Si segnala che la misura può avere effetti sul montante contributivo e, conseguentemente, sulle spettanze a fine rapporto.
Clausola di verifica rispetto all’inflazione
Inoltre, il contratto prevede un meccanismo di monitoraggio. Le parti si incontreranno entro la metà della vigenza contrattuale per verificare la coerenza degli aumenti con l’andamento dell’indice IPCA. L’IPCA è l’indice armonizzato dei prezzi al consumo utilizzato per confronti internazionali. Il dispositivo valuta se gli incrementi prevengono la perdita del potere d’acquisto in presenza di pressioni inflazionistiche persistenti. Resta aperta la possibilità di ulteriori adeguamenti qualora la verifica lo renda necessario.
Welfare contrattuale e novità normative
Dopo la previsione di possibili adeguamenti, il rinnovo introduce disposizioni più dettagliate sul welfare aziendale.
Dal punto di vista del welfare il contratto rafforza la disciplina della previdenza complementare. A partire dal 1° gennaio 2026 sono previste modalità specifiche per i lavoratori che destinano il TFR a un fondo pensione. L’obiettivo dichiarato è incrementare la copertura previdenziale integrativa.
In alcuni casi il datore di lavoro è tenuto a versare quote aggiuntive alla contribuzione. Le somme aggiuntive sono generalmente contenute, ma possono produrre effetti rilevanti nel lungo periodo grazie al meccanismo del capitale composto.
Le parti manterranno il monitoraggio previsto nel contratto per valutare l’efficacia delle misure e intervenire in caso di necessità.
Aggiornamento del testo contrattuale e validità giuridica
Il testo integrale e coordinato del CCNL sarà redatto successivamente per recepire adeguamenti normativi e revisioni sulle modalità di congedi, sulle tipologie contrattuali e sugli altri istituti legislativi intervenuti negli anni recenti. La redazione mira a garantire coerenza terminologica e operativa con le norme vigenti.
Il nuovo testo assumerà efficacia vincolante soltanto dopo il deposito presso il CNEL, passaggio formale che attribuisce certezza giuridica sull’applicazione delle disposizioni nelle imprese del settore. L’intesa del 20 gennaio 2026 introduce aumenti strutturali, indennità una tantum a scala progressiva e misure di welfare destinate a rafforzare la tutela previdenziale dei lavoratori delle emittenti locali, lasciando tuttavia margini per verifiche e aggiustamenti in funzione dell’evoluzione economica.
Le parti manterranno il monitoraggio previsto dal contratto per valutare l’efficacia delle misure e intervenire se necessario; il deposito presso il CNEL e gli esiti del monitoraggio rappresentano gli sviluppi successivi più rilevanti.

