Milleproroghe 2026, proroghe e novità che interessano imprese e consumatori

La conversione in legge del Milleproroghe 2026 conferma rinvii su adempimenti amministrativi e fiscali, elimina la tassa nazionale sui piccoli pacchi extra-UE e coordina l'applicazione del contributo UE dal 1° luglio

La Camera ha approvato definitivamente la conversione del decreto “Milleproroghe 2026” (decreto‑legge 31 dicembre 2026, n. 200), che sposta diverse scadenze rilevanti per imprese, enti e cittadini. Si tratta soprattutto di misure temporanee pensate per dare respiro amministrativo in vista di interventi legislativi più strutturali: niente rivoluzioni, ma tempo e ordine per chi deve adeguarsi.

Cosa cambia, nel concreto
Fondo di garanzia per le PMI: prorogato fino al 31 dicembre 2026. Le condizioni agevolate per ottenere garanzie pubbliche restano in vigore, con l’obiettivo di sostenere liquidità, finanziamenti correnti e investimenti delle micro, piccole e medie imprese.
– Assemblee societarie: confermato il voto elettronico e la possibilità di tenere assemblee da remoto senza obbligo di modificare gli statuti fino al 30 settembre 2026. Una misura che evita l’urgenza di adeguamenti statutari e facilita la governance per gruppi con sedi dislocate.
– Permessi di costruire e SCIA: per i titoli rilasciati entro il 31 dicembre 2026 la validità complessiva diventa 48 mesi. L’estensione riguarda anche autorizzazioni paesaggistiche e verifiche ambientali, riducendo il rischio di blocchi amministrativi per cantieri e progetti immobiliari.
Polizze catastrofali: il termine per la stipula da parte di micro e piccole imprese è stato spostato al 31 marzo 2026; l’obbligo rimane invece pienamente operativo per medie e grandi imprese. Queste polizze coprono eventi su larga scala che possono compromettere l’attività produttiva (settori particolarmente coinvolti: turismo-ricettivo, somministrazione, pesca, acquacoltura).
– Testi unici fiscali: l’entrata in vigore è rinviata al 1° gennaio 2027, per evitare sovrapposizioni di novità nello stesso esercizio.
– Incentivi all’assunzione: prorogati il “bonus donne” (sconto contributivo fino a 650 euro al mese per l’assunzione a tempo indeterminato di determinate lavoratrici disoccupate) e gli incentivi per giovani under 35; per le assunzioni nelle Zone Economiche Speciali (ZES) la riduzione contributiva viene modulata al 70% rispetto alla decontribuzione originaria. Requisiti e criteri di eleggibilità rimangono sostanzialmente invariati.
– Importazioni di basso valore: è stata eliminata la prevista tassa nazionale di 2 euro sui pacchi extra‑UE fino a 150 euro. Dal 1° luglio, però, si applicherà a livello UE un contributo di 3 euro per pacco nell’ambito del nuovo sistema di controllo, per uniformare le regole e semplificare gli adempimenti doganali.

Impatto pratico per le imprese
Le proroghe puntano soprattutto a ridurre l’incertezza operativa. Per le imprese che pianificano investimenti o ristrutturazioni, la conferma del Fondo di garanzia significa maggiore prevedibilità nell’accesso al credito. La proroga per le assemblee telematiche elimina la pressione di adeguare subito gli statuti e agevola la gestione in remoto. Nei cantieri, l’allungamento della validità dei permessi a 48 mesi permette di riorganizzare cronoprogrammi e piani finanziari senza dover ripartire da zero con nuove autorizzazioni.

Dal lato assicurativo e del lavoro, il rinvio delle polizze catastrofali offre alle micro e piccole imprese tempo aggiuntivo per aggiornare coperture e contratti; per medie e grandi imprese, invece, non cambia l’obbligo già in vigore. Gli incentivi alle assunzioni continuano ad alleggerire il costo del lavoro, con qualche differenziazione nelle ZES.

Adempimenti e controlli
Per ottenere i benefici previsti è necessario rispettare gli ordinari adempimenti contributivi e assicurativi: verifiche INPS, controlli sulle condizioni di disoccupazione e la regolarità delle posizioni sono elementi imprescindibili. Irregolarità possono portare alla revoca dei benefici e a sanzioni. Sul piano operativo, amministrazioni e imprese dovranno coordinare linee guida e procedure per applicare correttamente le novità.

Cosa fare ora
Le misure danno tempo ma non eliminano la necessità di agire: imprese, studi professionali e amministrazioni sono invitati a consultare gli uffici competenti o i consulenti per l’interpretazione applicativa e per predisporre le domande di accesso a incentivi e garanzie. In particolare, chi ha progetti in corso, scadenze autorizzative o piani di assunzione dovrebbe aggiornare le proprie scadenze interne alla luce delle proroghe.

Nota sugli sviluppi legislativi
Il quadro resterà soggetto a ulteriori aggiustamenti: il Milleproroghe posticipa scadenze e allinea regole per evitare sovrapposizioni, ma non sostituisce i futuri testi normativi che potrebbero introdurre cambiamenti più profondi. Conviene quindi monitorare gli aggiornamenti ufficiali e le circolari attuative che le amministrazioni competenti pubblicheranno nei prossimi mesi.

Scritto da AiAdhubMedia

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